Mercoledì, 18 Ottobre 2017
Domenica 05 Febbraio 2012 18:10

Il Padre mio vi dà il pane dal cielo ….

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Dal Vangelo secondo Giovanni
(Gv 6,28-33.46-58)

 

Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà.

Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo. 28Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». 30Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; 33il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». ... 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

MEDITATIO (O COLLOQUIO)

La lettura di questo brano del Vangelo di Giovanni ci ricolloca in un momento carico di mistero. Gesù sta parlando di sé come "pane di vita", dopo aver compiuto il prodigio della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ci poniamo con attenzione alla scuola di Gesù su alcuni dei punti di questo discorso.

Gesù indica la necessità di procurarsi il cibo superiore, il pane della vita eterna, di quella vita che è vera e senza fine. "Procuratevi... il cibo che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà."

Gesù prende atto che molti lo hanno seguito a motivo dell' abbondanza di pane. A scanso di equivoci egli introduce i discepoli a comprendere più a fondo a cosa deve realmente condurre la ricerca di Lui. Essa deve essere ricerca di vita, l'unica vera vita, che soltanto Lui solo può dare.

Dio ha posto su di lui il suo sigillo. Vi è in questa parola il rimando a qualcosa che dice autenticazione, garanzia. La garanzia attesta con certezza che Gesù offrirà l'autentico cibo per la vita. Le premesse sono gravide di conseguenze, con l'esigenza di intraprendere un cammino propriamente di fede. Quanti lo sentono sono mossi a porre domande: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti?". Sono interrogativi che svelano una certa contraddizione, tra il voler credere e insieme il rifiutarsi. In effetti le domande rivolte a Gesù vanno in cerca d'altro non della fede.

La risposta di Gesù coglie precisamente il punto debole: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». È l'appello di Gesù ad affidarsi a Dio, accogliendo le Sue opere, quelle che Lui mostra come argomento di fede, non quelle che gli uomini vorrebbero.

CONTEMPLATIO ..

L'ascolto della promessa del Pane vero, allarga le nostre visuali sulla Sacra Scrittura che in tante parti fa riferimento al pane, alimento per la vita, frutto del lavoro dell'uomo, dono di Dio, segno di comunione, simbolo del nutrimento necessario allo spirito, elemento importante che entra nelle domande del Padre nostro. Quello che Gesù viene a comunicare riguardo al "pane di vita" costituisce anche la luce solare della verità. Quanto Gesù ci fa conoscere è veramente meraviglioso, abbagliante. Restiamo sbalorditi nel vederci consegnato del semplicissimo pane, l'Eucarestia, e nel nutrircene. Sbalorditi nel sentire la spinta interiore a credere che lì, in quel piccolo pezzo di pane, c'è la Vita stessa che colma di gioia. È un' esperienza della verità, per troppi rimasta ignota o negletta. Verità attraverso la quale il Maestro Divino e lo Spirito Amore conducono ancora l'uomo su sentieri di luce.

ORATIO

La confidenza che mi consenti, o Gesù, è qualcosa di stupendo, inaudito, Tu ti doni come mio cibo! Pane! O mistero d'amore, di umiliazione, di potenza, di comunione! Tu vieni a ricolmare di beni gli affamati! Dunque ciò che ha sentito e detto Maria, sotto impulso dello Spirito, mi infonde gioia incomparabile, senso di sicurezza nel quale vivo un'esperienza di luce. La vita che mi attende, non è quella degli affanni terreni, ma della comunione con Te, la vita che fa gustare la soavità incomparabile della verità. O Gesù, Ti prego, al Padre che in Te ci ha donato il pane del cielo, fa giungere la mia preghiera: alimenta la mia fede in Te, pane vero della vita e, la vita che mi doni, sia per la Trinità SS.ma lode e gloria.

RENDIMENTO DI GRAZIE

L'incontro e la conversazione con Te, o Signore, fedele alle tue promesse, mi porta sempre a scoprire luci nuove per il mio cammino, La tua parola è una vena aurifera interminabile dalla quale posso prendere con abbondanza e stupenda novità i tesori del Tuo amore e della Tua vicinanza. Di più: da Te Parola e Pane di vita ricevo la vita per poter accogliere tutti gli altri doni.

Certo non avrò mai le parole giuste per esprimere la gratitudine dovuta per un dono così grande, ma il desiderio ardente di nutrirmi di Te, e di formare in te un 'unica realtà, mi assicura che al Padre giungerà, mediato dal Suo dilettissimo Figlio, il mio grazie più bello, vero e gradito; un grazie piccolo e povero, ma intriso di filiale ed esultante gratitudine.

 

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Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini