Mercoledì, 16 Aprile 2014
Domenica 08 Agosto 2004 00:56

Battesimo, Eucaristia e Ministero. 1982-1990

Valuta questo articolo
(1 Vota)

di Renzo Bertalot

Il Consiglio Ecumenico delle Chiese aveva già raccolto e pubblicato le risposte ricevute dalle chiese al documento di Lima 1982 su battesimo, eucaristia e ministero. Si trattava di ben sei volumi che sono stati recensiti su Protestantesimo, 3/1989. La nuova pubblicazione intende fare il punto sulla situazione in maniera ancora provvisoria e in attesa del prossimo incontro di Fede e Costituzione atteso per il 1993. Il volume in esame vuol essere anche un segno di riconoscenza inviato a tutte le chiese che hanno collaborato rispondendo agli interrogativi e alle proposte provenienti dalla ricerca comune sintetizzata nel documento di Lima.

Viene così offerta l'occasione per rifare la storia delle consultazioni e dei risultati ottenuti in questa direzione fin dal lontano 1927, dalla Conferenza di Losanna. La ricostruzione storica delle varie tappe dà il senso di un mosaico costruito lentamente e con attenzione attraverso decenni. Ne è segno la fluttuabilità della terminologia finale costretta sia ad evitare un linguaggio nuovo, sconosciuto alle tradizioni del cristianesimo, sia a formulare in maniera nuova concetti fondamentali della fede cristiana.

Il documento di Lima ha certamente stimolato in modo unico tutte le chiese al confronto. Si tratta di risposte ottenute ai massimi livelli possibili d'autorità. Abbiamo avuto con il BEM la più ampia consultazione della cristianità su determinati temi ad un preciso momento storico. Questo vuol dire che le idee e i confronti hanno avuto una circolazione molto più ampia di quel che si possa immaginare. I confronti tra le chiese hanno evidenziato sì delle divergenze, ma soprattutto hanno portato avanti quel processo di andare a scuola gli uni dagli altri auspicato fin dalle prime assemblee ecumeniche. La ricchezza delle posizioni, della liturgia e delle applicazioni etiche ha permesso a tutti di attingere abbondantemente e di interrogarsi sulle proprie posizioni avanzando suggerimenti adeguati. Nuove prospettive si sono aperte per le chiese più recenti e anche quelle di antica data hanno intravisto nuove possibilità di servizio e di aggiornamento (v. diaconato).

Le chiese valdesi e metodiste italiane, i valdesi del Rio della Plata e i battisti italiani sono stati citati più volte. Si ha veramente ragione di credere che nulla sia stato accantonato frettolosamente.

Battesimo.

L'ampia e apprezzata premessa biblica ha certamente facilitato le convergenze sul tema. Il nocciolo della questione si concentra sulla formula: un solo battesimo in due forme. Tuttavia le posizioni divergono sulla equivalenza delle due forme. Occorrerà fare chiarezza e ritornare sul tipo di terminologia usata precisando maggiormente il rapporto fede - battesimo soprattutto in relazione alla cresima o alla confermazione. Sembra ormai fuori discussione l'affermazione che il battesimo sia un dono di Dio e vada inteso all'interno della sua iniziativa di salvezza. Non dovrebbe essere così lontano il giorno del mutuo riconoscimento del battesimo espresso con un solo certificato, comune a tutte le chiese, come sembra già verificarsi in alcune nazioni.

L'Eucaristia.

La massima convergenza si concentra intorno alla nozione di presenza reale. Forse le chiese che fanno parte del CEC non avrebbero difficoltà insormontabili ad avvicinarsi, in questa prospettiva, per giungere al reciproco riconoscimento, ma gli accenti sulla presenza variano notevolmente. Per gli ortodossi si tratta di transustanziazione anche se non insistono come i cattolici sulla necessità di vedere formulata chiaramente la conversione delle sostanze. A parte il rispetto per le posizioni diverse dalla propria, non vi sono grandi novità sulla conservazione delle specie. Permane il dissenso.

Il ministero.

Si tratta naturalmente del documento più discusso. Le chiese riformate e quelle libere hanno rilevato una mancanza di attenzione per altre forme di strutturazione ecclesiastica oltre a quella proposta: vescovo, presbitero, diacono. I problemi aperti sono molti e non sono stati taciuti. Queste strutture sono funzioni o sacramenti, sono di diritto umano o di diritto divino, sono condizioni irrinunciabili per un avvicinamento o no?

La risposta del CEC alle chiese s'impegna a svolgere un prezioso lavoro di chiarimento che va continuato. Nei documenti sono state lette molte cose che in realtà non ci sono e non sempre si è stati in grado di saltar fuori dalla propria lettura confessionale per giudicare sia il documento di Lima sia le posizioni delle altre chiese. Dall'insieme emergono alcune linee sulle quali si dovrà tornare con insistenza continuando così il processo di confronto e di convergenza in attesa della prossima tappa del 1993.

Scrittura, Tradizione e tradizioni.

Il tema è stato impostato all'incontro di Fede e Costituzione di Montreal 1963. È stato poi ripreso in altre riunioni richiamando l'attenzione sull'autorità e sull'ermeneutica biblica e per ultimo il rapporto tra l'Antico e il Nuovo Testamento. Il punto di convergenza iniziale si esprimeva in questi termini: "...esistiamo come cristiani mediante la Tradizione dell'Evangelo, testimoniato nella Scrittura, trasmesso nella e mediante la Chiesa per mezzo della potenza dello Spirito Santo". A Montreal non furono fissati criteri, ma soltanto poste domande. "Come possiamo distinguere tra tradizioni che incorporano la vera Tradizione e tradizioni meramente umane? Come superare le situazioni nelle quali noi leggiamo la Scrittura alla luce delle nostre proprie tradizioni? La situazione ecumenica non esige che cerchiamo la Tradizione riesaminando la nostra tradizione particolare?"

Mentre tutte le chiese affermano l'autorità della Scrittura si registrano ben sei modi di intendere la Tradizione:

  1. appello esclusivo alla Scrittura;
  2. si aggiunge accanto all'autorità della Scrittura quella della chiesa primitiva, i primi otto secoli;
  3. accanto alla Scrittura si trovano altri credo e le confessioni di fede della Riforma;
  4. Scrittura e insegnamento della chiesa;
  5. Scrittura, tradizione e ragione;
  6. la tradizione intesa come trasmissione del Vangelo in tutte le epoche compresa quella biblica.

Per quanto riguarda il futuro vi sono due concetti che sembrano richiamare l'attenzione ecumenica nel contesto delle riflessioni segnalate: la fedeltà e la conciliarità.

Sacramento e sacramentalità.

L'argomento ha spaccato in due la configurazione ecumenica in maniera molto marcata. Ci sono quelli che respingono ogni accentuazione in prospettiva sacramentale e quelli che invece vorrebbero sottolinearla fortemente. I temi da riesaminare per giungere ad una maggiore chiarezza sulla nozione di sacramento sono molti: cristologia, ecclesiologia, mistero, fede, Parola, segno, simbolo, questioni etiche e comunità non sacramentali. Pare comunque che fin d'ora si possa dire che il ruolo e l'efficacia dei sacramenti non sono indipendenti dall'azione di Dio.

Ecclesiologia.

È evidente che anche questo tema richiederà un lungo lavoro di ricerca e di confronto prima di poter segnalare tappe concrete di avvicinamento. Non si potrà evitare la questione del primato. Intanto la dimensione escatologica favorisce una chiara distinzione tra Chiesa e Regno di Dio e forse la nozione di Koinonia può facilitare lo scioglimento di alcuni irrigidimenti attualmente non superati. Bisognerà anche tener presente che la pienezza della parola creatrice di Dio non si esaurisce nelle nostre istituzioni ecclesiastiche.

In conclusione la vasta gamma degli argomenti riemersi pare ricollegare gran parte del problema posto alle chiese dal BEM. Credo che dobbiamo rallegrarci per l'ampiezza della consultazione e per i materiali offertoci ai massimi livelli. Non si potrà evitare di farne un punto di riferimento a meno di arroccarsi nella propria solitudine. Un aspetto di tutta la problematica ci sembra non essere risalito sufficientemente alla superficie. Si tratta del rapporto tra la promessa biblica e la libertà di Dio. Tutti concordano nel dire che la promessa di Dio è efficace, nella parola e nei sacramenti, ma non tutti sono disposti ad aggiungere senza equivoci: se, quando, dove e come Dio vuole.

 

 

Ultima modifica Giovedì 22 Settembre 2011 15:44
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input