Lunedì, 23 Ottobre 2017
Lunedì 25 Aprile 2011 09:18

Dio è un fedele Alleato

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La mia risposta all'Alleanza

 Il fondamento dell'Alleanza

 

"Io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi" (Gn 9, 8)

 Dice Ruperto di Deutz: "Inoltre bisogna sapere che non ha detto con il presente«Io stabilisco», ma con il futuro: ecco, io stabilirò il mio patto con voi; e non soltanto ha detto con voi, ma ha aggiunto con la vostra discendenza dopo di voi. [...] Diciamo, dunque, che il patto, promesso molte volte, è unico e fu sancito una volta sola; quel solo patto che distrugge l'inimicizia esistente tra Dio e gli uomini e l'incarnazione o la passione di Cristo, Figlio di Dio".

 

 

I. LE CONDIZIONI DELL'ALLEANZA (Gn 22,1-2.9.10-13.15-18)

 "lo ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare" (Gn 22, 17).

 Nell'esperienza di Abramo ogni credente ritrova la verità del suo cammino di fede.

Possiamo confrontarci con l'adesione di Abramo a Dio.

1. E' un'adesione a Dio persona: a Dio che entra nella storia.

2. Tale adesione è totale fiducia al Dio che salva al presente e nel futuro.

3. L'adesione si esprime in una condotta di vita: Abramo cerca di seguire le vie misteriose del Dio vivente signore della storia.

4. L'adesione si estende fino alla prova suprema: il sacrificio di Isacco e la prova estrema dell'alleanza al Dio delle promesse.

5. E' notevole sottolineare che le promesse fatte ad Abramo non si realizzano senza contrasti.

 

II. LA «MAGNA CARTA» DELL'ALLEANZA (Es 20, 1-17)

 "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù" (Es 20, 2)

 Questo versetto è molto di più che una premessa; segna la condizione indispensabile perché il rapporto abbia inizio: la libertà. E chiarisce i ruoli di coloro che prendono parte al patto: vi è un Dio liberatore e un popolo liberato. E' l'amore che Dio ha versa di noi che fa possibili sia le nostre opere buone sia la nostra fede (Cfr. VS nn. 65-70).

Il senso del decalogo sta già tutto in questa 'gioia' di conoscere che cosa vuole JHWH per la nostra felicitä, per noi che siamo stati liberati.

Diceva Paolo VI "La vita è una scelta, o, per meglio dire, una serie di scelte, un seguito di opzioni, dunque un apprendistato continuo dell'uso della libertà e dunque ancora una conquista quotidiana di se stessi per mezzo dello sforzo e del sacrificio perché la vera libertà si conquista; essa è agli antipodi della facilità, del lasciar correre, dell'abbandonarsi ai desideri e alle inclinazioni che vengono tanto spesso a sollecitarci nel mondo oggi".

- E ancora Giovanni Paolo II nell'enciclica, Veritatis Splendor: Gesù mostra che i comandamenti non devono essere intesi come un limite, ma come una strada verso la perfezione, la cui anima è l'amore. Una perfezione che esige quella maturità nel dono di sé, a cui è chiamata la libertà dell'uomo (cf. n. 17). Dunque, "non uccidere" diventa amore sollecito che tutela e promuove la vita del prossimo; "non commettere adulterio" diventa sguardo puro, capace di rispettare il significato sponsale del corpo....

 

III. L'ALLEANZA SPEZZATA (Cr 36, 14-16.19-23)

 "In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contarninarono il tempio, che il Signore si era consacrato in Gerusalemme" (Cr 36, 14)

L'eterna tentazione di Israele: essere come gli altri popoli! Cioè non è più il Dio misterioso che è Signore e guida la storia come vuole. Soprattutto il Dio che salva e perciò è infinitamente esigente. Ma al contrario un dio che si tocca, che si possiede, di cui si può disporre. Ciò fa diventare l'uomo come un dio: al limite, l'uomo è l'artefice della sua salvezza. [Ecco il peccato: rifiuto dell'amore salvifico di Dio con la convinzione di salvarsi con le proprie forze].

La storia di Gerusalemme esilica esprime una costante nella storia della risposta dell'uomo al progetto del Dio dell'alleanza: non basta avere una 'legge', pur santa, per essere in grado di vivere secondo il contenuto 'spirituale' della legge. Abbiamo bisogno che lo Spirito stesso diventi legge per noi. Abbiamo bisogno di "vivere con Cristo" per camminare secondo il suo Spirito.

Nei rapporto di alleanza chi rimane sempre e solo fedele è Dio [«che non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui»].

Tutta la storia di salvezza - anche la nostra - è un dialogo sempre aperto tra «Dio, ricco di misericordia» (Ef 2, 4) e noi, amati da Lui, anche se oppressi dalla morte per i nostri peccati.

 

IV. LA NUOVA ALLEANZA (Ger 31, 31-34)

 "Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova" (Ger 31, 31)

 Il Dio biblico non è mai stanco di cercare e attendere. Di fronte alla catena continua di infedeltà da parte dell'uomo, Egli non cessa di essere il Dio fedele, leale.

L'alleanza 'antica' fallisce non per colpa di Dio, ma dell'uomo. Dio si propone con una 'nuova alleanza'. Il dono della legge non basta a colmare l'inadeguatezza dell'uomo. Occorre il perdono della grazia. Dio aveva liberato il popolo d'Israele dall'Egitto, stipulando un'alleanza che lo presentava come loro Signore. Ora, nella nuova alleanza, il padrone diventa Padre e Amico: "non vi chiamo più servi, ma amici" (Gv 15, 15). II perdono precede la conversione, il cuore può giungere alla conversione perché sa di essere già perdonato.

- L'annuncio pasquale, per i primi discepoli come anche per discepoli di ogni tempo, passa attraverso la trasformazione esperienziale della propria vita

Ho visto il Signore» diventa per il credente di ogni tempo, «ho cambiato vita». «Mio Signore e mio Dio» è il riconoscimento - la nuova conoscenza - e la confessione che porta l'uomo dall'incredulità alla fede. E' LA NOSTRA PASQUA!

 

Voglio cantare in onore del Signore perché mi ha liberato dalla schiavitù personale

(Riflessione personale)

Diceva Seneca: "Ogni uomo cerca la felicità, ma proprio nel cercarla se ne allontana"

La nostra felicità è quindi la nostra riuscita in Dio. Se ci allontaniamo da lui, rifiutando il suo progetto, ci lasciamo condurre lontano dall'essenza stessa della felicità.

 

L'UOMO CHE AVEVA LE MANI LEGATE

 C'era una volta un uomo come tutti gli altri uomini Aveva difetti e virtù, come tutti gli altri...

Una notte, all’improvviso, quando aprì la porta, si trovò davanti i suoi nemici. Entrarono e legarono le sue mani.

Prima di andarsene, gli dissero che così era meglio, con le mani legate non poteva fare niente di male (dimenticarono di dirgli che neanche poteva fare nulla di buono).

Andarono via lasciando un custode alla porta perché nessuno potesse slegarlo. Inizialmente si disperava e tentava di rompere i legacci. Poi, quando si convinse che erano inutili i suoi sforzi, cercò, piano piano, di adattarsi alla nuova situazione. Poco a poco divenne autosufficiente, nonostante vivesse con le mani legate. All'inizio faceva un po' di fatica a togliersi le scarpe; poi, addirittura, un giorno riuscì ad accendere una sigaretta. Cominciò dunque a dimenticare che prima aveva le mani libere.

Passarono molti, molti anni. L'uomo riuscì ad abituarsi alle sue mani legate.

Il suo custode gli comunicava giornalmente le cose cattive che facevano fuori gli uomini con le mani libere (dimenticava di dirgli le cose buone che facevano fuori gli uomini con le mani libere) e gli ricordava che grazie a quella notte in cui i suoi nemici entrarono e gli legarono le mani, lui, l'uomo con le mani legate, non poteva fare nulla di cattivo (non gli diceva che neanche poteva fare nulla di buono). Così l'uomo cominciò a credere che era meglio vivere con le mani legate.

E quando il suo custode arrivò a non dirgli più niente, si abituò talmente ai suoi legacci che non poteva prescindere. da esse.

Passarono molti, moltissimi anni.

Un giorno, i suoi amici sorpresero il custode, entrarono nella casa e tolsero le corde che legavano le mani dell'uomo. "Ora sei un uomo libero", gli dissero.

Era troppo tardi. Le mani dell'uomo si erano atrofizzate

 

- Quali sono i tuoi legacci?

- Quali sono i legacci che ti imponi agli altri?

- Ti senti: atrofizzato?

- Pensi di poter percorrere il tuo cammino rifugiandoti nel privato ?

- Perché Dio stabilisce l'alleanza con gli uomini ?

- Nell'alleanza con Dio puoi affermare la tua libertà ?

- Tra gli interessi che coltivi c’è spazio per l'alleanza ?

- Com’è possibile che Dio, dopo tante prove di infedeltà del suo popolo, stringa la nuova e decisiva alleanza ?   

 

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Ultima modifica Martedì 27 Marzo 2012 21:37
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini