Martedì, 11 Dicembre 2018
Commento ai Vangeli
Commento ai Vangeli

Commento ai Vangeli (175)

PRESENTAZIONE

“La Bibbia” è considerata sacra, in toto od in parte, dalle religioni monoteiste: ebrei, cristiani e islamici.

Questa realtà dovrebbe costituire un valido motivo per provare un reciproco rispetto, tra queste tre comunità, ed invece nella Storia e oggi … ciò non accade! (Siamo nel 2015!)

Se esse non riescono ad amare:

l'UNICO DIO,   IL FRATELLO     ED IL CREATO,

vuol dire che tutti noi non abbiamo capito qualcosa!

Cosa fare?

Con molta umiltà e senza preconcetti forse dovremmo:

- individualmente: rimettere in discussione i nostri valori, attraverso una più matura meditazione della Parola di Dio (vedi in questo sito l'area Meditazione)

- collettivamente: impegnarci a fare un cammino comunitario di confronto e riflessione della Parola di Dio.

Questo secondo punto possiamo cominciare ad affrontarlo impegnandoci in una maggiore partecipazione ed attenzione all'annuncio della Parola e al suo commento.

Cominciamo con:

- Commento ai vangeli della domenica

- Corso Biblico

Anno B

- don Paolo Squizzato

Prima lettura: At 3,13-15.17-19

Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.

In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati».

Amen


Salmo: 4


Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!

Nell’angoscia mi hai dato sollievo;

pietà di me, ascolta la mia preghiera. Rit.

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;

il Signore mi ascolta quando lo invoco. Rit.

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,

se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». Rit.

In pace mi corico e subito mi addormento,

perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare. Rit.

Seconda lettura: 1Gv 2,1-5

Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 24,32)

Alleluia, alleluia.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;

arde il nostro cuore mentre ci parli.

Alleluia

Vangelo: Lc 24,35-48

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore

OMELIA

Non cristiani non crediamo che ‘il crocifisso è risorto’ ma che ‘il risorto è il crocifisso’.Questa è la nostra fede. Dicendo il contrario – ossia che ‘il crocifisso è risorto’– si affermerebbe semplicemente la rianimazione di un cadavere, come avvenne per Lazzaro (cfr. Gv 11, 43), per la figlia di Giairo (cfr. Mc 5, 41) e il figlio della vedova di Nain (cfr. Lc 7, 14s.).

Credere che il risorto è il crocifisso, significa credere che laddove l’amore saprà andare fino alla fine, la morte non potrà nulla sulla vita e questa durerà per sempre. Ecco perché le ferite del Risorto sono così importanti, per non dimenticare che sono proprio le ferite, segno delle conseguenze dell’amore, ad essere motivo di risurrezione. È per questo che le ferite provocate dall’aver amato rimarranno indelebili per l’eternità: «Con i segni della passione vive immortale», recita il prefazio di Pasqua. Dureremo per sempre a patto che la nostra persona sia segnata dalle ferite provocateci dall’amore.

«E se gli si dirà: “Perché quelle piaghe in mezzo alle tue mani?”, egli risponderà: “Queste le ho ricevute in casa dei miei amici”» (Zc 6, 13).

Facciamo dunque tesoro delle ferite che lungo la nostra vita ci hanno segnato. Non gettiamole nel buio del nostro inconscio. Avvolgiamole nell’amore perché possano diventare materiale di risurrezione. Le ferite nella nostra carne ci rimanderanno forse agli schiaffi ricevuti da bambini, ai duri interventi di nostro padre. Le ferite ai nostri piedi potranno farci memoria delle persone che ci hanno trattato come pezze da piedi, memoria di offese e abusi subiti, del dolore che nessuno in quel momento fosse dalla nostra parte; le ferite del nostro costato ci riporteranno a quanto abbiamo sofferto per un amore poi fallito o tradito e di quanto si è patito per essere stati abbandonati.

Il Vangelo ci dice oggi che tutto questo materiale di scarto è ora possibile che divenga la pietra angolare (cfr. Mt 21, 42),fondamento, possibilità di fare esperienza del Risorto, in quanto egli fa dei miei limiti luogo di comunione e di risurrezione, come ogni ferita per un ostrica è possibilità della nascita di una perla preziosa.

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

  • “…. Di questo voi siete testimoni»

  • le ferite provocate dall’aver amato rimarranno indelebili per l’eternità

Buon cammino!

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola", sulle letture di questa domenica, la troverai qui:

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola"

 

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  Anno B

- don Paolo Squizzato

sintesi del Corso

tenuto dal Prof. Dario Vota

 

sintesi del Corso

tenuto dal Prof. Dario Vota

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