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Venerdì 28 Ottobre 2016 08:12

XXXI Domenica del Tempo Ordinario

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- 30 Ottobre 2016 -

Omelia

di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: Sap 11,22-26.12,1-2

22Tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,

come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

23Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,

chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,

aspettando il loro pentimento.

24Tu infatti ami tutte le cose che esistono

e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;

se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure formata.

25Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l'avessi voluta?

Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all'esistenza?

26Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,

Signore, amante della vita.

1 Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

2Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano

e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,

perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.

 

 

Salmo: 144

 

Rit.: 14 Il Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


O Dio, mio re, voglio esaltarti

e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.

2 Ti voglio benedire ogni giorno,

lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Rit.


8 Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all'ira e grande nell'amore.

9 Buono è il Signore verso tutti,

la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit.

 

10 Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

11 Dicano la gloria del tuo regno

e parlino della tua potenza, Rit.

 

Fedele è il Signore in tutte le sue parole

e buono in tutte le sue opere.

14 Il Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto. Rit.

 

 

Seconda lettura: 2Ts 1,11-2.1-2

 

11Per questo preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l'opera della vostra fede, 12perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.

1 Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, 2di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

 

Canto del Vangelo: Gv 3,16

Alleluia, alleluia!

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Alleluia!



Vangelo: Lc 19,1-10

1 Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 9Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

 

 

OMELIA

Il Vangelo di oggi parla di conversione. E nel Vangelo 'conversione'  non è mai solo un fatto interiore, lasciando intatto il mondo. Convertirsi significa cambiare stile di vita e non semplicemente l'anima. Vuol dire misurare la propria vita con quella dei poveri e interrogarsi se essa non è fondata nell'ingiustizia. San Francesco nella storia del cristianesimo è esemplare in questo senso.

Al tempo di Gesù, Gerico la città teatro del nostro episodio, era una grande città. Vi abitavano sacerdoti, uomini facoltosi e personaggi famosi. Erode vi si era fatto costruire tre splendidi palazzi. Ma, tra tutti questi personaggi egregi, Gesù sceglie di alloggiare presso un uomo iniquo, ricco di una ricchezza disonesta. Un pubblico peccatore.

Tempo prima aveva spiegato ai suoi che: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Lc 5, 31), per questo ora ribadisce che «Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto» (v. 10).

Chi è il nostro Dio dunque? Di Dio possiamo dire e quindi conoscere solo ciò che traspare dall'azione dell'uomo Gesù di Nazareth: «Chi vede me vede il Padre» (Gv 12, 45). E ciò che traspare dall'opera di Gesù è l'essere venuto a cercare e salvare, guarire e liberare, rialzare e rimettere in moto la vita, far tornare a respirare, sperare e rendere fecondo. Questo è dunque il nostro Dio.

Quando Zaccheo scopre questo, inizia la sua conversione: cambiamento di vita, di mentalità, di prassi. Perché l'unico modo con cui l'uomo possa essere trasformato, non sarà mai un comando moralistico, magari accompagnato da una minaccia : 'devi, altrimenti...', ma il sentirsi amati gratuitamente: 'ti amo comunque, ora puoi...'.

Noi pensiamo a volte che per fare l'esperienza dell'amore di Dio, occorra prima cambiare vita. Qui Zaccheo fa prima esperienza di un amore gratuito e solo dopo può trasformare il suo stile di vita: «Io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto» (v. 8).

Gesù ci rivela che è Dio a mettersi alla ricerca dell'uomo, e dell'uomo più lontano, più fragile, più abbietto, proprio perché nessuno vada perduto (Gv 3, 16).

Il cristianesimo sarà perciò anzitutto un lasciarsi scovare da Dio, non aver paura di aprirgli la parte più indecente di noi, quell'abisso oscuro per cui la gente e magari noi stessi, arriva a ritenersi un perduto; presentatogli la propria ombra esistenziale,  si sperimenterà al contempo che è anche l'appiglio cui Dio può aggrapparsi per stringerci nel suo abbraccio. E poi, scopertici amati e trasformati, cominceremo a vivere come Dio stesso, ossia come Gesù, a manifestare cioè la nostra fede di cristiani, fede che si renderà operosa attraverso la carità (cfr Gal 5, 6), perché nel Vangelo questa non è mai identificata in contenuti dottrinali o «dogmi di carattere religioso, né con riti sacri o normative legate a tali rituali. La fede è sempre messa in relazione a comportamenti legati alla salute e alla dignità delle persone che soffrono a causa di malattie, di esclusione sociale o a causa di carenze legate all'alimentazione o alle ingiustizie che soffrono i più deboli» (José María Castillo).

 

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri

Convertirsi significa cambiare stile di vita e non semplicemente l'anima.

10Il Figlio dell'uomo (infatti) è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Buon cammino!!



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Ultima modifica Venerdì 28 Ottobre 2016 08:50
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini