Venerdì, 29 Agosto 2014
Mercoledì 02 Marzo 2005 12:10

Dio vede nei nostri cuori, e ... io, so vedere nel Suo ed ... in quello dei fratelli?

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CAPITOLO 6

 


INDICE:

6.0.0 Premessa per l’Animatore
         TAVOLE E GRAFICI

6.1.0 Accoglienza

6.2.0 Esercitazione su: so vedere nel cuore dei fratelli?, e ... nel mio?

6.3.0 "La Bibbia ci propone..":Dio vede nel mio cuore!, ... io cerco di vedere nel Suo? La preghiera esicasta.

6.4.0 Conclusioni dell’incontro

6.5.0 Da Partecipanti ad Animatori

6.0.0 Premessa per l'Animatore

6.0.1 Finalità

Imparare a relazionarsi con gli altri andando oltre i nostri, e gli altrui limiti, stereotipi e “maschere”

Cercare di avvicinarsi il più possibile all’essenza delle persone che incontriamo

6.0.2 Problema

Nasce proprio dalla difficoltà di saper vedere oltre i nostri ed altrui limiti

  • Paura di scoprire aspetti spiacevoli in noi stessi e negli altri
  • Disagi derivanti dall’accettare se stessi e gli altri
  • Resistenza di fronte all’ipotesi di un doveroso e consequenziale cammino di crescita


6.0.3 Messaggio di fondo

I modi di comunicare, che usiamo nelle varie circostanze della vita, sono tutti condizionati dai nostri limiti

Saperlo ci stimola a:

  • non far diventare gli aspetti marginali ... delle cose di fondo
  • andare il più possibile alla scoperta della “persona”

6.0.4 Tempo 2 ore e 30 min.

1. Finalità dell’incontro 10 min.
2. “Esercitazione su: ” e conclusioni 60 min.
3. “La Bibbia ci propone” 60 min.
4. Conclusioni 20 min.

6.0.5 Materiale di supporto
[un Partecipante, non più affiancato dall’Animatore]

Dovrà assumersi la responsabilità di questa fase e procurare:

per “esercitazione su” :

    per ogni partecipante un blocco di schede, “IN CAMMINO VERSO IL “CUORE”” (All. 6 / A), pari al numero dei partecipanti; una anonima sarà per lui, mentre le altre saranno intestate con il nome degli altri partecipanti ;
    una biro ciascuno

per la “Bibbia ci propone”:

    - per la sua introduzione, in occasione dell'accoglienza, selezionare dei passi dalla Bibbia in linea con il tema e che siano vicini alla sensibilità e ai problemi dei partecipanti (se sono ragazzi, coppie, ecc.), (ad esempio vedi All. 6/B);

    6.0.6 Spunti per le conclusioni

Lo scopo di quest’incontro è quello di riuscire a vedere una persona per quello che è, cogliere gli aspetti che neanche lei è cosciente di avere. E questa persona possiamo essere noi stessi, il nostro prossimo e … , per il solo primo aspetto, Dio.

Se dovessimo descrivere Tizio, mentre si relaziona con Caio, noi vedremmo la seguente scenetta:

  • Tizio si avvicina a Caio coperto da un “velo” attraverso il quale lo guarda. Questo “velo” rappresenta i limiti di Tizio, i suoi stereotipi, le sue maschere con le quali si difende da se stesso e dagli altri, ecc.
  • Caio gli appare coperto da due “veli”. Il primo ha la stessa natura di quello di Tizio, ... è quello che si è costruito Caio! Il secondo glielo pone Tizio che lo ha “tessuto” sulla base dei suoi pregiudizi, stereotipi, ecc.
  • E viceversa accade a Caio nei confronti di Tizio

Essere consci di questa realtà non ci deve abbattere, ma anzi deve stimolarci, invogliarci a cercare il vero Caio, il vero Tizio.

Quando incontriamo qualcuno, serenamente e senza angosce, dobbiamo dirci: “attento! conosco i miei pregiudizi. Se mi accorgo di cominciare ad attribuire al mio interlocutore le “etichette”, ad essi corrispondenti, probabilmente non ho considerato il mio “velo” e quello che gli ho messo.

Per vedere attraverso quello di Tizio ci vuole tempo; lui deve permetterci di farlo e noi essere disponibili ad ascoltare e vedere; e … allora imponiamoci come norma di comportamento quella di non dare giudizi definitivi, assoluti!

Il fidanzamento ed i rapporti di coppia, se correttamente vissuti, sono un'ottima esperienza per imparare a vedere nel nostro cuore e in quello delle altre persone con cui ci relazioniamo.

L’argomento ora trattato è sicuramente uno dei più complessi e richiede un lungo cammino e molta umiltà.


GRAFICI - TAVOLE

All. 6 / A

IN CAMMINO VERSO IL “CUORE”

A -    capacità di vedere dentro di se
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

B -    capacità di aiutare l'altra/o a vedere dentro di se
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

C -    capacità di conoscere i propri talenti
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

D -    capacità di valorizzare i propri talenti
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

E -    capacità di aiutare gli altri a valorizzare e scoprire i propri talenti
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

F -    capacità di fare una graduatoria dei propri valori della vita
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

G -    capacità di viverli nel quotidiano
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

H -    capacità di capire, con umiltà, le vere motivazioni di pensieri ed azioni
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

I -    capacità di sentirsi sempre in cammino
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

L -    capacità di un rapporto “adulto” con Dio
( 0 )    ( 1 )    ( 2 )    ( 3 )    ( 4 )    ( 5 )    ( 6 )    (  7 )

All. 6/B

Esempio di possibili letture
|___| Mt 21, 28-32 ( i due figli)
|___| Mt 6, 1-4 (elemosine e ipocrisia)
|___| Mc 7,1-23 (le tradizioni)
|___| Mc 12,41-44 (la povera vedova)

6.1.0 Accoglienza
[ conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

Arrivo dei partecipanti

Ad accoglierli sarà un Partecipante affiancato dall'Animatore .
Si tratta come sempre di vivacizzare “fraternamente” questo momento dell'incontro (10-15 minuti).
Se vi sono dei nuovi partecipanti è necessario fare la presentazione (vedi primo incontro).

- Spiegare le finalità dell’incontro

In questo incontro andremo oltre una comunicazione che, come visto nei precedenti incontri, deve essere il più corretta possibile.

Non possiamo nasconderci che quando ci “apriamo” agli altri e diamo loro la possibilità di scoprire il nostro vero “io” corriamo dei rischi, se l'interlocutore non è in buona fede. È quanto a volte accade tra i giovani che cercano seriamente un partner; la fiducia concessa viene a volte “usata” ai danni di chi l'ha concessa. Ma un minimo di saggia prudenza non vuol dire mettersi la “maschera” e poi, come si dice, “il gioco ne vale la candela”.

Infatti Gesù ci ha insegnato che dobbiamo cercare di vedere nel nostro cuore ed in quello delle persone con le quali vogliamo relazionarci. Dobbiamo sforzarci di andare oltre, ... oltre quanto in un modo o nell'altro esse ci comunicano, scoprire così lo spirito che è nell'uomo.

La nostra attenzione all'altro deve farci scoprire le richieste d'aiuto, urlate dentro, ma che non arrivano mai alle sue labbra; valorizzare i talenti a lui noti e ... anche quelli che non sa di avere!

6.1.1 Momento comunitario

Chiedere a Dio di donarci lo Spirito, in modo particolare in questo incontro, perché sappiamo che solo Lui è in grado di vedere nel cuore dell'uomo.
Noi, come abbiamo fatto per incontri precedente, impegniamoci a vivere questa esperienza con umiltà e con carità perché solo così potremo spogliare noi stessi da ciò che può impedirci di vedere nel nostro cuore, in quello dei fratelli e ... in Dio.

Breve momento di lode

Ad esempio: vedi All. 6/B

 

6.2.0 Esercitazione su:

[ conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

 

So vedere nel cuore dei fratelli? ... e nel mio?

Proposte:

La prima, e la più efficace, è alla portata di tutti:

Individualmente e assieme alla comunità di credenti leggere e vivere la Bibbia.
Solo sviluppando l’umiltà, il senso critico, l’amore, l’ascolto, la carità, la fede, ecc. è possibile poter vedere nel nostro cuore, in quello degli altri e … in Dio.
Se i partecipanti hanno iniziato il cammino, solo in occasione del tema trattato in questo capitolo, si può anche solo ripetere l'esercitazione del capitolo 3°, sul comportamento, e verificare se, e di quanto, è migliorata la percezione dello stesso.
Se i Partecipanti hanno alle spalle un lungo “cammino” si può proporre degli spunti per verificare la capacità di introspezione e di percezione dei valori di ciascuno.

 

Svolgimento
[Questa volta conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]


Svolgimento della proposta 3.

< Vi proponiamo una scheda (All. 6/A) contenente una serie di frasi che colgono alcuni aspetti di ciò che è alla base del nostro vivere. Come già sperimentato negli incontri precedenti, potremo scegliere da “poco” a “molto”, su una scala che va da “0” a “7”. Quindi quella, o quelle persone, che più delle altre eccellono nei due estremi, lì vengono collocate; mentre le altre in proporzione occuperanno le posizioni intermedie.

< Abbiamo detto che solo Dio sa leggere correttamente nei nostri cuori. Dobbiamo essere consci che in questo incontro, con molta umiltà non emettiamo o riceviamo dei giudizi certi ed inappellabili. L'esito delle valutazioni deve costituire per ciascuno di noi uno spunto su cui riflettere. Esse dipendono anche da quanto “apriamo”, agli altri, il nostro cuore e di quanto essi, sulla base del nostro agire, riescono a percepire. Per poter far ciò bisogna aver “ricevuto specifici talenti e averli fatti fruttare”.

< Distribuire, ai partecipanti, le schede 6/A

Il lavoro deve essere strettamente riservato. Ognuno deve lavorare da solo.

1 - Ognuno riporterà sulla scala un cerchio sul numero che meglio rappresenta quello che l’interessato ritiene essere

2 - Sulle schede, con i nomi degli altri partecipanti, ciascuno scriverà il numero che ritiene meglio rappresenti il suo essere. (ogni partecipante deve avere davanti a se il cartellino con il proprio nome per essere identificato dagli altri)

3 - Ogni partecipante tratterrà la propria scheda (quella anonima), mentre le altre verranno raccolte. Quindi saranno raggruppate per partecipante, impedendo il riconoscimento di chi le ha compilate

4 - Ciascuno riceverà quelle con il proprio nome, compilate dagli altri partecipanti, e provvederà a trascrivere i dati sulla propria scheda indicandoli con un pallino. S'individua dove c’è la maggiore concentrazione dei pallini e si disegna un quadrato attorno al numero della scala più vicino ad essa.

5 - Sulla scheda, con una linea a tratto continuo (auto giudizio), si uniranno i cerchi, e con una tratteggiata (giudizio altrui) i quadrati.

6 - Tassativamente proibito divulgare, al gruppo, i dati dei singoli per rispetto della loro sensibilità; salvo loro esplicita richiesta.

 

Analisi dei dati

> La maggior o minor concentrazione dei puntini e la loro collocazione indicano come, a torto o a ragione, ci vedono gli altri.

> Per interpretare le 2 linee bisognerebbe sovrapporle al fine di relativizzare il metro di giudizio. Se sono parallele significa che siamo visti come pensiamo di essere, se un tratto della linea spezzata ha una direzione contraria significa che in quel caso gli altri ci vedono in modo difforme da quello che noi pensiamo di essere.

> Se la linee di auto giudizio si discosta in modo eccessivo: o abbiamo poca stima di noi o gli altri ne hanno troppa; in entrambi i casi faremmo bene a riflettere su noi stessi.

 

6.2.2 Dibattito

[ conduce un Partecipante da solo]

Momento di silenzio per una riflessione individuale

Il Moderatore stimolerà il dibattito, attingendo se necessario dai commenti uditi durante l'analisi del lavoro fatto e evidenzierà particolarmente quelli in linea con la “finalità” dell'esercitazione.

6.2.3 Conclusioni sull’“esercitazione”
[ conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

Saper vedere in un cuore è una dote, un “talento” che riceviamo, chi tanto chi poco; ma tutti abbiamo il dovere di attivarlo e di svilupparlo.

Perciò non dobbiamo sentirci avviliti o inorgogliti per avere ricevuto questa dote in quantità massiccia o limitata, l'importante è sforzarsi d'imparare a leggere nel proprio, e nell'altrui cuore, ed essere consci della propria limitatezza.

Nella nostra vita possiamo incontrare diverse tipologie di persone, ad esempio:

Abbiamo chi testimonia una grande generosità verso gli altri, ma il suo cuore è egoista.

Perché? Potrebbe per calcolo cercare dei vantaggi personali (il politico che vuole costruirsi un'immagine) o la pura gratificazione personale dal suo agire (chi è gratificato dall'essere considerato generoso); oppure, resosi conto con l'intelligenza del suo modo di essere, lotta per agire in modo opposto alla sua indole. In quest'ultimo caso potremmo assistere a momenti di tensione (cambiamenti di umore, scatti, ecc) del soggetto o tra questi e le persone con cui si relaziona, perché vi è un contrasto tra ciò che si è e come si cerca di essere.

Abbiamo chi testimonia egoismo verso gli altri, ma il suo cuore è generoso.

Perché? Le esperienze della vita lo hanno indotto a difendersi, a chiudersi, a non mettersi un “velo” ma addirittura una “maschera di ferro”. Aiutarlo, a non sentirsi più aggredito, ma libero di esprimersi per ciò che è, gli permetterà di scoprire in sè un uomo nuovo, e “tutti” (anche lui!) saranno “travolti” dalla sua generosità.


Ognuna di queste persone ha bisogno di un'attenzione diversa!, personalizzata!

Quanti Santi della comunità dei credenti hanno fatto uno di questi percorsi prima di salire all'onore degli altari!

 

 

6.3.0 La Bibbia ci propone:

Dio vede nei nostri cuori,

e ... io, cerco di vedere nel Suo

Pregate, ripetendo la formula “Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”. Poi, riempite il vuoto fatto fissando la vostra mente su una sola parola della preghiera che continuate a recitare, e meditatene il significato alla luce della fede e del Vangelo.

 


6.3.1 La preghiera esicastica
[ conduce un Partecipante non più affiancato dall'Animatore]

È un'impresa al limite della follia, per noi uomini, avere la pretesa di cogliere l'essenza Totale di Dio; ma fattibile e doveroso è l'impegno, nei limiti umani, di sforzarsi di vedere il Suo essere per poterlo conoscere e quindi amare; e

trarre delle indicazioni sul nostro essere cristiani.

Dobbiamo cercare di entrare in contemplazione di Dio, ma Lui non é un'opera d'arte. Dobbiamo riuscire ad andare oltre la statua, le icone, la chiesa edificio, la bellezza della natura, ecc.; dobbiamo superare tutto ciò che, a causa dei nostri limiti, delle tradizioni, degli usi, degli stereotipi, ci impedisce di vedere Dio. Come gli innamorati, che si guardano negli occhi per vedersi “dentro”.

Oggi i luminari della comunicazione teorizzano e ci propongono, come ideale, il contemporaneo coinvolgimento di tutti i sensi, attraverso la musica, le proiezioni di immagini, i profumi, le emozioni, ecc., affinché nessuno si distragga e per meglio far recepire il messaggio che si vuole far passare. (Anche molti riti religiosi percorrono strade simili).

L'incontro con Dio, già nelle esperienze della chiesa delle origini, viene proposto su strade completamente diverse, e direi quasi opposte:

I sensi sono un ostacolo per un incontro profondo con Dio, non in quanto negativi, ma a causa della nostra umana facilità nel distrarci.

Allora i nostri sensi devono essere messi nella situazione di non essere stimolati, da sollecitazioni esterne o interne, alla nostra mente. Bisogna allora evitare posture dolorose, rumori improvvisi e fastidiosi, immagini e situazioni emotivamente coinvolgenti, La mente contemporaneamente deve essere liberata da angosce e preoccupazioni.

In una parola sola bisogna fare il “vuoto” in noi!

Vi sono delle scuole di pensiero che si fermano qui, mentre per il cristiano questo è solo l'inizio.

QUESTO “VUOTO” DEVE ESSERE RIEMPITO!

Come?

Contemplando, adorando quanto riusciamo a cogliere dell'essenza di Dio.

Questa esperienza, vissuta da chi scrive, passa attraverso la Parola. Chi desiderasse approfondire la "preghiera Esicasta", anche nota come "Preghiera del nome di Gesù", può farlo in questo Sito cliccando qui di seguito su "Del nome di Gesù"


6.3.2 Svolgimento

[l'Animatore affiancato da un Partecipante]

Bisogna partire dall'esperienza fatta nel capitolo precedente.

Avrete notato che le premesse appena fatte si adattano perfettamente alla preghiera Esicasta. Se con costanza abbiamo imparato a praticarla, creando il vuoto attorno a noi e svuotando noi stessi dai nostri problemi, falsi o reali che siano, possiamo passare a questa nuova esperienza di preghiera.

Con la pratica vi sarete ormai accorti che il rimo della respirazione è sincronizzato con la preghiera:

“Signore Gesù, Figlio di Dio, .... abbi pietà di me peccatore”,

ma spesso altri pensieri si affacciano alla vostra mente distraendovi.

Questo è il momento di fare il passo successivo!

1 - Rilassate tutto il vostro corpo, chiudete gli occhi.

2 - Scacciate i pensieri dalla vostra mente.

3 - Pregate, ripetendo la formula "Signore Gesù, figlio di Dio / abbi pietà di me peccatore".

4 - Poi riempite il vuoto fatto in voi, fissando la vostra mente su una sola parola (a vostra scelta) tra quelle della suddetta preghiera e meditate il suo significato alla luce della fede e del Vangelo.

Così ad esempio:

< “Signore”: la signoria di Dio sul creato, su di me, ecc

< “Gesù”: il Salvatore, Dio che si fa uomo?!, ecc.

< .......

< “pietà”: che significato dà Gesù a questa parola, ecc.

< “me”: io cosa sono, io chi sono, ecc.

< “peccatore”: come vivo questa realtà?, quelli di omissione?, ecc.

I partecipanti all'incontro sono invitati a chiedere chiarimenti e quindi a fare questa esperienza come descritto per una durata di 10 – 15 minuti.

Questo approccio, che ci ha permesso di prendere confidenza con questo tipo di preghiera, può essere utilizzato da noi in qualsiasi momento e circostanza nella quale sentiamo il bisogno di essere alla presenza di Dio.

°°°°°°°°°

Per essere più mirati sulla conoscenza dell'essenza di Dio, che è lo scopo di questo incontro, Vi proporrei di fare oggetto delle vostre meditazioni i passi del Vangelo, perché è meditando sulla sua Parola e sulle sue azioni che abbiamo la possibilità di vedere Dio.

A tale fine potreste chiedere aiuto al vostro confessore affinché vi proponga un cammino su letture che rispondono ai vostri bisogni spirituali.

Oppure si potrebbe meditare sulle letture della domenica, camminando così spiritualmente con la Chiesa; vi è la possibilità di prendere, durante la messa della domenica, il foglietto con le letture e tenerlo in tasca per tutta la settimana: ogni giorno se ne legge un passo, che poi si prega e si medita.

Tutto ciò sembra complicato, ma in realtà è semplicissimo basta non aver fretta!

Dio non ci chiede di correre, ma solo di andare a Lui!


6.3.2 Condivisione
[ conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

- Ascolto dei commenti e delle domande dei partecipanti


6.3.3 Conclusioni su “ la Bibbia ci propone”
[l'Animatore affiancato da un Partecipante]

L’Animatore evidenzierà che è necessaria molta costanza ed umiltà per ottenere dei risultati. Ma non c'è fretta e Lui è con noi. Inoltre non è detto che proprio questo tipo di preghiera sia il più adatto a me, è comunque necessario impegnarsi per un mese giornalmente almeno 10/15 minuti con questo tipo di preghiera prima di poter avere un'idea della sua bellezza.

Si tratta di una preghiera individuale, ma anche comunitaria, e come abbiamo appena sperimentato Dio parla anche attraverso i fratelli; ciascuno riesce a vedere un aspetto di Dio, indipendentemente dal censo, età, sesso, studi, ecc.!

Insieme ci si arricchisce!

Mettere in comune, nel gruppo di preghiera, la propria meditazione aiuta anche a vedere nel proprio e nell'altrui “cuore”.

Il Conduttore evidenzia gli aspetti dell'essenza di Dio emersi nel dibattito.

Alcune sottolineature operative:

Pur essendo più facile pregare in un luogo silenzioso e in una postura naturale; con la pratica sarete in grado di farlo in qualsiasi luogo e situazione: in treno, in aereo, sul bus; è sufficiente avere una parete a cui appoggiarsi, anche in mezzo alla ressa tornando a casa dal il lavoro.

La durata e la frequenza di questa meditazione dipende da quanto Voi volete, o potete, farla durare. Nel mio caso terminava alla seconda fermata del treno, perché dovevo scendere a quella stazione!

 

oooooooooo


6.4.0 Conclusioni dell’incontro

[l'Animatore affiancato da un Partecipante]


Spunti


Anche, e forse più dell'incontro precedente, sentiamo che non siamo arrivati alla fine di un'esperienze che oggi si conclude, ma al suo punto di partenza!

Percorrere questo cammino significa essere disposti a “faticare” sia sotto l'aspetto umano che spirituale, ma abbiamo anche sperimentato che è possibile assaporare la gioia che deriva dall'aver intravvisto il “cuore” di Gesù e di quanto di Lui c'è nel cuore dei fratelli e nel nostro.

Vale la pena di continuare?

Se sì, ritroviamoci assieme e/o cerchiamo persone competenti che ci aiutino a proseguire.

Quando abbiamo iniziato questo incontro sicuramente abbiamo pensato che la meta era un'utopia, qualcosa di umanamente impossibile: Come è possibile avere la pretesa di vedere il cuore di Gesù, e di vederlo nel cuore dei fratelli?

Oggi abbiamo dato una “sbirciatina”, e non abbiamo di certo la pretesa di poterlo mai fare pienamente neanche in seguito.

La nostra meta è molto umile ed è quella di non stancarci mai di cercare di vedere Lui e ciò che di divino c'è in ciascuno di noi; nonostante, e consci dei nostri limiti umani.

oooooooooo


6.5.0 Da Partecipanti ad Animatori

-Un Partecipante è ormai il solo responsabile di 3 momenti: organizzativo, conduce il dibattito in “esercitazione su:” e introduce “la Bibbia ci propone”.
- Un Partecipante è il responsabile, affiancato dall'Animatore in 3 momenti: accoglienza, introduce e conclude “esercitazione su:”.
- Un Partecipante affianca l'Animatore nei seguenti 3 momenti dell’incontro: dibattito e conclusione di “la Bibbia ci propone” e della ”Conclusione dell'incontro”.

- l'Animatore non ha più responsabilità esclusive nei vari momenti dell'incontro!

Ultima modifica Giovedì 09 Settembre 2010 11:27