Mercoledì, 18 Settembre 2019
Chiese Cristiane
Chiese Cristiane

Chiese Cristiane (317)

Martedì 10 Agosto 2004 21:31

L'irriducibile originalità delle Chiese d'oriente

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Christian Cannuyer

Man mano che la Chiesa, nel IV e soprattutto nel V secolo, diventa maggioritaria, accentra la sua organizzazione modellandola sulle strutture amministrative civili. Il processo in Asia avviene prima che altrove. A partire dal III secolo, il vescovo della capitale di una provincia imperiale acquisisce una certa giurisdizione sugli altri vescovi di questa stessa provincia, ne controlla l'elezione, presiede alla loro consacrazione, e convoca concili provinciali nascono così le sedi metropolitane o arcivescovili. A partire dal concilio di Nicea (325), diritti e dignità superiori vengono riconosciuti alle grandi sedi di Roma, di Alessandria e di Antiochia, cui si aggiunge nel 381 Costantinopoli, che sottrae il secondo posto ad Alessandria. Lo stesso statuto sarà riconosciuto a Gerusalemme nel 451 dal concilio di Calcedonia. La presenza di queste sedi dipende più dall'importanza economica, culturale e politica della città in cui si trovano che dalla loro fondazione apostolica, talora inventata di sana pianta, come nel caso di Costantinopoli, per le necessità del momento. Nel VI secolo si generalizza il titolo di "patriarca" attribuito ai titolari di queste sedi. Attraverso la loro comunione, i vescovi della "pentarchia patriarcale" esprimono l'unità della Chiesa nella diversità.

Martedì 10 Agosto 2004 21:23

Domande frequenti sulla preghiera del cuore

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Tomàs Spidlìk

CHI E' CONTEMPLATIVO?

Il modo di vivere da contemplativi sembra essere riservato ad alcuni che hanno scelto questa via di perfezione negli ordini di clausura. Al contrario, nella spiritualità dei Padri greci ed orientali, contemplare è il modo genuino di vedere la realtà in maniera cristiana. Il termine greco theòria venne interpretato come se fosse composto da Theos (Dio) e horao (vedere). La contemplazione (theòria anche gnosis) viene definita quindi come lo sfòrzo continuo di vedere Dio in tutto ciò che esiste. In maniera perfetta fu contemplativo Adamo nel Paradiso. Contemplando, torniamo quindi allo stato dell'uomo innocente prima del peccato e pregustiamo la felicità futura.

Martedì 10 Agosto 2004 21:09

Pregare "nel cuore"

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Tòmas Spidlìk

L'elevazione della mente o del cuore?

La definizione tradizionale della preghiera dice che essa è “l’elevazione della mente a Dio”. La sua origine risale fino a Platone. Gli autori cristiani l'hanno adottata, ma anche interpretata affinché diventasse più completa. Non è solo la mente ad essere attiva nell'orazione, ma l'uomo intero, anche se il ruolo decisivo spetta all'anima. In essa distinguiamo tre facoltà: l'intelletto, la volontà, il cuore. Ciascuna di queste tre "facoltà" può essere più o meno dominante nei vari tipi di preghiera.

Lunedì 09 Agosto 2004 21:02

"Ora vi precede in Galilea…"

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Vladimir Zelinskij

Sant'Ireneo, come san Giovanni Crisostomo, diceva che la Chiesa ringiovanisce sempre: ogni epoca dell'era cristiana può provare in se stessa la verità di queste parole. Questa giovinezza che si rinnova "come aquila" (Sal. 103, 5) è la fioritura dell'inesauribile mistero di Cristo, di cui la nostra fede scopre sempre il volto nuovo. Ogni scoperta non ne cancella un'altra, anzi, la rivela ancora nella luce del Regno.

Lunedì 09 Agosto 2004 20:58

I Santi dell'antica e della nuova Russia

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Vladimir Zelinskij

"Siate perfetti com’è perfetto il vostro Padre celeste" afferma Cristo nel Vangelo secondo Matteo.

Si può dire che questo precetto incorpora in sé tutto il paradosso del cristianesimo. Infatti adempierlo è impensabile, ma rifiutarsi di adempierlo significa praticamente separarsi dal nostro Padre celeste. Questo paradosso non si può risolvere sul piano razionale e teorico: lo si risolve vitalmente con la santità. E quale sia la santità richiesta all’uomo, Cristo la espone nello stesso capitolo quinto del Vangelo di Matteo, che si conclude con l’invito alla perfezione. Essere perfetto significa essere "beato", "beato" nel senso evangelico. "Beati i poveri nello spirito, perché il loro è il Regno dei cieli"; "Beati quelli che piangono…", "Beati i miti", "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia…", "Beati i misericordiosi…", "Beati i puri di cuore…", "Beati gli operatori di pace…", "Beati i perseguitati per la giustizia, perché di loro è il Regno dei cieli".

Lunedì 09 Agosto 2004 20:45

Il farmaco del dolore

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Vladimir Zelinskij

Per il cristiano ortodosso impegnato non solo nel movimento ma anche nello spirito ecumenico, non c'è problema più doloroso che quello del nostra reciproca inospitalità eucaristica. Dopo tanti gesti simbolici di apertura, di amicizia, di riconoscenza della piena validità della vita religiosa di un altro, arriviamo proprio al cuore della nostra fede, al mistero eucaristico e scopriamo di nuovo che questo cuore è diviso. Come se fossero divisi spirito e verità; il primo ama "il fratello separato" e va dove lo porta il cuore, la seconda, invece, è immobile, pietrificata, costituita dalle pietre preziose delle nostre tradizioni.

Lunedì 09 Agosto 2004 20:41

Oltre l'ecumenismo delle buone maniere

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Vladimir Zelinskij

Ogni volta che, per l'incontro casuale delle due pascalie, Oriente e Occidente celebrano la Risurrezione del Signore nello stesso giorno (o piuttosto nella stessa notte), ci troviamo di nuovo di fronte alla sfida delle parole del Cristo: "Come Tu, Padre, sei in me e io in te; siano anch'essi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17, 21).

di Vladimir Zelinskij

Gli ortodossi chi sono?

Il rapporto fra l'ortodossia e il cattolicesimo, in particolare fra Mosca e Roma, appartiene ai capitoli assai difficili nella storia del movimento ecumenico. Questa difficoltà non si scioglie gradualmente col tempo, anzi, il periodo di 20-30 anni fa sembra oggi quasi il "secolo d'oro" dell'ecumenismo, il termine appena pronunciabile nella Chiesa Russa nei nostri giorni. Ma se a quell'epoca l'incomprensione reciproca fra due mondi cristiani, orientale ed occidentale, era piuttosto nascosta, negli ultimi anni essa è venuta fuori ed è diventata drammatica e aperta.

Lunedì 09 Agosto 2004 20:21

Il lievito della comunione

Pubblicato da Fausto Ferrari

di Vladimir Zelinskij

Non lo possiamo dimenticare: molte cose evidenti al cattolico d'oggi non lo sono per il suo contemporaneo ortodosso. La Chiesa ortodossa, si tratti della russa o di qualsiasi altra, non è una Chiesa "aggiornata". In tutti i sensi. Questa differenza di solito sfugge anche ai più zelanti fautori del dialogo di parte cattolica o protestante. Ciascuna parte vede l'altra con i propri occhi. E si stupisce quando trova aspetti estranei e poco comprensibili. Le parole "perché tutti siano una sola cosa" (Gv 17,21) non sono state pronunciate ieri. Eppure durante tutta la storia del cristianesimo hanno avuto un senso certo diverso da quello che gli si attribuisce oggi.

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