Lunedì, 23 Ottobre 2017
Martedì 16 Marzo 2010 21:25

Gesù profeta del Corano (Adel Jabbar)

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Come è noto, anche se l’Islam non riconosce Gesù come Dio lo venera comunque come grande profeta e onora sua madre Maria. Ritroviamo Gesù in ben 93 versetti in 15 sure del Corano. «Non e stato ucciso, è stato elevato da Dio e discenderà sulla Terra alla fine dei tempi per liberare il mondo dalla presenza satanica dell'anticristo».

Gesù profeta del Corano

 

di Adel Jabbar

 

 

 

… Ho seguito il cammino della croce, ho conosciuto
il tormento del profeta, io, io sono stato tradito; mille Giuda
gridano: crocifiggete l'Arabo,
e, come te vivo ancora
sul legno della morte, che incontro ogni giorno
e, come te vivo ancora
come le ferite nel tuo corpo, il mio corpo
piccoli tralci
fanno sgorgare una lacrima sulla guancia di tua madre,
mia madre

da Croce degli Uomini
Mahmud Sobh (1936), poeta e docente universitario palestinese

… Quando mi ebbero deposto, udii il vento
a lungo gemere sfiorando i palmeti, e passi allontanarsi.
Le mie ferite e la croce dove sono rimasto appeso fino a sera
non mi avevano dunque ucciso...
Ero all'inizio, e al principio era il povero.
Sono morto perché si mangi il pane in mio nome,
per essere seminato nella stagione giusta.
Quante vite vivrò! Al fondo di ogni vuoto,
eccomi divenuto futuro e semente,
generazione di uomini:
in ogni cuore scorre il mio sangue,
o almeno qualche goccia...
Sono dunque ritornato; Giuda impallidisce vedendomi,
poiché ero il suo segreto

da Cristo dopo la crocifissione nella raccolta Il Canto nella pioggia
Badr Shakir al Sayyab (1926-1964), poeta iracheno

In questa fase storica caratterizzata da forti trasformazioni sul piano sociale e culturale, il dibattito riguardante il tema delle religioni ha acquisito un'intensità maggiore, uno sguardo attento a ciò che avviene nei contesti territoriali in cui si svolgono le relazioni non può non accorgersi della presenza di persone appartenenti ad altre fedi e vissuti religiosi. È una presenza che esige conoscenza e approfondimenti di concezioni di vita e visioni del mondo. All'interno di questo panorama i temi relativi all'islam e ai musulmani costituiscono forse un nodo irto di difficoltà. Si pone la questione, quindi, di interrogarsi su come proseguire sui problematici sentieri del dialogo e sulle modalità di un impegno atto a favorire la reciproca conoscenza e consapevolezza delle proprie e altrui diversità. Questo breve intervento vuole essere un contributo in tale direzione.

Gesù, figlio di Maria (al Masih Isaa ibn Maryam, il Messia Gesù Figlio di Maria, si trova in 93 versetti in 15 sure ed è l'unico dei 25 profeti ricordati nel Corano che compie miracoli), è una figura comune nel credo di musulmani e cristiani sebbene rappresenti la fonte di interpretazioni divergenti. Come del resto recita la dichiarazione conciliare Nostra aetate (ottobre 1965), «benché essi (i musulmani) non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; essi onorano la sua Madre Vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione». Nel trattare il tema di Gesù nell'islam, non è mio obiettivo confutare credenze altre o punti di vista diversi, ma dare una semplice descrizione di come i musulmani lo vedono.

Nascita di Gesù, figlio di Maria, nel Corano

 

«E rammenta nel Libro Maria, quando si appartò dalla famiglia in un luogo a oriente. Ella mise una cortina tra sé e loro. Noi le inviammo il Nostro Spirito, che per lei si fece simile ad un uomo. Disse: "Mi rifugio da te presso il Misericordioso, se sei timorato". Disse: “Io sono solo un inviato del Signore per donarti un figlio puro". Disse: "Come potrò avere un figlio, se nessun uomo mi ha toccato e non sono dissoluta?". Disse: "Così sarà! Il Signore ha detto: “Ciò mi è facile e faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa già decisa"'. Ella rimase dunque incinta e si allontanò con lui in un luogo appartato. Ebbe le doglie accanto al piede di una palma e disse: "Fossi morta prima che ciò avvenisse! E fossi dimenticata come cosa che si dimentica". Allora la chiamò da sotto di lei: "Non affliggerti il Signore ha posto un nobile sotto di te; e scuoti verso di te il tronco della palma: farà cadere su di te datteri maturi, da raccogliere. Mangia dunque e bevi, e il tuo occhio si rallegri!"» (sura XIX-16-26 Maryam [Maria]).

Questi riferimenti coranici dimostrano che l'esistenza di Gesù è chiaro segno della volontà creatrice di Dio, per cui «quando Egli decide una cosa Egli dice solamente: "Sii" ed essa è» (sura XIX-35 Maryam [Maria]). Come è avvenuto per lo stesso Adamo.

Alcuni commentatori musulmani sostengono che Gesù è stato generato dall'Arcangelo Gabriele. La nascita di Gesù, a differenza del suo concepimento, che è avvenuto per espressa volontà di Dio senza intervento umano, è invece caratterizzata da quella che è l'esperienza delle donne durante il parto, come nella sura XIX-23 citata prima. Le perplessità e i sospetti della moltitudine a seguito di questo evento, del concepimento e della nascita di Gesù, vengono da lui stesso confutati parlando nella culla: «Disse: “Io sono, certo, servo di Dio. Egli mi ha dato il Libro e mi ha designato profeta. Ovunque io sia Egli mi ha reso benedetto e mi ha raccomandato, finché vivrò, la preghiera, la Zakat e di essere caritatevole con mia madre. Non mi ha fatto né superbo né ribelle. E la pace sia su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morirò e il giorno in cui verrò resuscitato vivo". Ecco Gesù figlio di Maria: Parola di verità di cui essi dubitano» (sura XIX-30-34 Maryam [Maria]).

 

Gesù profezie e miracoli

Dai versetti appena citati si comprende che Gesù già appena nato compie dei miracoli. Sarà così anche da adulto.

«Ed eccolo messaggero ai figli d'Israele: "Certo, vengo a voi con un segno da parte del Signore. Sì, per voi plasmo con la terra una figura d'uccello poi vi soffio dentro e con il permesso di Dio è un uccello. E guarisco il cieco nato e il lebbroso, e resuscito i morti, con il permesso di Dio. E vi dico ciò che mangiate e ciò che tesaurizzate nelle vostre case. Ecco per voi un segno, se siete credenti"» (sura III-49 Al-Imran [La Famiglia di Imran]).

Sempre nel Corano, a proposito dei miracoli, Dio ribadisce di esserne la fonte e l'ispirazione: «E quando Dio dirà: "O Gesù Figlio di Maria, rammenta i Miei benefici su dite, su tua madre, e quando Io li confermai con lo Spirito di Santità. Nella culla parlavi alle genti, e in età matura. E quando ti insegnai la Scrittura, la Saggezza, la Torà e il Vangelo. Formasti con l'argilla una figura di uccello con il Mio permesso poi ci soffiasti sopra. Allora, con il Mio permesso, fu un uccello. E guaristi col Mio permesso il cieco nato e il lebbroso. E col Mio permesso facesti sorgere i morti. Trattenni per te i Figli di Israele quando portavi loro la prova; ma quelli di loro che non credettero, dissero: tutto ciò è solo magia manifesta"'» (sura V-110 Al Maida [La Tavola]).

In un'altra citazione coranica Gesù afferma di essere inviato di Dio. «E quando ho rivelato agli Apostoli "Credete in Me e nel Mio messaggero", dissero: "Noi crediamo; testimonia che Noi siamo sottomessi". E quando gli apostoli dissero: "O Gesù Figlio di Maria, il Signore potrebbe far scendere su di noi una tavola imbandita?". Disse loro: "Piuttosto temete Dio, se siete credenti". Dissero: "Vogliamo mangiare, rassicurare così i nostri cuori, sapere che ci hai detto effettivamente la verità, ed essere tra i testimoni". Disse Gesù Figlio di Maria: "O Dio, Signore nostro, l'ascendere su di noi dal cielo una tavola imbandita che sia una festa per noi dal primo di noi all'ultimo, un segno da parte Tua. Nutrici, Tu sei il migliore dei nutritori"» (sura V-111-115 Al Maida [La Tavola]).

 

Ascensione di Gesù

Il Corano tratta il tema della crocifissione e dell'elevazione come vediamo nel seguente versetto: «E a causa della loro miscredenza ed enorme calunnia che pronunceranno contro Maria e a causa delle loro parole: "Certo noi abbiamo ucciso il Messia Gesù, figlio di Maria, messaggero di Dio". Ebbene, non l'hanno né ucciso né crocifisso, ciò era sembrato loro. E quelli che erano in disaccordo su di lui sono certo nell'incertezza, non hanno alcuna conoscenza, seguono solo una congettura, non l'hanno veramente ucciso: Dio lo ha elevato a Sé; e Dio è Potente, Saggio. Qualcuno fra la gente del Libro avrà fede in Lui prima della propria morte. E il giorno della Risurrezione sarà testimone contro di loro» (sura IV-156-159 Al Nisa [Le Donne]).

Secondo alcune interpretazioni in ambito musulmano al posto di Gesù è stato crocifisso un suo sosia, per altre è avvenuto uno scambio di persone. Queste versioni facevano già parte della tradizione cristiana nel Vicino Oriente. Tuttavia c'è da notare che ci sono anche delle tesi, decisamente minoritarie, in cui si asserisce che Gesù sia effettivamente morto sulla croce, morto quindi come martire. «Non pensate morti quelli che sono stati uccisi sulla via di Dio. Al contrario: sono vivi presso il loro Signore e ben provvisti» (sura III-69 Al-Imran [La Famiglia di Imran]). È stato ucciso il corpo, ma il suo spirito e il suo messaggio sopravvivono. Comunque nel pensiero musulmano la crocifissione, così come chi sia stato in realtà crocifisso, non è disputa fondamentale. Ciò che è indispensabile è riconoscere il messaggio del Messia. «E quando Dio disse: «Gesù, ecco che ti finisco e che ti porto a Me e ti purifico da quelli che non hanno creduto, e sino al Giorno della Resurrezione pongo quelli che ti seguono al di sopra di quelli che non credono. Poi, certo, è verso di Me il vostro ritorno". Poi giudicherò tra di voi ciò su cui disputate» (sura III-55 Al-Imran [La Famiglia di Imran]).

Il fatto di fede su cui i musulmani concordano è che Gesù è un profeta: «E quando ricevemmo dai profeti il loro impegno, come da Te, da Noè, da Abramo, da Mosè, da Gesù figlio di Maria - e ricevemmo da loro un impegno rafforzato» (sura XXXIII-7 Al-Ahzab [I Coalizzati]).

Egli non è stato ucciso, è stato elevato da Dio e discenderà sulla Terra alla fine dei tempi per liberare il mondo dalla presenza satanica dell'anticristo, infine sarà riconosciuto dalla gente e sarà il giudice che applicherà i comandamenti di Dio. Dopo alcuni anni Gesù morirà e risorgerà per il Giudizio Universale.

«La pace su di lui il giorno in cui nacque, il giorno in cui morirà, il giorno in cui verrà resuscitato vivo!» (sura XIX-15 Maryam [Maria]).

(in Confronti, n. 9, 2006, pp. 31-32)

Ultima modifica Venerdì 30 Marzo 2012 12:59
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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