Lunedì, 10 Agosto 2020
Venerdì 05 Giugno 2020 15:22

Produzione e manutenzione delle reti nel mare di Galilea In evidenza

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prof. Dario Vota

 

 

Materiali


Le reti antiche erano fatte con fibre vegetali, soprattutto lino e canapa. In Palestina la canapa doveva essere importata (non ci sono notizie di una sua coltivazione in zona), era quindi un materiale costoso e difficilmente era usato per fabbricare le reti per la pesca nel Kinneret. Il lino invece era comune nella regione ed era probabilmente il materiale della maggior parte delle reti da pesca impiegate in Galilea. Era ideale per le reti perché quando è bagnato è più resistente e si asciuga in fretta. Data la deperibilità di questo materiale, pochi esempi di reti antiche in lino si sono conservati in Palestina (una rete di lino del II secolo d.C. è stata trovata presso il Mar Morto).

La Palestina è citata in fonti antiche per la produzione del lino; in Galilea la zona di Bethsaida, la piana NE del Kinneret, era il terreno ideale per la coltivazione di questa pianta (terreno alluvionale e disponibilità di acqua).

La coltivazione del lino impoverisce molto il terreno, per cui veniva praticata ogni 4-5 anni (= ogni produttore piantava il lino su ¼ o 1/5 del terreno coltivabile a sua disposizione); ma, considerando la resa e il prezzo della fibra, si è calcolato che questa coltura in antico fosse più vantaggiosa di quella del grano. Il lavoro più intenso sul lino (la lavorazione delle fibre per produrre fili, tessuti e corde) veniva fatto in inverno quando non si lavorava nei campi (era quindi un’attività che si incastrava bene con i periodi di lavoro del grano, della vite e dell’olivo) e, anche se richiedeva tempo e manodopera, per una famiglia di contadini poteva essere un’attività conveniente.

 

Processo di lavorazione


Per estrarre le fibre, le piante di lino dovevano essere raccolte ed essiccate in piccoli fasci; i fusti venivano tagliati e fatti macerare in acqua stagnante per 10-20 giorni (per favorire la fermentazione, che fa staccare le fibre dalla parte legnosa) e fatti nuovamente essiccare. Per “sfibrare” i fusti li si batteva con mazze di legno e poi li si passava nella “gràmola”, che separava le fibre; queste venivano poi “pettinate” con una specie di spazzola metallica che separava le fibre più fini da quelle più grosse. Si poteva allora passare alla filatura: le fibre venivano avvolte sulla conocchia, poi si legava un pezzo di fibra al fuso, che si faceva ruotare, creando così il filo, che veniva poi avvolto man mano che si allungava. Il filo veniva poi estratto e arrotolato a formare matasse, pronte per la produzione di corde e reti o per fabbricare tessuti tramite il telaio.

Queste operazioni venivano effettuate dalla stessa famiglia che coltivava il lino o da esperti di filatura che prendevano il materiale dai coltivatori. Le matasse venivano vendute agli artigiani tessili o ai pescatori che fabbricavano reti.

 

Fabbricazione delle reti


Anche se nell’antichità esisteva il mestiere di “fabbricante di reti” (in greco linoplòkos), è probabile che in Galilea la fabbricazione delle reti fosse un lavoro in famiglia: ogni pescatore aveva le conoscenze necessarie per produrre una rete, dovendone poi fare la manutenzione ordinaria. Per piccoli gruppi di pescatori era più conveniente produrle da sé.

Il tipo di rete più semplice consisteva nel solo incrocio delle corde, che costruiva una rete senza veri nodi, e quindi poco resistente. Ma è probabile che le reti più usate fossero quelle con nodi ad ogni incrocio delle corde: si usava un ago da rete (in metallo, osso o legno) da 10 a 30 cm (ne sono stati trovati lungo la costa del Kinneret a Magdala e Beit Yerah).

Una rete di lino durava poco (impiegata ogni giorno non durava più di due mesi) e richiedeva una manutenzione costante: lavaggio e asciugatura + riparazione dei buchi.

Le reti richiedevano dei galleggianti e dei pesi, I galleggianti potevano essere fatti con corteccia di albero (il materiale più adatto, il sughero, in Palestina non c’era), ma nessun galleggiante antico si è conservato. Più facili da trovare sono i pesi, in piombo (ad anello o a cilindro) o in pietra (semplici ciottoli con un buco o con una scanalatura per legarli), lunghi da lavorare ma reimpiegabili in reti nuove.


 

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La pesca al tempo di Gesù, nel lago di Galilea

 

 

 




Ultima modifica Venerdì 05 Giugno 2020 15:44
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini