Giovedì, 24 Agosto 2017
Giovedì 15 Dicembre 2016 17:59

IV Domenica di Avvento

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– 18 Dicembre 2016 -

Omelia

di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: Is 7,10-14

10Il Signore parlò ancora ad Acaz: 11«Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto». 12Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». 13Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? 14Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.

 

Salmo: 23

Rit.: Vieni, Signore, a salvarci.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Del Signore è la terra e quanto contiene:

il mondo, con i suoi abitanti.

2 È lui che l'ha fondato sui mari

e sui fiumi l'ha stabilito. Rit.


3 Chi potrà salire il monte del Signore?

Chi potrà stare nel suo luogo santo?

4 Chi ha mani innocenti e cuore puro,

chi non si rivolge agli idoli, Rit.


5 Egli otterrà benedizione dal Signore,

giustizia da Dio sua salvezza.

6 Ecco la generazione che lo cerca,

che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. Rit.

Seconda lettura: Rm 1,1-7

1 Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio - 2che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture 3e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, 4costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; 5per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l'obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, 6e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo -, 7a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

 

 

Canto del Vangelo: Mt 1,23

Alleluia, alleluia!

23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:

a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi.

Alleluia!

Vangelo: Mt 1,18-24

18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:

a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa;

 

OMELIA

Nel brano di Vangelo di oggi, Giuseppe è definito 'uomo giusto' (v. 19). Egli rifiuta di prendere con sé Maria e il bambino, non perché ritiene sua moglie un'adultera, ma proprio in quanto 'giusto'.

Nell'ottica dell'Antico Testamento, l'uomo giusto (non si dà notizia di donne giuste!) è colui che riceve il dovuto per la sua giusta opera.  Giuseppe qui è come se dicesse: questo bimbo non è opera del mio sangue. Io non posso ricevere questo dono immenso da parte di Dio, semplicemente perché  non me lo sono meritato, non ho fatto nulla per poterlo ricevere in dono.

Ecco, il Vangelo capovolge questa mentalità tipica dell'uomo religioso di sempre: considerare il dono di Dio come premio, come qualcosa che vada meritato in virtù d'una prestazione. Invece occorre credere che possiamo essere oggetto dei doni di Dio, in ultima analisi della misericordia, al di là della nostra giustizia, al di là di ciò che pensiamo possiamo meritare, di ciò che abbiamo fatto e non fatto nella nostra vita. L'amore non potrà mai essere premio!

In fondo, anche noi cristiani, soffriamo della medesima malattia di Giuseppe, quella di considerare il rapporto con Dio in forza di una giustizia retributiva, immaginando di essere oggetto di bene in base al nostro comportamento morale.

Giuseppe è dunque l'uomo giusto chiamato ad essere sovra-giusto. E in fondo, la sovra-giustizia richiesta qui a Giuseppe coincide con la verginità di Maria: disponibilità a ricevere ciò che non dipende dalle proprie capacità fisiche, morali e tantomeno religiose.  Maria non ha detto "non posso ricevere perché non me lo merito", ma "proprio perché non ho in me nulla da far valere, nulla su cui poter contare, sono nella condizione di ricevere tutto".

Il povero aprirà il suo desiderio all'infinito, l'orgoglioso si aprirà solo a quella possibilità di compimento che corrisponde a ciò che è in grado di compiere lui.

Il testo procede dicendo che Giuseppe pensò (v. 19), stava considerando (v. 20). Le sue elucubrazioni però sono includenti: «L'uomo comincia a vivere nella misura in cui smette di sognarsi» (Pablo d'Ors).

Il nome Giuseppe significa: Dio-aggiunge. È questo, in fondo, il nome segreto di ogni creatura: l'uomo, essere 'finito', è fatto per una continua aggiunta proveniente d'altrove, a patto che crei in sé lo spazio in cui l'Infinito possa accadere.

Nessuno basta a se stesso. Giuseppe è qui simbolo dell'uomo che, troppo grande da bastare a se stesso, finalmente s'abbandona all'opera di un Altro, diventando padre senza alcun merito e facendo della propria vita dono gratuito.

 

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri

  • 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore

  • Il nome Giuseppe significa: Dio-aggiunge. l'uomo, essere 'finito', è fatto per una continua aggiunta proveniente d'altrove, a patto che crei in sé lo spazio in cui l'Infinito possa accadere.

Buon cammino!!

Clicca qui per andare all'INDICE di questo TEMA: "Commento ai Vangeli della domenica"

 

 

 

Ultima modifica Giovedì 15 Dicembre 2016 18:30
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini