Venerdì, 20 Ottobre 2017
Sabato 25 Settembre 2004 22:06

Salvezza e Storia

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A cura di P. Franco Gioannetti


Impegno storico o alienazione religiosa?

 1) Gesù porta la salvezza integrale dell’uomo

Mt 4 / 23-25; 9 / 35
Mc 1 / 39; 3 / 7-8
Lc 6 / 17-19
Mt 8 / 16-17
Lc 4 / 40-41

l’attività di Gesù si articola i due momenti connessi tra loro; da un lato libera gli uomini che incontra dalle miserie fisiche, dalle schiavitù, dalle emarginazioni morali e sociali, dall’altro proclama l’irrompere del Regno di Dio che crea per tutti una nuova possibilità di incontrare Dio

 



2) Gesù, il “servo” di Jahvè, fedele e solidale con una umanità peccatrice si fa carico delle paure e delle miserie che affliggono la gente per liberarla

Mt 14 / 13-21
Mc 6 / 31-44
Lc 9 / 10-17

Gesù accoglie ed istruisce il popolo e ne cura i malati. Da il pane alla gente in un luogo deserto.


3) Gesù amplia o suscita le attese salvifiche dell’uomo

Mt 4 / 1-11
Lc 4 / 1-13

Gesù rifiuta un messianismo prestigioso e di facile successo che risponda alle attese ambigue dei suoi contemporanei

Mc 1 / 35-39
Lc 4 / 42-44

Gesù delude le attese della gente di Cafarnao che vuole sfruttarlo come guaritore. Il progetto di Dio è molto più ampio

Lc 4 / 16-22; 23-30

Gesù delude le attese dei suoi contemporanei che vogliono bloccarlo in un’attività taumaturgica di consumo e contesta la falsa mentalità religiosa che tenta di strumentalizzare Dio

Mc 5 / 21-43

due miracoli incentrati sulla fede.
Da una fede magica ed interessata ad una fede che accoglie il dono di Dio e Gesù come salvatore. Dalla guarigione e dalla salute del corpo alla salvezza e vita definitiva.

Mc 8 / 14-21
Mt 16 / 5-12

Gesù educa la fede dei discepoli facendoli passare dalla ricerca del pane miracoloso alla ricerca di colui che sazia la fame “profonda” dell’uomo.


4) I discepoli sono chiamati a prolungare il compito salvifico di Gesù

Mt 5 / 13-16

La comunità dei discepoli deve essere sale della terra e luce del mondo. La loro significatività è definita dalla fedeltà al loro compito di essere segno e testimonianza nel mondo

Mt 10 / 1-10

La missione dei “dodici” in Galilea è profezia della missione della comunità dei discepoli di Gesù dopo la Risurrezione.
L’annuncio del Regno di Dio vicino assume particolare significato nella testimonianza dei segni del regno: la liberazione dalla schiavitù e miserie umane


5) Libertà ed impegno dei discepoli entro la storia

Mt 8 / 18-21
Lc 9 / 57-60

libertà dalle false sicurezze, dal facile insediarsi in un sistema di alleanze e protezioni; libertà da legami e condizionamenti che obbediscono a logiche di morte: ingiustizia, oppressione, emarginazione, sfruttamento….

Mt 10 / 16-24

libertà dei discepoli nei confronti della logica mondana. Né mimetismo, né astuzie, né arroganza, né trionfalismo caratterizzano la linea di azione dei discepoli di Gesù

Mt 25 / 14-30
Lc 19 / 12-27

fiducia e libertà davanti al Signore rendono il discepolo creativo e responsabile nel mondo; la paura che distorce il rapporto religioso sta all’origine dell’alienante qualunquismo religioso

Mt 25 / 31-46; 25 / 1-13

vigilare ed attendere il Signore vuol dire vivere un amore attivo per l’uomo bisognoso.


Nella vita

1) Attese di salvezza e risposta del vangelo

La salvezza sotto l’aspetto negativo è liberazione dalle frustrazioni e privazioni che minacciano l’autorealizzazione dell’uomo; sotto l’aspetto positivo è la risposta alle sue attese essenziali.

Minacce fisiche e attese corrispondenti: malattia-salute, miseria-benessere preoccupazioni-sicurezza. Qual è la risposta evangelica a queste attese umane? Soddisfacimento funzionale o tattico in vista della salvezza “spirituale”? oppure accoglienza seria della domanda umana e profonda che sta dentro le attese elementari?

Minacce sociali e attese corrispondenti:
violenza (sfruttamento)-giustizia, oppressione-libertà, emarginazione-solidarietà, esclusione-partecipazione. Come risponde il vangelo a queste attese?in che misura esse entrano a far parte del progetto del regno di Dio?

Minacce umano-personali e attese corrispondenti:
assurdità, inutilità della vita-senso della vita; disperazione-ragione di vivere (speranza). Di fronte a queste attese profonde dell’uomo quale risposta dà il vangelo? La fede di cui parlano i testi evangelici può coincidere con la risposta alle attese umane di un senso o ragione per vivere e spendere l’esistenza? Qual è il metodo seguito da Gesù per suscitare o ampliare nelle persone che incontra la domanda interiore e profonda di salvezza?


2) Quale salvezza?

E’ esatta secondo il vangelo la contrapposizione: salvezza spirituale o salvezza materiale? Salvezza nella storia, nell’al di qua o salvezza trascendente, nell’al di là? Queste contrapposizioni toccano il problema della fede in Gesù salvatore oppure riguardano una schema culturale antropologico e storico? Qual è la vera opposizione evangelica? La salvezza accolta come dono opposta alla salvezza costruita dall’uomo “padrone”, cioè gestita come proprietà privata o collettiva? Qual è il ruolo dell’uomo in un progetto salvifico dove la “salvezza” è accolta come dono? Passivo, rassegnato? Responsabile, impegnato?

Ultima modifica Martedì 30 Marzo 2010 21:36