Lunedì, 23 Ottobre 2017
Venerdì 29 Ottobre 2010 19:52

La cabala (Marino Parodi)

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Tutti ne abbiamo sentito parlare. Si tratta di una scuola, a carattere mistico, che affonda le sue radici nell'ebraismo. Cabala, in ebraico, indica "l'atto di ricevere", inteso nel senso di recepire una tradizione che viene tramandata.

 La cabala

di Marino Parodi 

 

Tra le tante scoperte e riscoperte religiose di oggi, motivate dalla evidente ricerca di spiritualità, spicca in particolare una tradizione di cui un po' tutti abbiamo sentito parlare: la Cabala o Qabbalah. Trattasi di una scuola assai raffinata e profonda, a carattere mistico, la quale affonda le proprie radici nell'ebraismo.

In ebraico Qabbalah significa propriamente "l'atto di ricevere", termine che va qui inteso nel senso di recepire una tradizione che viene tramandata. Tale tradizione, sviluppatasi in Europa (specialmente in Spagna, in Francia e in particolare in Provenza e in seguito anche in Polonia, in Boemia e in Germania) a partire dal VII-VIII secolo, senza mai smettere, tant'è vero che esiste tuttora un pensiero cabalistico in costante evoluzione.

Le origini della Cabala, risalenti a epoca antecedente alla diaspora, si perdono invece nella notte dei tempi. Dei principali maestri di Cabala, tra i quali figurano diversi rabbini, ricordiamo Abramo Abulafia, Baruch Rabash, Mosè Maimonide. Non è neppure mancata una Cabala di orientamento cristiano, del quale il principale esponente può essere considerato il nostro Pico della Mirandola (1463-1494).

L'insegnamento che Dio offre all'umanità presenta sostanzialmente due volti: uno esterno e uno esoterico. Dall'interpretazione esoterica della Torah nasce la visione di Dio e del mondo propria della Cabala, che troviamo espressa in due testi principali (benché non siano certo gli unici: la produzione letteraria a cui questa tradizione ha dato vita è assai copiosa): il Talmud Eser Hasfirot e il Sefer ha-Bahir. Ogni pagina della Sacra Scrittura contiene appunto un insieme organico di conoscenze segrete, relative all'ordine metafisico della creazione nonché alla struttura spirituale ed emotiva dell'anima.

La Cabala insegna quindi a "leggere" nella creazione la profonda armonia divina che la permea, al di là dei contrasti apparenti che sembrano invece dominanti. La stessa armonia noi siamo invitati a scoprire nel profondo della nostra personalità più autentica, una volta purificata dalle scorie di egocentrismo che la offuscano. Seguire tale percorso equivale poi a far emergere, ovviamente in maniera graduale, il divino presente nella nostra anima.

La Bibbia secondo la Cabala

Vediamo un piccolo esempio del modo in cui la Cabala interpreta la Torah, ossia la Bibbia (Antico Testamento, naturalmente) secondo l'ebraismo. Nel libro dell'Esodo Mosè incontra le figlie di Ietro - una delle quali, Sipporà, diventerà la sua sposa, presso un pozzo. Dopo aver scacciato gli importuni i quali molestavano le giovani donne, impedendo loro di attingere l'acqua, è Mosè stesso a svolgere tale compito per loro. Il pozzo rappresenta la forma di saggezza esoterica cui l'uomo aspira, la strada che ci porta a Dio. L'acqua è la consapevolezza presente nel profondo della nostra coscienza, capace di appagare la nostra sete esistenziale e di sanare ogni inquietudine. L'acqua rappresenta pure la fonte di vita, la gioia della vita eterna. Le figlie di Ietro rappresentano chiunque si apra alla ricerca della verità, Mosè il maestro, ossia lo spirito evoluto capace di guidare coloro i quali si mettono su tale strada. Gli importuni scacciati da Mosè rappresentano invece il nostro "nemico interiore", ossia ogni elemento di egoismo e materialismo presente in noi. E ancora, Mosè solleva due volte il secchio nell'acqua: la verità coinvolge a fondo non solo la ragione, ma anche le nostre emozioni più profonde.

Daniela Abravane, una dei maggiori esperti in materia, spiega: «Se ci si pone a un livello più universale, valevole per tutti, ebrei e non ebrei, si potrebbe dire che la Cabala è la scienza che insegna a ricevere e accogliere la vita, in ogni suo aspetto. Un vero cabalista sa accogliere l'amore divino, sa ricevere e decifrare il suo messaggio nella vita quotidiana, mentre la società occidentale usa e sperimenta pochissimi sensi, male e materialmente (cibo e sesso). I sensi dovrebbero rivelare il divino e non nasconderlo. Facendo all'amore con la propria compagna si dovrebbe incontrare l'Altra parte della divinità, nel cibarsi dovremmo riconoscere le scintille di divinità discese e condensate nella creazione fisica. Idem nel toccare o odorare un fiore. Cabala vuol anche dire capacità di accettare prove come parte di un percorso di allargamento della propria consapevolezza del divino».

Con ciò abbiamo toccato un punto fondamentale della Cabala, ossia la scoperta dell'autentica natura dell'essere umano, il quale è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Da tale consapevolezza deriva un'infinità di possibilità sul piano innanzitutto spirituale, ma anche per quanto riguarda la vita affettiva e relazionale, la professione, la salute e il denaro. Proprio in virtù della sua origine divina, l'uomo è destinato a una vita ispirata all'amore, alla generosità, all'abbondanza, alla salute e alla gioia. Di qui l'inevitabile grande importanza attribuita dalla Cabala alla guarigione (nel senso più completo e profondo del termine, ovviamente). A proposito di gioia, questa, ancora una volta intesa come esperienza mistica di incontro col divino, costituisce il perno dello hasidismo, importante movimento popolare sorto in seno all'ebraismo dell'Europa orientale del XVIII secolo e reso noto grazie a Martin Buber. Lo hasidismo può considerarsi sostanzialmente una derivazione della Cabala.

Tale apertura a trecentosessanta gradi viene così a confermare le radici profondamente ebraiche e bibliche della Cabala. Come è noto, la spiritualità di stampo ebraico e biblico offre una visione unitaria della vita: di qui i suoi immancabili risvolti "pratici". Basti dire che questa grande scuola dedica grande attenzione a due aspetti della vita "concreta": il rapporto tra uomo e donna e quello col danaro. Quanto al primo, il rapporto viene vissuto con estrema intensità, al punto da vedervi il punto privilegiato per l'incontro tra il divino e l'umano e ciò anche perché l'amore tra uomo e donna è fonte di emozioni intensissime, le quali sono non a caso un riflesso della gioia provocata dall'esperienza mistica. La ricerca dell'"anima gemella" diventa così la ricerca stessa del divino in noi e della capacità di vivere l'Era messianica (vedi più avanti) ancora prima della sua manifestazione storica.

Rapporto tra uomo e donna e corretto uso del denaro sono soltanto due esempi eclatanti di un sentire, quello cabalistico, pronto a cogliere la misteriosa presenza di Dio nella natura e nei suoi elementi, nei rapporti, nei vari eventi della vita. Scoprire la presenza nascosta di Dio nel cosmo equivale a sentirsi sempre più vicini a Lui, elevare il proprio stato di coscienza, diventare sempre più saggi, sempre più amorevoli e sempre più benedetti dal Creatore in ogni sfera dell'esistenza. Qualunque associazione della Cabala a forme di superstizione o alla mera ricerca di beni terreni è pertanto da considerarsi del tutto arbitraria, frutto di letture fuorvianti.

La Cabala traccia una strada abbastanza precisa, onde arrivare a conoscere e riconoscere Dio, avvalendosi di una sterminata serie di simboli - in tale contesto i numeri giocano un ruolo importante -, nonché di una rigorosa disciplina spirituale e morale. Quest'ultima, aliena da ogni moralismo ed etica repressiva, è centrata sull'amore di Dio e del prossimo.

La Cabala e la vita ultraterrena

È interessante notare come non siano mancate, in tempi recenti, interessanti "conferme" di importanti intuizioni della Cabala sul piano scientifico. Lo stesso valore numerico della parola "Cabala" è "137", numero il quale non a caso rappresenta la cosiddetta "costante di struttura fine", di notevole rilievo per la fisica quantistica. Si tratta di un "numero puro", il quale esprime il rapporto tra la velocità della luce e quella dell' elettrone in orbita attorno al nucleo dell'idrogeno. Se si tiene presente che la luce rappresenta la spiritualità e l'elettrone la materialità, si vede come il numero 137 esprime il rapporto tra Spirito e materia (va da sé che nella Cabala il primo è nettamente superiore alla seconda).

In vari testi cabalistici si trovano inoltre parecchie osservazioni a carattere psicologico, ad esempio per quanto riguarda la descrizione di alcune tipologie di personalità, nonché sul piano del potenziale umano, le quali sembrano quasi trascritte da moderni manuali di psicologia. E ancora, alla Cabala è ben nota già da più di un millennio la presenza nella coscienza umana di due "sfere", alle quali corrispondono altrettanti "emisferi celebrali", il destro e il sinistro, il primo orientato verso la creatività, l'intuizione, l'interiorità e il sentimento, il secondo verso la razionalità. A tale consapevolezza la psicologia è pervenuta soltanto in tempi recenti.

Come tutte le scuole spirituali di un certo livello, anche la Cabala dedica grande attenzione alla vita ultraterrena. Pur rifacendosi in linea generale alla visione trasmessa al riguardo dall'ebraismo tradizionale, neppure qui mancano peculiarità interessanti. Innanzitutto, l'anima non viene creata da Dio al momento del concepimento: essendo eterna, essa già esisteva da molto prima. Anzi, è proprio l'anima a scegliere - ovviamente col consenso divino - di incarnarsi, allo scopo di evolversi sul piano della conoscenza e dell'amore (si noti che sia la "preesistenza delle anime" che la vita terrena vista come scelta dell'anima sono due punti comuni a tante scuole esoteriche). Affinché abbia chiaro che cosa la aspetta, prima di incarnarsi all'anima viene mostrato, da parte di angeli e di spiriti elevati, un quadro abbastanza esauriente della vita sul nostro pianeta.

Una volta terminata la parabola terrena, l'anima prosegue nel mondo spirituale il proprio percorso - il quale ha come fine ultimo la conoscenza di Dio, processo dalle anime consapevoli già avviato in questo mondo-, partendo dal livello raggiunto al momento del trapasso. Per la Cabala, l'universo è costituito da una infinità di mondi e di sfere: la terra non costituisce che una piccolissima particella. L'anima potrà eventualmente decidere di reincarnarsi, sempre allo scopo di evolversi (del resto, non mancano scuole dell'ebraismo ortodosso, le quali ammettono la reincarnazione). Tale prospettiva esclude l'inferno eterno (destino ammesso peraltro dall'ebraismo ortodosso solo in rarissimi casi) e la purificazione è peraltro possibile pure nell'aldilà.

Il male viene visto da buona parte delle scuole cabalistiche come sostanzialmente irreale. Un aspetto da non lasciare sotto silenzio, in quanto si tratta di un elemento il quale contribuisce a spiegare il grande interesse che oggi riscuote la Cabala, è la tematica messianica. La Cabala odierna, riprendendo peraltro un'interpretazione già affiorata nel corso dei secoli, vede cioè nel tanto atteso Messia di millenaria memoria non già una personalità storica concreta, bensì una nuova era, caratterizzata da un profondo progresso spirituale.

 

(da Vita Pastorale, n. 3, 2010)

 

Ultima modifica Martedì 19 Marzo 2013 14:46
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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