Mercoledì, 26 Giugno 2019
Domenica 19 Maggio 2019 17:50

Andate in tutto il mondo (Vladimir Zelinskij) In evidenza

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"Andate in tutto il mondo", dice Gesù, ma il mondo è cambiato enormemente e il suo cambiamento continua anche davanti ai nostri occhi. Viviamo in un mondo in cui il sapere umano è cresciuto così che può superare le capacità mentali dell’uomo stesso.

Il Vangelo secondo Marco: Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Abbiamo letto solo due versetti del vangelo. Il primo parla della cena degli apostoli e Gesù rompe la triste pace di questa mensa e rimprovera i Suoi discepoli per loro incredulità. Loro non avevano creduto alle testimonianze degli altri. Forse, questi undici hanno percepito le parole dei testimoni come voce della gente che racconta le favole. Davvero, chi è capace di credere alla risurrezione fisica di un morto? Di Colui che era vivo ancora due giorni fa, giustiziato, appena seppellito è apparso ieri di nuovo sulla terra come una volta, è tornato nonostante la chiara evidenza della morte. Di questa apparizione parla anche l’evangelista Luca nel capitolo 24, ma Marco aggiunge a quell’episodio il rimprovero della durezza del cuore.

Questa aggiunta è molto essenziale. Proprio il cuore nella visione del cristianesimo orientale è il centro spirituale dell’essere umano. L’organo della conoscenza, il luogo segreto dell’incontro con il Signore. Gesù rimprovera i discepoli: loro che l’hanno incontrato solo sulla terra, loro che hanno mancato ad un altro incontro, proprio nel segreto del loro essere. “Toglierò il vostro cuore di pietra, ostinato e lo sostituirò con il cuore di carne”, dice il profeta Ezechiele. “Cuore di pietra” è quello che non ha ricevuto ancora lo Spirito Santo che illuminerà la missione degli apostoli. L’apostolo è colui che ha il cuore nuovo, non quello dell’uomo vecchio che vive non solo nella realtà di questo mondo decaduto ma di quel messaggero che proclama il mondo che verrà, in cui Dio sarà tutto in tutti.

Dunque, il rimprovero di Gesù era una sorta di profezia. Ma anche un appello simile a quello di Giovanni Battista: preparate la strada al Signore. La strada del Signore passa attraverso il cuore umano, il cuore di carne, pieno d’amore e di misericordia. Così Gesù predice la discesa dello Spirito Santo che verrà su tutti i discepoli di Cristo. Volevo ricordare che durante la cresima nella Chiesa ortodossa, - e questo sacramente si fa subito dopo il battesimo e prima della comunione - il sacerdote unge il corpo del neobattezzato con le parole: il dono dello Spirito Santo. Tutti i battezzati ricevono questo dono, o la caparra di ciò che deve rivelarsi dopo nella santità. Tutti ricevono il dono della santità, ma non tutti, anzi pochi lo prendono, lo trovano, l’attualizzano.

Per riconoscere Gesù come Cristo Risorto bisogna avere il cuore capace di ricevere lo Spirito. Questo è il primo significato del pezzo che abbiamo letto. E poi? Subito Gesù dice: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. La vittoria sulla durezza del cuore, la ricezione dello Spirito, ci porta all’azione: proclamare il Vangelo, portare la Parola nel mondo. Il mondo però comincia già dentro di noi; prima di tutto è noi stessi che dobbiamo evangelizzare. Prima Gesù chiedeva con un tono fermo di andare solo alle pecore perdute d’Israele. Adesso, da Risorto, manda i discepoli in tutto il mondo per proclamare il Vangelo. Cosa vuol dire proclamare il Vangelo? Prima di tutto raccontare la vita di Gesù, la sua nascita - che abbiamo festeggiato poco fa -, la sua predicazione, il suo battesimo nel Giordano, la sua Ultima Cena - che le Chiese in tutto il mondo festeggiano ogni giorno -, la sua crocifissione, la sua morte, la sua Risurrezione e infine l’ascensione.

Sì, la vita di Cristo sulla terra è il messaggio chiave del vangelo e della nostra missione, ma non l’unico. Un altro messaggio consiste nell’universalità della Buona Notizia, nel suo rapporto con ogni essere umano in qualsiasi tempo, qualsiasi situazione. Ognuno di noi è chiamato a rivestirsi in questa vita, a seguire la vita del nostro Dio nell’arco della vita nostra, nel tempo storico e nello spazio del mondo che ci è stato dato. Il nostro destino, la nostra speranza, la nostra salvezza ormai dipenderanno dal nostro rapporto con Cristo, cosciente e non cosciente, perché lo Spirito di Cristo è più ampio delle frontiere confessionali. Andate a proclamare: la parola di Dio non deve essere nascosta; la Parola di Dio deve rivestirsi delle nostre parole, dei nostri sforzi, ma soprattutto dei nostri cuori. Da uomo Gesù pensava che questo viaggio per il mondo non sarebbe stato troppo lungo. Come Signore Risorto Lui non definisce nessun confine, nessuna distanza.

Andate in tutto il mondo, dice Gesù, ma il mondo è cambiato enormemente e il suo cambiamento continua anche davanti ai nostri occhi. Viviamo in un mondo in cui il sapere umano è cresciuto così che può superare le capacità mentali dell’uomo stesso. Viviamo in un mondo in cui la tecnologia creata da noi, uomini, comincia governare il mondo nel suo bene e nel suo male e siamo solo all’inizio del suo sviluppo. Proprio in questo mondo - ogni giorno minacciato dalle nostre proprie invenzioni, dalle crisi ecologiche ed economiche -, siamo chiamati ad andare con il nostro Vangelo, con la Buona Notizia per tutti i popoli, per tutte le razze, per tutti i cuori. Dove sarà il vostro cuore sarà anche il vostro tesoro, dice Gesù. Per invertire il corso della storia che sta diventando sempre più ostile alla volontà di Dio dobbiamo convertire i cuori. I cristiani separati non possono fare questo compito. Oggi qualsiasi riga del vangelo ci chiama alla conversione all’unità, alla scoperta dell’anima comune.

Vladimir Zelinskij

 

Ultima modifica Domenica 19 Maggio 2019 17:58
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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