Lunedì, 23 Ottobre 2017
Venerdì 01 Gennaio 2016 10:12

Anno C - 2a Domenica dopo Natale.

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3 gennaio 2016

di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: Sir 24,1-4.12-16

"L'ELOGIO DELLA SAPIENZA"

La sapienza personificata si presenta

1 La sapienza fa il proprio elogio,

in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.

2Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca,

dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria:

3«Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo

e come nube ho ricoperto la terra.

4Io ho posto la mia dimora lassù,

il mio trono era su una colonna di nubi.

12Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,

nella porzione del Signore è la mia eredità.

13Sono cresciuta come un cedro sul Libano,

come un cipresso sui monti dell'Ermon.

14Sono cresciuta come una palma in Engàddi

e come le piante di rose in Gerico,

come un ulivo maestoso nella pianura

e come un platano mi sono elevata.

15Come cinnamòmo e balsamo di aromi,

come mirra scelta ho sparso profumo,

come gàlbano, ònice e storace,

come nuvola d'incenso nella tenda.

16Come un terebinto io ho esteso i miei rami

e i miei rami sono piacevoli e belli.

 

Salmo: 147

1 Alleluia.

È bello cantare inni al nostro Dio,

è dolce innalzare la lode.

2 Il Signore ricostruisce Gerusalemme,

raduna i dispersi d'Israele;

3 risana i cuori affranti

e fascia le loro ferite.

4 Egli conta il numero delle stelle

e chiama ciascuna per nome.

5 Grande è il Signore nostro,

grande nella sua potenza;

la sua sapienza non si può calcolare.

6 Il Signore sostiene i poveri,

ma abbassa fino a terra i malvagi.

7 Intonate al Signore un canto di grazie,

sulla cetra cantate inni al nostro Dio.

8 Egli copre il cielo di nubi,

prepara la pioggia per la terra,

fa germogliare l'erba sui monti,

9 provvede il cibo al bestiame,

ai piccoli del corvo che gridano.

10 Non apprezza il vigore del cavallo,

non gradisce la corsa dell'uomo.

11 Al Signore è gradito chi lo teme,

chi spera nel suo amore.

12(147,1) Celebra il Signore, Gerusalemme,

loda il tuo Dio, Sion,

13 (147,2) perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

14 (147,3) Egli mette pace nei tuoi confini

e ti sazia con fiore di frumento.

15 (147,4) Manda sulla terra il suo messaggio:

la sua parola corre veloce.

16 (147,5) Fa scendere la neve come lana,

come polvere sparge la brina,

17(147,6) getta come briciole la grandine:

di fronte al suo gelo chi resiste?

18 (147,7) Manda la sua parola ed ecco le scioglie,

fa soffiare il suo vento e scorrono le acque.

19 (147,8) Annuncia a Giacobbe la sua parola,

i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.

20(147,9) Così non ha fatto con nessun'altra nazione,

non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Alleluia.

 

Seconda lettura: Ef 1,3-6.15-18

SALVATI IN CRISTO

Scelti secondo un disegno d'amore

3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo

per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,

5predestinandoci a essere per lui figli adottivi

mediante Gesù Cristo,

secondo il disegno d'amore della sua volontà,

6a lode dello splendore della sua grazia,

di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

Preghiera di ringraziamento e di lode

15Perciò anch'io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi, 16continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, 17affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; 18illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi 19e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l'efficacia della sua forza e del suo vigore.

 

Vangelo: Gv 1,1-18

«In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

2Egli era, in principio, presso Dio:

3tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

4In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

5la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l'hanno vinta.

6Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

7Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

8Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

9Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

10Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

11Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

12A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

13i quali, non da sangue

né da volere di carne

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

14E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito

che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.

15Giovanni gli dà testimonianza e proclama:

«Era di lui che io dissi:

Colui che viene dopo di me

è avanti a me,

perché era prima di me».

16Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.

17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

18Dio, nessuno lo ha mai visto:

il Figlio unigenito, che è Dio

ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato». (Gv 1, 1-18)

 

OMELIA

Vangelo da brividi.

«Il Verbo si fece carne» (v. 14).

Il Verbo, il Logos s'è fatto persona. Carne della mia carne, sangue del mio sangue.

Il 'principio' che creò il mondo, quello spirito, quella luce, quell'energia che ha fatto deflagrare l'universo intero all'origine del tempo, ora è mia carne e mio sangue. È dentro di me. Io sono frammento di universo, mi porto dentro questa potenza incommensurabile.

Ciò grazie a colui 'tutto è stato creato' (v. 3; Col 1, 15ss.), ora è venuto ad abitare in mezzo – dentro – di me (v. 14).

E come questo 'principio vitale', il Logos, non cessa di creare e ri-creare l'universo, allo stesso modo mi crea e mi ricrea, come sorgente che in modo inesauribile inonda, feconda e vivifica. A me non rimane che prenderne coscienza e lasciarmi irrorare, dargli spazio, diventando così 'figlio di Dio' (v. 12). Questa 'luce', che tutto creò (cfr. Gn 1, 3; Gv 12, 8) adesso "m'illumina d'immenso" e divenuto diafano, sono in grado d'illuminare il mondo attorno a me immerso nelle tenebre e riportarlo alla luce.

«E il Verbo si fece carne e divenne me».

È questo il momento di dire sì, di acconsentire, di lasciarsi fare, plasmare, trasformare. Siamo templi di un tesoro inestimabile (cfr. 1Cor 6, 19).

Tutti. Nessuno escluso.

L'amore originante e creante, s'è fatto ogni carne, ha abitato, impregnato ogni essere (cfr. Lc 3, 6), fosse pure disprezzato, sporco, indegno, malato, omicida.

Ciascun uomo è ora frammento di Dio, abitato dall'energia divina che tutto crea e rinnova. Perché il dono precede il merito.

Da qui la profonda e incommensurabile dignità di ogni persona, al di là di ciò che ha commesso, della propria morale, del proprio stato fisico, del proprio credo e di qualsiasi altra cosa.

Da qui la grande responsabilità di ciascuno a scoprire il frammento di luce presente nell'altro. Siamo tutti chiamati, come cercatori di perle, ad immergerci nell'altro per trarne fuori il tesoro nascosto; siamo chiamati – nella relazione con l'altro – a separare dal fango, la perla nascostavi dentro, valorizzarla, per riportarla allo splendore originario. Non è questo in fondo ottemperare al comando di Gesù: «Venite. Vi farò diventare pescatori di uomini»? (Mc 1, 17).

«Il Verbo si fece carne» (v. 14).

Ora se vogliamo tornare alla consapevolezza della nostra vera natura, tornare a dirci chi siamo veramente, occorre ridonare un nome a chi l'ha perduto, disseppellire il frammento di luce dalla coltre pesante di una vita difficile.

Non si dà altra strada: ci si illumina illuminando!

Il Natale è proprio questo. Questo venire lentamente alla luce di sé, far emergere il divino in noi, e questo si realizzerà tuffandosi nell'abisso del cuore altrui, per riportarlo all'asciutto permettendogli finalmente di tornare a respirare.

Clicca qui per andare all'INDICE di questo TEMA: "Commento ai Vangeli della domenica"

 

Ultima modifica Domenica 14 Febbraio 2016 13:16
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini