Domenica, 20 Settembre 2020
Sabato 14 Dicembre 2019 16:59

III Domenica di Avvento - domenica 15 dicembre 2019

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(Anno A)

 

Omelia di Don Paolo Scquizzato,


Prima lettura: Is 35,1-6a.8a.10

 

1 Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso 2fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
3Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
4Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
5Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
6Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.

8Ci sarà un sentiero e una strada
e la 
chiameranno via santa.

 

0Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

 

 

Salmo 145


Rit.: Vieni, Signore, a salvarci.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


Il Signore, che rimane fedele per sempre,

7 rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri, Rit.

 

8 il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,

9 il Signore protegge i forestieri, Rit.

 

Egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.

10 Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione
. Rit.

 

 

Seconda lettura: Gc 5,7-10

 

7Siate dunque costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l'agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. 8Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. 9Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. 10Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

 

 

Canto del Vangelo: Is 61,1

 

Alleluia, alleluia!

1 Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,


Alleluia!

 

 

Vangelo : Mt 11,2-11

Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò 3a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 4Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: 5i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. 6E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
7Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 8Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! 9Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 10Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via.

11In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

 

 

OMELIA

 

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».
Il Battista aveva riposto grandi speranze nell’uomo chiamato Gesù, l’inviato di Dio. Credeva potesse essere lui a cambiare le sorti dei disperati, a sovvertire la storia dominata dai potenti di turno, a incarnare finalmente quell’’’ira di Dio’ in grado di distruggere i malvagi donando la ricompensa ai buoni. Lo immaginava con l’accetta in mano a tagliare alberi infruttuosi e a ‘gettare nel fuoco’ gli sbagliati, i peccatori, i chiodi storti.
Il piccolo dio del Battista era la forza che avrebbe fatto pulizia dei parassiti di questo mondo, accogliendo nel proprio regno di luce, i suoi, i puri e i santi (cfr. Mt 3, 7ss.).
Quanto abbiamo a che fare noi oggi con questo piccolo dio? Quanto ce lo portiamo dentro, annidato nella nostra mente tanto religiosa da essere impietosa?
Quanto vorremmo un Dio a nostra immagine e somiglianza, e – ovvio – onnipotente, in grado di mettere le cose a posto, di far pulizia degli abomini degli uomini, di far giustizia dei crimini commessi in ogni dove. Giudice e poliziotto.
Al Battista, Gesù manda a dire che il suo Dio è altra cosa. Di certo non quello concepito dalla mente, quello immaginato, sperato, desiderato. Perché un Dio immaginato è semplicemente un idolo, e in ultima analisi diabolico.
Il Dio di Gesù non è l’atteso, ma carne e sangue; per Gesù non è questione di attendere Dio, ma di ‘farlo’: «i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo» (v. 5s.). Gesù incarna Dio, lo rende presente, all’opera, concreto nel momento in cui egli stesso illumina la vita di chi si è sempre sentito al buio, rimette in piedi, dà dignità a chi da sempre è stato costretto a strisciare per terra, abbraccia gli impuri, gli sporchi e gli inadatti, fa respirare i depressi, risveglia i morti viventi dicendo che anche loro sono su questa terra solo per danzare la vita, e gridando a quelli che si son sempre sentiti ultimi, sbagliati e impossibili che proprio per loro è il vangelo, ossia un amore che non premia chi ce la fa ma è forza per chi ne ha più bisogno.
E ora sappiamo che nulla ci verrà donato dall’alto, ma tutto va incarnato, vissuto, partorito. Se di ‘grazia’ vogliamo parlare è quella della responsabilità.
L’amore che salva, che compie l’umano è solo amore da costruire; in quanto Dio non è tanto un fiore da cogliere, piuttosto un pane da impastare (Teresa Forcades).
Dio pane da impastare, carne da incarnare, amore da donare, vita da partorire.
Il Natale lo celebreremo non accogliendo un bambino donatoci dall’alto, ma incarnando il bene divenendo più umani.

 

 

 

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

 

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri

«Che cosa siete andati a vedere nel deserto?

Dio ... non quello concepito dalla mente, quello immaginato, sperato, desiderato.

 

Buon cammino!!

 

 

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Ultima modifica Sabato 14 Dicembre 2019 17:15
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini