Mercoledì, 16 Agosto 2017
Sabato 25 Settembre 2004 22:21

I poveri oggi...

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capanne

XI incontro
    ...coloro che Dio sceglie...
    ...coloro che Dio ci manda...
    (input di approfondimento)

I poveri sono dappertutto, sono la maggioranza; moltissimi sono nella povertà assoluta.

Povertà e miseria sono in aumento, dappertutto.


La miseria, come mancanza di risorse per venire incontro ai bisogni più elementari che si impongono a qualsiasi essere umano, è estremamente diffusa.

Essa è: “non avere”

Il signore si fa povero per portare la buona novella ai poveri.

È la Kenosis del Cristo; leggi i due brani che seguenti:

«Voi infatti conoscete bene l’opera di grazia di nostro Signore Gesù Cristo; come,essendo ricco, diventò povero per voi, affinché mediante la sua povertà diventaste ricchi (2 Cor. 8,9).»

«Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù: che, pur avendo natura di Dio, non ritenne un geloso tesoro l’essere uguale a Dio, ma spogliò se stesso prendendo natura di uno schiavo, divenendo simile a uomo. Trovato all’aspetto come uomo, si abbassò ancor più obbedendo sino alla morte, alla morte di croce. Perciò Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome che è sopra ogni altro nome» (Fil. 2,5-9).

Fermati qualche momento a meditarli


Nel nostro cammino di cristiani dobbiamo tenere sempre presente che il Signore, per renderci capaci di portare la buona novella ai poveri, ci fa fare, attraverso gli avvenimenti della vita, le esperienze più diverse di spogliamento, di umiltà-abbassamento, di sana autocritica..

Ma, per comprendere, dobbiamo rileggere la nostra vita a livello di fede, altrimenti corriamo il rischio del risentimento, dell’inasprimento.

Nel nostro cammino ricordiamo sempre che il Signore non sceglie ciò che brilla agli occhi degli uomini; ci chiede di ricevere coloro che ci manda e di ben comprendere il senso di ogni incontro con un povero.

Teniamo però presente che l’incontro con i poveri obbliga ad una conversione permanente. Ecco una breve riflessione:

«I più poveri, chiunque essi siano ci appaiono sempre come dei disturbatori. Ostacolano il nostro spirito e la nostra volontà sia nell’attività, sia nella nostra ricerca di tranquillità. Ogni incontro è un appello alla conversione, un appello a rinunciare a degli obiettivi previsti per metterci in contatto con Gesù che trova il tempo per il lebbroso, che non teme la repulsione, che sente il bisogno di quest’uomo».

Sì, una conversione permanente; ma anche la possibilità di un arricchimento.

Perchè? Sovente il povero ha una grande capacità di comunicazione con gli altri. In grande spirito di accoglienza

Forse per noi abituati ad una vita frenetica, ad un certo standard di vita è difficile comprenderlo

Abbiamo bisogno di una grande libertà interiore per accogliere i poveri

Come acquisirla?

 

XII  Incontro

... Al servizio dei  poveri

La Chiesa non deve mai dimenticare le sue origini.

Pietro, il primo Papa, è colui che ha rinnegato il Maestro.

Gli Apostoli, i primi vescovi, lo hanno abbandonato durante la passione.

Su questi uomini poveri, famosi, peccatori è stata costituita la chiesa.

Nel pensiero di Gesù la chiesa è e deve restare povera.

In essa stanno insieme peccato e santità, zizzania e buon grano (Mt 13/24-30).

La Chiesa apparirà sempre minoritaria. Non una chiesa potente, dominatrice, trionfalista.

Gesù disse: «La messa è grande, ma gli operai sono poco numerosi. Pregate il padrone perché mandi operai per la mietitura» (Mt 9,37-38).

Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro concedervi il Regno» (Lc 12,32).

«Come è stretta la porta e impervia la strada che conduce alla Vita. Come poco numerosi sono coloro che riescono a trovarla» (Mt 7,14).

Già Dio aveva detto al suo popolo: «Non perché più numeroso di tutti gli altri popoli Jahvé si è unito a voi e vi ha scelto; voi anzi siete il meno numeroso tra tutti i popoli; ma è per l’amore che vi nutre» (Deut 7,7).

Dio stesso ridimensiona il suo popolo quando questo si sente potente e si installa.

«Dio vi disperderà in mezzo alle nazioni e voi resterete un piccolo numero in mezzo ai popoli tra cui Dio vi condurrà» (Deut 4/27).

Quando il popolo tende all’immobilismo, al (?) di sentirsi forte ... Dio lo disperde.

Così la Chiesa non è uno stato tra gli stati, ma è un popolo che ha il dovere di servire dappertutto nel mondo per rivelare Dio.

È come un lievito nella pasta.

Gesù ha voluto una chiesa contraddistinta dal carattere della piccolezza.

Una realtà molto debole che racchiude in sé una grande forza.

La Chiesa è “un seme”, “un grano di senape”, “il più piccolo tra tutti i semi” (Mc 4/31).

Gesù ha voluto una Chiesa contraddistinta dal segno della discrezione.

La Chiesa è un tesoro “nascosto in un campo”; è una “perla preziosa” che non si trova ad ogni passo.

C’è un “nascondimento” della chiesa nel mondo, come la venuta di Cristo che era stata un “abbassamento” o “annientamento”.

 

La Chiesa è la povertà di Cristo che continua:

«Il Regno di Dio è dentro di voi» (Lc 17/21).

La nostra vita è nascosta con Cristo in Dio.

Gesù infine ha voluto, per una Chiesa povera, degli Apostoli poveri che sappiano «lasciare tutto» e seguirlo nella povertà!

«Non prendete nulla per il viaggio» (Lc 9,2).

«Vendete ciò che possedete» (Luca 12,33).

«Il più grande tra di voi sia come il più piccolo, il capo sia come colui che serve» (Lc 22,27).

 

XIII  Incontro

... Povero, umile servitore:

“... Povero, umile servitore: ecco l’apostolo, ecco la Chiesa...”

Quando la Chiesa ha la tentazione di arricchirsi, il Signore pensa Lui ad impoverirle.

Già il popolo dell’Antica Alleanza sperimentò questa tentazione, questo peccato.

Peccato che tutti i profeti hanno condannato.

Il popolo di Dio si è installato.

«Israele era una vigna lussureggiante che dava molti frutti»

(Os 10,1).

«Li ho fatti pascere ed essi si sono saziati. Saziati, il loro cuore si è inorgoglito. E mi hanno dimenticato»

(Os 13,6).

La ricchezza porta con sé la dimenticanza di Dio. Allora Dio impoverirà il suo popolo. «Lo renderò simile al deserto, lo ridurrò in terra arida, lo farò morire di sete»

(Os 2,5).

La ricchezza, la prosperità, il legame con il potere, economico o meno, hanno sempre ferito la Chiesa.

Bada bene i lunghi anni di povertà, di oppressione non hanno spento le Chiese dell’Est.

Coraggio!

Dobbiamo tornare alla Chiesa di Pietro, il peccatore del lago di Tiberiade, uomo senza istruzione, che ha lasciato tutto per seguire Gesù Cristo, che non aveva né oro né argento.

“SU QUESTA PIETRA DI POVERTÀ, COSTRUIRÒ LA MIA CHIESA

Soltanto così ricostruirò l’Unità”.

 

CONCLUSIONE

 

Cara visitatrice, caro visitatore siamo giunti al termine del percorso “Leggere la Bibbia in un piccolo gruppo”.

Ci e ti auguriamo che sia, o sia stato un percorso proficuo; e che tu abbia potuto sperimentare la ricchezza dello scambio fraterno sulla Parola di Dio.

Buona strada

Giorgio e Franco

Ultima modifica Mercoledì 26 Febbraio 2014 15:21