Mercoledì, 18 Ottobre 2017
Venerdì 07 Settembre 2012 18:36

Dal vangelo secondo Giovanni

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4Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.

5Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No».

6Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.

7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare.

8Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.

9 Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.

10Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora».

11Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.

12Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.

13Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.

14Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

15Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».

16Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».

17Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.

Possiamo scorgere, nell'evento narrato dall'evangelista Giovanni, un' atmosfera di incertezza: i discepoli non osano chiedere "Chi sei?". Si narra di una notte infruttuosa per la pesca, di uno straniero che invita a gettare ancora le reti, di un discepolo che riconosce il Signore. Sembra un fatto del passato, ma ciò che ora avviene per gli apostoli ha delle novità rilevanti. Umiltà e fiducia nel gettare nuovamente le reti, capacità di riconoscere il Signore e di adesione a lui con uno slancio privo di indugi. Nel testo l'invito di Gesù delinea l'identità del Cristo Risorto: Egli è colui che vittorioso sul peccato e sulla morte, conduce, come Buon Pastore, il proprio gregge alla mensa, al banchetto, al pascolo ubertoso della vita.

MEDITATIO (O COLLOQUIO)

Nel mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio sperimentiamo che Dio è sempre attivo, Lui mi può sempre raggiungere, basta che abbia un poco di amore per Lui e mi disponga a riconoscerlo.

È la storia di quanti hanno accettato la Parola di Dio nel proprio cuore, ma è anche il cammino che introduce all'offerta del Signore: "Venite a mangiare"! È sorprendente! Lo stare in dialogo con il Signore ti porta ad avvertire che dentro di te cresce la vita. Ti accorgi che, quanto Gesù ha detto, è Lui stesso donato come alimento per te. La Sua parola è al tempo stesso invito alla mensa, al banchetto, ma è anche la vivanda sulla mensa. E ciò che ti commuove è che a quel banchetto Egli è così saggio che ti fa arrivare con qualcosa di tuo, pescato da te: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora". Nutrimento condiviso che si manifesta dentro il mistero del Suo Corpo mistico, ogni volta che con Lui mi offro, ogni volta che dono la Sua Parola, ogni volta che vivo e dilato il Suo amore; ogni volta che accetto di "farmi mangiare" da coloro che hanno bisogno del mio servizio.

CONTEMPLATIO

E' appassionante il Tuo intervento sulla riva del lago, Gesù. La fantasia dell'amore ha tracciato ancora un fascio di luce vivissima sull'orizzonte dell'opera della salvezza. È proprio così! A Te non manca questa fantasia. La familiarità e la confidenza, la consegna del compito in un contesto eucaristico è qualcosa che assorbe in contemplazione e fa desiderare la Tua vicinanza.

ORATIO

O Divina Eucarestia! Signore mio e mio Dio! Tu sei il compimento del Dono più alto. In te l'Amore divino è partecipato alla creatura umana in forma tale che ne è il nutrimento vitale. Tu pane di vita, Tu sangue di salvezza.

Nella Tua consegna all'uomo Ti proponi non solo come alimento, ma vuoi farti accogliere come compito e missione. Il movimento della Tua rivelazione è dunque così al punto centrale del cosmo. Tu sei Vita, ma sei anche identità ideale, sei annuncio da portare, sei compito da vivere.

RENDIMENTO DI GRAZIE

Signore Gesù,quale gioia al pensiero che la Tua presenza eucaristica è ricordo vivo dell'amore di Dio fedele ad oltranza! Quale gioia sentirci chiamati, nutriti e permeati dall'Eucarestia! Quale gioia e quale impegno comprendere di essere mandati per invitare i fratelli al banchetto dell'Agnello! Quale gioia sentire e far proprio il compito da Te conferito a Pietro, ma in modo particolare esteso a tutti i tuoi discepoli: "pasci le mie pecorelle! Mentre con tutto il cuore mi lascerò accompagnare dal silenzio per custodire e vivere questa Tua parola, ricevi il mio grazie e con la potenza del Tuo Spirito rendi i miei giorni e i miei passi lode e gloria dell'amore che irradi dall'Eucarestia. Amen.

 

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Ultima modifica Martedì 05 Novembre 2013 22:05
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini