Lunedì, 21 Agosto 2017
Lunedì 18 Giugno 2012 20:54

Concilio Vaticano II, compiti e responsabilità dei laici

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Prima di iniziare questo percorso ricordiamo cosa, attingendo alla parola di Dio, il Concilio Vaticano II nel "Decreto sull'apostolato dei laici" ci sollecita a fare :

 

Capitolo I

LA VOCAZIONE DEI LAICI ALL'APOSTOLATO

"La partecipazione dei laici alla missione della Chiesa"

2. — Questo è il fine della Chiesa: con la diffusione del Regno di Cristo su tutta la terra a gloria di Dio Padre, rendere partecipi (1) tutti gli uomini della salvezza operata dalla redenzione e per mezzo di essi ordinare effettivamente il mondo intero a Cristo. Tutta l'attività del corpo mistico ordinata a questo fine si chiama « apostolato», che la Chiesa esercita mediante tutti i suoi membri, naturalmente in modi diversi; la vocazione cristiana infatti è per sua natura anche vocazione all'apostolato. Come nella compagine di un corpo vivente non vi è membro alcuno che si comporti in maniera del tutto passiva, ma insieme con la vita del corpo ne partecipa anche l'attività, così nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, « tutto il corpo".... secondo l'energia propria ad ogni singolo membro... contribuisce alla crescita del corpo stesso » (Ef. 4, 16). Anzi in questo corpo e tanta l'armonia e la compattezza delle membra (cfr. Ef. 4, 16), che un membro, il quale non operasse per la crescita del corpo secondo la propria energia, dovrebbe dirsi inutile per la Chiesa e per se stesso.

C'è nella Chiesa diversità di ministero ma unità di missione. Gli Apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l'uffcio di insegnare, santificare e reggere in suo nome e con la sua autorità. Ma anche i laici, essendo partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, nella missione di tutto il Popolo di Dio hanno il proprio compito nella Chiesa e nel mondo (2). In realtà essi esercitano l'apostolato evangelizzando e santificando gli uomini, e animando e perfezionando con lo spirito evangelico l'ordine temporale, in modo che la loro attività in questo ordine costituisca una chiara testimonianza a Cristo e serva alla salvezza degli uomini. Siccome è proprio dello stato dei laici che essi vivano nel secolo e in mezzo agli altari secolari, sono chiamati da Dio affinché, ripieni di spirito cristiano, a modo di fermento, esercitino nel mondo il loro apostolato.


Capitolo II

"I fini dell'apostolato dei laici"

6) L'apostolato di evangelizzazione e di santificazione

.....

"Moltissime occasioni si presentano ai laici di esercitare l'apostolato dell'evangelizzazione e della santificazione. La stessa testimonianza della vita cristiana e le opere buone compiute con spirito sovrannaturale hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio; poiché dice il Signore: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, in modo che vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Mat. 5,16).

Tuttavia tale apostolato non consiste soltanto nella testimonianza della vita; il vero apostolato cerca le occasioni per annunziare Cristo con la parola sia ai non credenti per condurli alla fede, sia ai fedeli per istruirli, confermarli per indurli ad una vita più fervente; "poiché l'amore di Cristo ci sospinge" (2 Cor. 5,14) e nel cuore di tutti devono echeggiare le parole dell'Apostolo: "Guai a me se non annunciassi il Vangelo" (1 Cor. 9,16)"

Capitolo III

"Vari campi di apostolato"

10) Le comunità della Chiesa

Decreto sull'apostolato dei laici,

"Come partecipi della missione di Cristo sacerdote, profeta e re, i laici hanno la loro parte attiva nella vita e nell'azione della Chiesa. All'interno delle comunità della Chiesa la loro azione è talmente necessaria che senza di essa lo stesso apostolato dei pastori non può per lo più raggiungere la sua piena efficacia. Infatti i laici che hanno davvero spirito apostolico, ad esempio di quegli uomini e di quelle donne che aiutavano Paolo nella diffusione del Vangelo (cfr. Atti 18, 13, 26; Rom. 16, 3), suppliscono a quello che manca ai loro fratelli e danno ristoro all'animo sia dei pastori sia degli altri membri del popolo fedele (cfr. 1 Cor. 16, 17-18). Nutriti dall'attiva partecipazione alla vita liturgica della propria comunità, partecipano con sollecitudine alle opere apostoliche della medesima; conducono alla Chiesa gli uomini che forse ne vivono lontani; cooperano con dedizione generosa nel comunicare la parola di Dio, specialmente mediante l'insegnamento del catechismo; mettendo a disposizione la loro competenza rendono più efficace la cura delle anime ed anche l'amministrazione dei beni della Chiesa.

La Parrocchia offre un luminoso esempio di apostolato comunitario, fondendo insieme tutte le differenze umane che vi si trovano e inserendole nell'universalità della Chiesa (1). Si abituino i laici ad agire, nella parrocchia, in intima unione con i loro sacerdoti (2); apportino alla comunità della Chiesa i propri problemi e quelli del mondo e le questioni spettanti la salvezza degli uomini, perché siano esaminati e risolti con il concorso di tutti; diano, secondo le proprie possibilità, il loro contributo a ogni iniziativa apostolica e missionaria della propria famiglia ecclesiastica.

Coltivino costantemente il senso della Diocesi, di cui la parrocchia è come una cellula, ..."

Questi paragrafi sono stati stralciati da un contesto ben più ampio, ed articolato, che sarebbe bene conoscere. Pertanto approfitto dell'occasione per invitare, me stesso ed il Visitatore, a procurarsi e leggere i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, avendo accanto la Bibbia, in modo da poter cercare e leggere le citazioni dei Padri conciliari, ripercorrendo così con essi le riflessioni che hanno portato alla stesura di questo documento che è secondo solo al Vangelo!

 

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Ultima modifica Martedì 09 Aprile 2013 08:11
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini