Sabato, 21 Ottobre 2017
Venerdì 10 Ottobre 2014 09:04

“Come voce di sottile silenzio”

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di Cesare Falletti

"Interiorità e rapporto con Dio"

Come promesso, dopo "Semplicemente uomini", vi proponiamo un breve sguardo a quest'altro cammino fatto dalla comunità cistercense di Pra'd Mill (Bagnolo Piemonte, CN), [http://www.dominustecum.it/spiritualita/indice/t=2],

che parla di "voce e ... silenzio"

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INTRODUZIONE

«Elia si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb. Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signore gli disse: "Che fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita". Gli fu detto: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". Ecco, il Signor e passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signor e non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna» (IRe 19,8-13).

L'uomo che sale con fatica su una montagna solitaria, quando si ferma per ritrovare il respiro o guardare il percorso fatto, vede in modo diverso il luogo da cui proviene. La sua percezione delle cose diventa più ampia e si ridimensionano le forme del mondo che lo circondava.

Elia ha compiuto la sua battaglia contro 1'idolatria, contro quella proiezione narcisistica con cui l'uomo crea intorno a sé tanti specchi che gli rimandano la propria immagine in modo da credersi sicuro. Naturalmente la Verità è scomoda. Quanti si erano ben adagiati in un mondo di idolatria, geniale costruzione della regina Gezabele, e fra questi lo stesso re cui ogni tanto la coscienza rimordeva, si ribellano a questa sferzata di luce. Certo, era impossibile non lasciarsi coinvolgere dal segno del fuoco piombato dal cielo sull'olocausto e il grido: «II Signore è Dio, il Signore è Dio» era stato come un tuono incontrollabile, ma poi la ragione e i propri comodi prendono di nuovo il sopravvento e il profeta osannato deve nascondersi. Elia sale sull'alta montagna interrogandosi o, meglio, interrogando lo stesso Signore su questa sua solitudine, sul fallimento improvviso della sua missione che sembrava così ben avviata, sul perché l'Onnipotente sembra sempre fallire la sua opera.

Tutti interroghiamo, spesso con toni di rimprovero, il Signore, perché pensiamo che dovrebbe abbattersi come un vento impetuoso e gagliardo tale da mettere paura ai suoi avversari e spazzare via le loro assemblee, oppure come un terremoto sconvolgere i piani ben stabiliti e le alte torri dei suoi avversari Queste attese impazienti di una manifestazione violenta di Dio rimangono deluse: i cattivi rimangono cattivi e apparentemente hanno ragione, perché le cose a loro vanno bene.

Allora aspettiamo il fuoco, magari quello dell'inferno che rimetterà tutta la nostra piccola giustizia a posto e finalmente otterremo soddisfazione. Ma il Signore non è nel fuoco. È un Dio misericordioso, che salva e continua a chiamare i peccatori per renderli figli e farli gioire nella sua casa.

Elia scopre che il Signore è inconoscibile e che solo quando facciamo tacere tutte le nostre proiezioni idolatriche, scopriamo la sua presenza. Non possiamo trattenerlo, non possiamo neppure registrare in qualche modo il suo passaggio e la sua presenza davanti a cui stiamo, ci fermiamo e da cui siamo afferrati.

Dio non si lascia afferrare, né possedere: si da liberamente, gratuitamente, «per primo» (Gv 4,19). Accolto nella fede, dimora in chi lo ascolta, una presenza «sottile» ma forte, una Parola che è rumorosa come il vero silenzio, che scava nel cuore e ci fa udire «parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare» (2Cor 12,4).

Per arrivare all'incontro con lui occorre percorrere un sentiero sicuro, quello tracciato dai Padri che ci hanno preceduto nella fede e nella ricerca di Dio, quello che ci rende, alla scuola di Cristo, veri adoratori del Padre, in spirito e verità (cfr. Gv 4,23). La parola di Dio apre il nostro sguardo all'incontro con gli uomini e le donne del nostro tempo e dovunque possiamo bere alla fonte di acqua viva, perché Colui che è la Sorgente ha preso il volto dell'uomo e abita la povertà di ciascuno, fa proprie tutte le ferite dell'umanità e le rende feconde.

Per «vedere Dio» occorre un cuore puro (cfr. Mt 5,8), un cuore libero, un cuore che sa e che vuole amare. Il cammino dura tutta la vita; solo la misericordia instancabile del Figlio dell'uomo continua a rimetterci in piedi e a darci la forza per fare ancora un passo verso la meta, chiedendo il diritto di passaggio attraverso il nostro cuore per raggiungere l'uomo. Allora «noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (1Gv 3,2); ma già attraverso il nostro sguardo, lavato (cfr. la vicenda del cieco nato, Gv 9) nella ricerca di lui, gli uomini potranno vedere la « luce vera, quella che illumina ogni uomo » (Gv 1,9).

Il mistero di Dio non sta solo nella sua trascendenza, ma soprattutto nel fatto che ci è vicino come un uomo, vicino a ogni uomo in modo unico e che questa vicinanza ci rende veramente uomini. Con questo libro vorrei aiutare i miei fratelli a entrare nell'intimità di Dio per diventare come lui veramente uomini.

 

A questa Introduzione seguono:

La presenza di Dio                       » 9

Rimanere in lui                           » 19

Ascoltare la Parola                     » 29

Una lettera da casa                     » 36

Comprendere e ricordare            » 44

Dalla lettura alla fede...                » 52

... E dalla fede alla vita                 » 56

Presenza di Dio nei sacramenti    » 61

Gli uomini come presenza            » 70

Incontrare...                                   » 77

... Con umanità                              » 86

II conflitto necessario                    » 93

Purificare il cuore                        » 100

Un pensiero per concludere        » 110

 

 

Questo libro è stato edito da: "PAOLINE" nel 2006,

"Come voce di sottile silenzio"

Interiorità e rapporto con Dio

di Cesare Falletti

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Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini