Lunedì, 23 Ottobre 2017
Giovedì 13 Ottobre 2005 21:55

Amore e comunità

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Simbiosi di gruppo?
Comunione di amore?

Nel Vangelo
1) All’origine della comunità sta l’amore fedele di Gesù

Gv 10 / 11-13; 14-18

Il pastore da la vita per il gregge. Questo amore fedele, visibile nell’offerta della vita rende trasparente la comunione d’amore che esiste tra Padre e Figlio.
Questa è la fonte della nuova convocazione storica degli uomini in un gregge.

Gv 15 /1-11


Gesù è la “vita” che garantisce fedeltà e fecondità al nuovo Popolo di Dio; l’unica condizione è la profonda unione con lui. La corrente dello stesso amore passa dal Padre a Gesù, da Gesù ai discepoli.

Gv 17 /15-19

Nella preghiera al Padre, Gesù chiede che i discepoli e la comunità siano introdotti in quello spazio di libertà e di verità che il suo amore gratuito crea nel mondo. L’auto donazione di Gesù comunica ai discepoli la stessa forza d’amore che li separa dal mondo dell’egoismo e della menzogna e li mette a disposizione del progetto salvifico.

Gv 16 / 21-23; 19 / 25-27

Il dono di Gesù nel momento estremo della sua fedeltà (la morte di croce) coincide con la costituzione della comunità di cui Maria ed il discepolo (figura collettiva) sono i due rappresentanti.

Gv 13 / 1-11; 12-17

L’amore e la dedizione di Gesù, raffigurati nel gesto di lavare i piedi, sono il modello e la fonte dei nuovi rapporti con i discepoli.

2) L’amore reciproco è la struttura essenziale ed il dinamismo della comunità
Carissimi,

Gv 13 / 31-35

Il testamento di Gesù contiene il nocciolo della rivelazione cristiana: il comandamento nuovo dell’amore. Nuovo perché fonte dell’amore è Gesù che rende visibile l’amore del Padre.
La comunità dei discepoli che ha la sua ragion d’essere in questo amore è il “sacramento” della presenza di Dio nel mondo.

Gv 15 / 12-17

“Il mio comandamento” dice Gesù “è che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”.
E’ l’unico comandamento e rivelazione definitiva di Dio, realizzazione del nuovo progetto di umanità.

Gv 21 / 15-19

La missione pastorale di Pietro si fonda sull’amore a Gesù: un amore ristabilito e rinnovato dall’iniziativa del Risorto Carissimi,


Nella Vita
1) Esperienza di comunità ed originalità cristiana.

Cosa distingue l’esperienza di comunità dei credenti dalle diverse aggregazioni comunità (fabbrica, ufficio, scuola, amicizia, professori) alle quali essi partecipano nella vita sociale?

Quale rapporto esiste tra il nucleo essenziale dell’esistenza cristiana, riconducibile all’amore gratuito di Dio e le strutture di comunità: ruoli, norme, ordinamenti, dottrine?

In che misura i rapporti amichevoli, l’aggregazione sociale, la coesione culturale favoriscono o condizionano l’esperienza della comunità cristiana?
L’amore sta alla base della struttura dinamica nella personalità e della vera struttura nel tessuto di relazioni che si creano nel corso del suo sviluppo.

La solidarietà o il conflitto di classe in quale rapporto stanno con l’incontro dei credenti nella comunità cristiana?

È possibile realizzare la comunità cristiana in un contesto di conflitto sociale?

2) La novità dell’amore

L’amore sta alla base della struttura dinamica nella personalità e della vera struttura nel tessuto di relazioni che si creano nel corso del suo sviluppo.

Può realizzarsi il progetto del comandamento nuovo in una personalità affettivamente immatura?

Quale rapporto esiste tra maturità affettiva ed amore ablativo?

Come si concilia la reciprocità dell’amore di comunione con l’universalità e gratuità dell’amore cristiano?

Come superare il rischio di un settarismo in nome dell’amore di comunione?


Ultima modifica Martedì 27 Marzo 2012 19:56