Sabato, 19 Agosto 2017
Sabato 25 Settembre 2004 22:08

IL VANGELO E LA VIOLENZA

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IL VANGELO E LA VIOLENZA




Conflitto, persecuzione, morte, fedeltà e azione liberatrice.


Nel Vangelo

1) Gesù sceglie la libertà dalla violenza come fedeltà alla logica dell’amore

Mc 10, 35-38.45;
Mt 20, 20-22.28

L’immagine del calice e del battesimo e quella del “servo” sono l’espressione della solidarietà per la liberazione in una situazione di violenza.


Mc 14, 27-28;
Mt 26, 31-32

Il “pastore” fedele ed ucciso per la comunità è la linea che sceglie Gesù di fronte alla prospettiva di una repressione violenta

Lc 22, 47-53

Gesù rifiuta di rispondere alla violenza con la stessa logica; la libertà e la fedeltà hanno uno sbocco diverso da quello della violenza.


2) Gesù critica la soluzione storica violenta come falsa ed illusione

Lc 9, 51-56

Contro la soluzione violenta vendicativa dei discepoli in nome dello zelo religioso

Lc 11, 41-44;
Mt 23, 37-38

Gesù critica l’incapacità dei suoi contemporanei di fronte al fanatismo zelota di scegliere la via della pace

Mt 23, 29-36; Lc 11, 47-51

La violenza contro i giusti è il segno della infedeltà e del peccato del popolo di Dio


3) Gesù propone ai discepoli la via dell’amore come forza per eliminare le radici della violenza

Mt 5, 38-42;
Lc 6, 29-30

L’amore di fronte alla violenza ingiusta per creare rapporti nuovi

Mt 5, 43-48;
Lc 6, 27-36

Un amore disinteressato e gratuito è la ragione ultima per una risposta alternativa ed attiva alla violenza


4) I discepoli sono chiamati a seguire Gesù nella fedeltà e libertà anche nella situazione della violenza repressiva (persecuzione)

Mt 10, 26-33;
Lc 12, 2-9

Libertà dalla paura, fiducia e coraggio di testimoniare pubblicamente è la risposta attiva dei discepoli alla violenza

Mt 10, 34-36;
Lc 12, 51-53

Chi segue Gesù deve mettere in conto anche la conflittualità violenta che spezza i legami più vitali

Lc 22, 35-38

Il tempo della persecuzione richiede autonomia, libertà e forza.


Nella vita

Interrogativi e problemi

1) Forme attuali di violenza:
fisica, morale, manifesto, occulta, istituzionalizzato e illegale (rivoluzionaria), pubblica, sociale, privata.

2) Il giudizio evangelico sulla violenza:
violenza come segno e strumento del peccato?
La violenza può essere la soluzione del “male minore” in una situazione di violenza totale?
È applicabile questo a tutte le forme di violenza?
È conciliabile la scelta dell’amore e della libertà con la programmazione politica e sociale della violenza?

3) Il vangelo propone la non-violenza o l’amore attivo?
Che cosa significa “amore” in una situazione di violenza organizzata e totale? (sistema sociale ingiusto o guerra)?
La scelta della fedeltà o del martirio può essere una linea politica? Per se stessi?
O anche per gli altri?
Ultima modifica Sabato 02 Gennaio 2010 19:46