Venerdì, 20 Ottobre 2017
Sabato 17 Aprile 2010 09:57

Chiesa e Islam in Europa (Andrea Pacini)

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I nodi principali identificati sono l'atteggiamento della Chiesa rispetto all'apertura di nuove moschee, la presenza di giovani musulmani nei contesti ecclesiali, l'insegnamento della religione come rinnovata opportunità culturale per il dialogo e per la conoscenza dell'altro.

Chiesa e Islam in Europa

di Andrea Pacini

Lo scorso aprile (2009) la Commissione delle conferenze episcopali europee (Ccee) ha promosso a Bordeaux un seminario sull'islam in Europa, presieduto dal cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, in Francia. Vi hanno partecipato i delegati per i rapporti con l'islam di tutti gli Stati europei, inclusi quelli non ancora membri dell'Unione europea. Il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, ha partecipato attivamente all'integralità dei lavori. L'obiettivo del seminario era di valutare lo stato delle relazioni cristiano-islamiche in Europa e le novità emergenti nelle comunità musulmane europee, sia rispetto alle loro dinamiche interne, sia rispetto ai rapporti con gli Stati e con la Chiesa. La finalità ultima è stata quella di identificare una serie di priorità che interpellano la Chiesa, perché in Europa possa progressivamente svilupparsi una pastorale più unitaria e più efficace in rapporto alla presenza musulmana. I nodi principali identificati sono l'atteggiamento della Chiesa rispetto all'apertura di nuove moschee, la presenza di giovani musulmani nei contesti ecclesiali, l'insegnamento della religione come rinnovata opportunità culturale per il dialogo e per la conoscenza dell'altro.

La costruzione delle moschee. La stabilizzazione dei musulmani in Europa provoca la diffusione delle moschee e dei centri culturali islamici, che hanno avuto una notevole crescita nel corso degli anni 2000. Solo a titolo di esempio: in Germania - Paese di antica immigrazione musulmana -le sale di preghiera e moschee sono oggi circa 2.500 (un luogo di culto ogni circa 2.000 persone di origine musulmana). In Italia - Paese di recente immigrazione - i luoghi di culto musulmano sono circa 650 (uno ogni circa 2.000 persone di origine musulmana). Nell'opinione pubblica di tutti i Paesi europei scoppiano grandi discussioni tutte le volte che viene aperta una nuova sala di preghiera, o quando si tratta di costruire una nuova moschea. Tali eventi vengono spesso strumentalizzati da partiti politici. L'apertura delle moschee rappresenta una sfida delicata per la Chiesa, sia in rapporto alla richiesta in se stessa, sia in rapporto all'opinione pubblica. Si tratta infatti per un verso di garantire la libertà di culto - che in Europa è garantita per legge e che la Chiesa riconosce e sostiene - ma si tratta anche di operare una mediazione con la popolazione e di porsi in dialogo franco con le comunità musulmane.

La Conferenza episcopale tedesca in un recente documento sul tema (settembre 2008) ha sintetizzato la sua posizione come segue: a) la libertà di culto è un diritto fondamentale da garantire; b) la costruzione delle moschee deve obbedire alle norme urbanistiche stabilite dallo Stato e dai Comuni (questo implica spesso il divieto di costruire minareti o di creare strutture architettoniche troppo "diverse" dal paesaggio urbano esistente); c) si invitano gli organismi musulmani a essere più aperti e trasparenti in modo che da parte della popolazione possa esservi maggiore fiducia nei loro confronti. In generale si ritiene importante che la Chiesa, nel sostenere la libertà religiosa, metta anche in evidenza le esigenze fondamentali che i musulmani sono invitati ad assumere attivamente e concretamente per promuovere la loro integrazione in Europa.

Scuole cattoliche e studenti musulmani. La frequenza di studenti musulmani nelle scuole cattoliche è un fenomeno generale in Europa. In Belgio e Germania tale frequenza è molto alta, sia nelle scuole materne e primarie che nelle scuole superiori (talvolta con picchi dell'80% di allievi musulmani in taluni kindergarten). In Italia la presenza di allievi musulmani nelle scuole cattoliche è in crescita. In Francia la frequenza di studenti musulmani nelle scuole cattoliche è alta: nei quartieri popolari di Marsiglia, di Lille e a Paris-Nord la presenza musulmana può superare il terzo o la metà del totale degli iscritti, e così in Danimarca. L'ethos cattolico è generalmente apprezzato rispetto alla neutralità della scuola pubblica. Si conferma quindi la sfida per la Chiesa di rispondere in modo costruttivo a questa presenza. Si tratta naturalmente di non perdere il carattere religioso cattolico specifico delle scuole, ma nello stesso tempo di elaborare prassi educative che tengano conto della presenza degli allievi musulmani e promuovano la socializzazione a valori comuni e l'apprendimento del rapporto con la diversità in modo rispettoso e costruttivo. Si tratta di prospettive educative non semplici, su cui può dare un contributo importante la pedagogia interculturale, che deve però essere integrata a partire da una prospettiva teologica-pastorale, che valorizzi la dimensione religiosa.

Insegnamento della religione in una società pluralista. Anche l’insegnamento della religione si apre a prospettive nuove. Nei Paesi in cui esiste l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali, esso deve anche tenere conto del pluralismo religioso esistente nella società, che spesso si esprime già nelle stesse classi. Laddove esiste l’insegnamento dell'islam nelle scuole pubbliche (Belgio, in alcuni Länder tedeschi, nel Regno Unito, in linea di principio in Spagna), sarebbe importante, che lo stesso curriculum dell'insegnamento dell’islam contenesse al suo interno una dimensione interculturale, aperta in modo positivo alle altre religioni. Più in generale sta emergendo in tutti i Paesi europei - anche in quelli di tradizionale laicità, come la Francia – l’esigenza di dare maggior spazio alle religioni nei programmi di insegnamento, e soprattutto di offrire percorsi più elaborati - a livello di scuole secondarie e a livello universitario - di storia comparata delle religioni o di "religioni comparate". La Chiesa è chiamata a dare un contributo su queste prospettive, sia con le proprie strutture e spazi scolastici, sia in collaborazione con iniziative statali.

Pastorale giovanile e giovani musulmani. La presenza dei giovani musulmani nelle opere o movimenti pastorali giovanili varia da Paese a Paese e secondo l'età dei giovani. In Francia si nota una diminuzione significativa della frequentazione di giovani musulmani nei movimenti giovanili cattolici rispetto a quanto avveniva negli anni 1970-1980. Le ragioni sono legate alla creazione di movimenti musulmani giovanili, come gli Scouts musulmans; ma anche alla diffidenza crescente dei genitori. Consapevoli della propria scarsa competenza e pratica religiosa, molti genitori si rendono conto che i figli sono scarsamente religiosi, e questo li porta a considerare gli ambienti pastorali cattolici come pericolosi perché "accattivanti" sul piano religioso e umano. Tuttavia all'interno dell'Action catholique de l'enfance (Ace) - presente nei quartieri popolari delle grandi città - la proporzione di bambini musulmani è significativa. La diminuzione della partecipazione dei giovani musulmani nell'età dell’adolescenza può anche essere il risultato di un distacco dalla religione in quanto tale, più che un rafforzamento dell'identità religiosa musulmana. In Italia la frequentazione degli oratori (patronates) da parte di giovani musulmani è alta, specie nei quartieri popolari delle grandi città del Nord. I percorsi formativi sono finalizzati prevalentemente alla socializzazione ai valori umani fondamentali, ma cercano anche di introdurre all'esperienza religiosa, spesso assente o assai fragile. Su tutti i nodi identificati sarebbe urgente sviluppare a livello ecclesiale europeo riflessioni, progettualità, iniziative.

(da Vita Pastorale, n. 7, 2009)

Ultima modifica Giovedì 20 Maggio 2010 13:59
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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