Giovedì, 01 Ottobre 2020
Lunedì 24 Febbraio 2020 19:24

1. Le fonti della passione di Gesù In evidenza

Valuta questo articolo
(0 voti)

 

1. Le fonti della passione di Gesù

 

prof. Dario Vota

  

 

Premessa


I 4 Vangeli sono il risultato di un lungo e complesso processo di "tradizione" [argomento già trattato in precedenti annate del corso e nella trilogia sui Vangeli dell'inverno 2008-09]. Basti qui ricordare che:

il genere "vangelo" emerge per la prima volta ad opera di un autore che la tradizione chiama Marco tra 30 e 40 anni dopo la scomparsa terrena di Gesù (= fra il 60 e il 70 d.C.);

il "vangelo" marciano è "imitato" tra il 70 e l'80 d.C. da Matteo (un cristiano di origine giudaica) e da Luca (un cristiano di origine pagana, forse nativo dell'Asia Minore), che attingono da Mc, da Q (una raccolta di discorsi di Gesù, a noi non pervenuta ma altamente probabile) e da altre fonti particolari;

uno scrittore a cui la tradizione dà il nome di Giovanni elabora fra il 90 e il 100 d.C. un nuovo vangelo, di tipo diverso da Mc, Mt e Le.


I quattro racconti della Passione


Tutti e 4 i Vangeli contengono un racconto della Passione: Mc 14-15; Mt 26-27; Le 22-23; Gv18-19.

In tutti e 4 il racconto svolge un ruolo fondamentale (gli eventi della vita di Gesù convergono sulla Passione) ed ha notevole ampiezza: in Mc è il 12% dell'intero vangelo, in Mt è il 9%, in Le è il 7%, in Gv è il 10%.

Tutti e 4 confermano che la comunità cristiana delle origini si pose di fronte alla croce senza minimizzarla.

Disponendo uno accanto all'altro i 4 racconti, il tutto si presenta come un "tappeto" di diversi colori, con molte parti concordanti e dei pezzi diversi propri di ciascun evangelista = un "tappeto" tessuto in "officine" diverse con l'intervento di parecchi "artigiani" [v. schema: Il "tappeto" della Passione].

 

Com'è nato il racconto della Passione


1. Il "racconto originario".

Gli studiosi ritengono che fin dai primi anni dopo la scomparsa terrena di Gesù, nella comunità dei suoi primi discepoli, siano sfati redatti degli scritti che raccoglievano "materiali" su Gesù (detti, racconti di miracoli, ecc.); tra questi sicuramente anche un racconto della passione e morte: il cosiddetto "racconto originario", nucleo fondamentale del successivo sviluppo, incentrato - si pensa - sulla crocifissione, ma con qualche notizia su sepoltura e risurrezione (lo indicherebbe 1 Cor 15,3-4, antica professione di fede riportata da Paolo a metà anni '50 d.C., ma risalente probabilmente a pochi anni dopo il 30).


2. Il "racconto premarciano".

E' un ampliamento del "racconto originario", a cui più tardi si riallaccerà Mc. Deve essersi trattato (anche qui si è nel campo delle ipotesi) di una serie di aggiunte, relative a fatti che precedettero la crocifissione: dalla cattura di Gesù all'interrogatorio di Pilato. Dietro queste notizie si nota una buona conoscenza della topografia di Gerusalemme, per cui si può pensare che gli autori appartenessero alla comunità delle origini, come testimoni oculari o sulla base di buoni contatti con testimoni oculari (garanzia di una tradizione attendibile). Dal fatto che nel racconto di Mc si parla varie volte del sommo sacerdote senza chiamarlo per nome, qualche studioso ha pensato che Mc abbia avuto a disposizione un racconto redatto quando Caifa era ancora in carica (cioè prima del 37 d.C.); in ogni caso si deve pensare a una redazione assai precoce di questo "racconto premarciano".


3. Mc.

Tra il60 e il 70 d.C. Mc scrive il suo Vangelo. A proposito della Passione ha avuto certamente a disposizione il "racconto premarciano", che egli ha ampliato con l'inserimento di episodi (es. tradimento di .Gìuda, preparazione della Pasqua, ultima cena) che secondo gli studiosi non c'erano ancora nel racconto precedente. Con Mc il racconto della Passione diventa il nucleo dell'annuncio del suo Vangelo, perché su di esso converge il filo del discorso: appena Gesù inizia a operare in Galilea, farisei ed erodiani decidono di ucciderlo (Mc 3,6); appena arriva Gerusalemme, sommi sacerdoti e scribi cercano un modo per ucciderlo (11,18) e vogliono catturarlo (12,12); ci sono in Mc tre predizioni della Pasione (8,31; 9,31; 10,32-34). Insomma, per Mc fin dall'inizio Gesù vede la via della Passione davanti a sé e la Passione è la chiave per capire Gesù e il suo Vangelo.


4. Mt.

Tra il 70 e l'80 d.C. si definisce il -.Vangelo di Mt. Nel racconto della Passione le concordanza con Mc riguardano più dell'80% della narrazione; questa dipendenza così stretta indica che Mt ha preso chiaramente come modello il racconto marciano. Ma Mt non è stato un "copiatore"; per adeguare il suo messaggio alle comunità a cui destinava il suo Vangelo, ha abbreviato in alcune parti il racconto di Mc (es. l'episodio dei discepoli che preparano la cena pasquale) e in parte lo ha ampliato (es. la fine di Giuda, il sogno della moglie di Pilato, il lavarsi le mani di costui e l'invocazione del sangue da parte del popolo - con le fosche conseguenze lungo i secoli di quest'ultimo episodio - e la vigilanza al sepolcro).


5. Le.

Nello stesso decennio di Mt probabilmente scrive anche Le. Il suo racconto della Passione è legato a Mc in vari passi, ma per altri se ne stacca molto di più di quanto fa Mt. Non è facile però stabilire se in questi ultimi Le segua una propria fonte speciale (es. un altro racconto antico della Passione un po' diverso da quello "premarciano") o se rielabori di sua iniziativa la Passione di Mc. In ogni caso nella sua riorganizzazione narrativa egli guarda alle comunità a cui rivolge il suo Vangelo, probabilmente gruppi di cristiani di origine pagana cresciuti nell'ambito della missione di Paolo, in Grecia o in Asia Minore o in Siria; per rafforzare la loro fede, Le dà al suo racconto della Passione, oltre che un'impronta storica, anche una coloritura di testimonianza di fede (il significato salvifico della passione e morte di Gesù), di predica (es. per esortare alla preghiera e alla sequela della croce) e di difesa (es. l'innocenza del crocifisso).


6. Gv.

Tra il 90 e il 100 d.C. si definisce il Vangelo di Gv. Nel racconto della Passione Gv segue probabilmente un racconto precedente diverso da quello "premarciano" ma dipendente dalla stessa tradizione della primissima comunità (dati i punti in comune con i sinottici). Nella riorganizzazione di questi materiali precedenti Gv è guidato da un obiettivo teologico: al centro del suo interesse è il cammino di Gesù in un mondo ostile, che invece di accoglierlo lo processa e lo manda a morte; ma alla fine non è il mondo che vince Gesù, ma è Gesù che vince il mondo tornando al cielo da cui era disceso. L'intento teologico non porta però Gv a disinteressarsi del fatto storico che narra.

 

Che tipo di testi sono questi racconti?


Sono primariamente testimonianze di fede,scritte


alla luce della Pasqua(cioè dell'esperienza che Gesù è vivo, che Dio lo h risuscitato a vita nuova);

in dialogo con le scritture dell' AT (soprattutto i Salmi 22 e 69 e i profeti Ger, Zc e ls: su tutti ls 52, 13-53, 12);

con una preoccupazione parenetica(incoraggiare e ammonire delle comunità incerte o deluse o divise o perseguitate): es. esortazione alla preghiera (Le 22,39-46), appello alla sequela della croce (Le 23,26), incoraggiamento a sentirsi consolati da Gesù;

con una punta apologetica:diffondere l'idea che Gesù è innocente e non è un pericolo sul piano politico (soprattutto in Le); progressivi (in crescita da Mc a Mt a Le a Gv) discolpa dell'autorità romana e carico di accusa agli ebrei (con le conseguenze devastanti per questi lungo i secoli).


Ma l'aspetto di testimonianza di fede di questi racconti emerge da testi che hanno una precisa dimensione storica:

si basano su una "tradizione" elaborata in anni vicinissimi agli eventi storici narrati;

per gli eventi che narrano ci sono testimoni attendibili: per l'ultima cena e il Getsemani garantivano i discepoli più stretti; per la comparsa di Gesù davanti al tribunale ebraico, svoltasi a porte chiuse, c'erano possibilità di avere informazioni attendibili da Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo, sacerdoti divenuti seguaci di Gesù con facilità di contati col Sinedrio; per il processo davanti a Pilato, svoltosi in forma pubblica, potevano essere interrogati membri del Sinedrio e altri testimoni; su crocifissione, morte e sepoltura c'erano testimoni come Maria di Magdala e altre donne di Galilea oltre a Giuseppe d'Arimatea. Insomma, i racconti della Passione offrono anche la possibilità di un'indagine storica solida.


[Per il prosieguo del percorso, si invita a leggere i 4 racconti evangelici della Passione, cominciando da quello di Mc].

  

Clicca qui per andare all'indice di questo Tema: 

L'ultimo giorno di Gesù

 

Ultima modifica Giovedì 30 Aprile 2020 15:02
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini