Lunedì, 11 Dicembre 2017
Venerdì 14 Luglio 2017 09:13

XV Domenica del Tempo Ordinario – Domenica 16 luglio 2017

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Anno A

Omelia di Paolo Scquizzato


Prima lettura: Is 55,10-11

Così dice il Signore:

«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo

e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina

e il pane a chi mangia,

così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:

non ritornerà a me senza effetto,

senza aver operato ciò che desidero

e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

 

Parola di Dio



Salmo: 64


Rit. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli. Signore.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


Tu visiti la terra e la disseti,

la ricolmi di ricchezze.

Il fiume di Dio è gonfio di acque;

tu prepari il frumento per gli uomini. Rit.

Così prepari la terra:

ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,

la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Rit.

Coroni l'anno con i tuoi benefici,

i tuoi solchi stillano abbondanza.

Stillano i pascoli del deserto

e le colline si cingono di esultanza. Rit.


I prati si coprono di greggi,

le valli si ammantano di messi:

gridano e cantano di gioia! Rit.



Seconda lettura: Rm 8,18-33


Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio



Canto al Vangelo (Mt 13,19.23 )


Alleluia, alleluia.

Il seme è la parola di Dio,

il seminatore è Cristo:

chiunque trova lui, ha la vita eterna.

 

Alleluia.



Vangelo: Mt 1,1-23


Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.

Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.

Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:

"Udrete, sì, ma non comprenderete,

guarderete, sì, ma non vedrete.

Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,

sono diventati duri di orecchi

e hanno chiuso gli occhi,

perché non vedano con gli occhi,

non ascoltino con gli orecchi

e non comprendano con il cuore

e non si convertano e io li guarisca!".

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

 

Parola del Signore



OMELIA

Dio 'sciala'.

L'amore dà, non importa dove, come, quando. Perché è fatto così, non può non donarsi. Infatti Dio non ama, è amore, per cui non può non amare e non donare.

L'amore si riversa su tutto e su tutti, impregna ogni cosa e chiunque, indifferente dal tipo di terreno e dal tipo di persona che sei. «Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5, 45), non fa preferenza di persona (cfr. At 10, 34), non guarda in faccia a nessuno, ma solamente al cuore (cfr 1Sam 16, 7).

Soprattutto non fa preferenze nella mia persona. Io sono il terreno dove l'amore – che è Dio – accade. In questa mia storia fatta di terra dura, di sassi, di rovi, di superficialità – ma soprattutto di terra buona, Dio si riversa. Non mi ama a pezzi; abbraccia tutto l'amato: la luce e la tenebra, il bene e il male, l'ombra e lo splendore. Un amore che scegliesse cosa amare dell'altro sarebbe un amore impazzito, schizofrenico.

Se Dio ha una debolezza dunque, è quella di abbracciare il tutto e quindi di recuperare sempre, di scommettere ancora una volta su chi ha fallito, e non finire di rompere ciò che è già scheggiato:

«Non spezzerà una canna già incrinata,

non spegnerà una fiamma smorta,

finché non abbia fatto trionfare la giustizia» (Mt 12, 20).

E la giustizia di Dio è solo la possibilità di riversare il suo amore su tutti i suoi figli.

Al di là dei sentieri che lo attraversano, delle pietre che nasconde e dei rovi che lo dominano, l'uomo agli occhi del suo Dio, sarà sempre terra bella, madre feconda in grado di ricominciare ancora una volta, di rimettersi in piedi ancora una volta, di sbagliare ancora una volta.

 

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

  • 9Chi ha orecchi, ascolti"
  • Dio non fa preferenza di persona (cfr. At 10, 34), non guarda in faccia a nessuno, ma solamente al cuore (cfr 1Sam 16, 7).

 

 Buon cammino!

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola" sulle letture di questa domenica la troverai qui:

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola"

Clicca qui per andare all'INDICE di questo TEMA: "Commento ai Vangeli della domenica"

 

Ultima modifica Venerdì 14 Luglio 2017 09:58
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini