Mercoledì, 01 Ottobre 2014
Domenica 05 Febbraio 2006 23:44

Dio ci parla, ma quanto rimane in noi e quando parlano i fratelli

Valuta questo articolo
(1 Vota)

Capitolo 7

INDICE:

7.0.0 Premessa per l’Animatore

         Tavole e Grafici

7.1.0 Accoglienza

7.2.0 Esercitazione su: Di quanto dicono i fratelli quanto rimane in noi?

7.3.0 "La Bibbia ci propone..": Dio ci parla, ma ... quante sue Parole “rimangono” in noi? -  Il Deserto
7.4.0 Conclusioni dell’incontro

7.5.0 Da Partecipanti ad Animatori

 

7.0.0 Premessa per l'Animatore


7.0.1 Finalità

Dopo aver compreso le differenze tra il sentire gli altri che parlano (ossia percepire il loro parlare come un rumore di fondo) e l'ascoltare quanto dicono (ossia sforzarsi di capire cosa vogliono comunicarci) dobbiamo fare un passo successivo.

Imparare a:

- riflettere, con un onesto senso critico, su quanto ascoltato

- lasciare che quanto ritenuto valido rimanga in noi

quindi,

- far si che quanto riteniamo “positivo”, ricevuto/percepito dagli altri, rimanga stabilmente in noi

- essere disposti a rimettere in discussione i nostri valori e le nostre priorità

7.0.2 Problema

La nostra stessa natura umana, le abitudini e i valori che la nostra società consumista propone sono i maggiori intralci a questo cammino.

- l'inerzia, la paura di mettersi in discussione

- La fretta , spesso fine a se stessa

- Conseguente mancanza di tempo per ascoltare/ riflettere sugli stimoli recepiti.

- Trovare il tempo necessario per maturare le scelte.

- La molteplicità delle proposte, oggi disponibili, ci disorientano e quindi si tende a non approfondire, a non scegliere “per la vita”.

- La cultura del “tutto e subito” in contrasto con l'accettazione di “strade” impegnative e non temporanee.

 

7.0.3 Messaggio di fondo

Nel capitolo precedente abbiamo riflettuto sulla necessità di andare “al cuore” delle persone con le quali entriamo in relazione.

Ora passando attraverso la crescita del nostro senso critico, verso noi stessi e verso ciò che ci circonda, dobbiamo:

- Essere disponibili ad accogliere quanto riteniamo positivo.

- Sforzarci affinché ciò rimanga in noi, ci arricchisca e cambi stabilmente la nostra vita

- Essere aperti al “nuovo” (che può arrivare dall'esterno o da noi stessi, perché siamo sempre in cammino), senza rinunciare ai nostri “valori”, ma anche pronti a rimetterli in discussione.

 

7.0.4 Tempo 2 ore e 30 min.
1. Finalità dell’incontro 10 min.
2. “Esercitazione su: ” e conclusioni 60 min.
3. “La Bibbia ci propone” 60 min.
4. Conclusioni 20 min. 7.0.5 Materiale di supporto
[un Partecipante,]

Dovrà assumersi la responsabilità di questa fase e procurare:

per “esercitazione su” :

- per ogni partecipante una copia del grafico “Dalla proposta all'azione” (All. 7 / A)per la “Bibbia ci propone”:

- trovare un luogo per l'incontrarsi che sia possibilmente tranquillo, perché è essenziale per cercare la solitudine esteriore ed interiore. L'ideale sarebbe un luogo immerso nella natura.

- per ogni partecipante un foglio con i brani della Bibbia sui quali si propone riflettere, oppure ciascuno si porta la propria Bibbia.

- una risma di carta e qualche biro per chi le richiede.

Spunti per le conclusioni

I nostri valori e priorità spesso derivano da usi e costumi accettati, e anche corretti!, ma abbiamo il dovere di approfondirli per “gustarli” meglio; dobbiamo assumerci la responsabilità delle scelte che facciamo.

Facciamo così, perché si è sempre fatto così, perché i nostri genitori hanno sempre fatto così, perché tutti oggi fanno così; questo non è un comportarsi da cristiani responsabili, anche nel campo della fede! Possiamo fare come tutti, come sempre, come dice il pensiero corrente, .... ma solo dopo aver criticamente valutato alla luce del Vangelo, del pensiero della comunità dei credenti e della nostra coscienza che tale comportamento, valore è per me valido.

La società di oggi ci propone valori e stili di vita in continua evoluzione, come se si trattasse di beni di consumo, tali comportamenti e valori sono allettanti e spesso contengono degli aspetti positivi. Infatti in una cultura dell'”usa e getta”, assieme a tanto “pattume”, ci sono delle perle che corrono il rischio di essere buttate o strumentalmente fatte apparire come negative (vedi il valore: della Pace a monte delle ideologie, del matrimonio come valorizzazione di entrambi i coniugi, ecc).

Per poter riflettere bisogna ritagliarsi dei momenti in luoghi adatti. In una società che ci propone “il correre” come valore bisogna andare contro corrente!

 

Abbiamo il dovere di essere ben consci dei valori che abbiamo responsabilmente scelto e sui quali vogliamo impostare la nostra vita.

Abbiamo il dovere di annunciarli, non per “farci belli”, ma perché si tratta di un dono ricevuto da Dio ... che abbiamo il dovere di condividere con gli altri.

Abbiamo il dovere di testimoniarlo con la vita, ma di ciò ne parleremo in seguito.

 

GRAFICI - TAVOLE

All. 7 / A

DALLA PROPOSTA ..... ALL'AZIONE

SE UN MESSAGGIO È TRASMESSO A 100 PERSONE

 

VIENE:

PERCEPITO SOLO DA 70 PERSONE

COMPRESO DA 50 PERSONE

ACCETTATO DA 30 PERESONE

RICORDATO dopo 15 min DA 20 PERSONE

RICORDATO dopo 1 gg DA 10 PERSONE

 

PASSANO ALL'AZIONE: ? (ne parleremo nel prossimo incontro)

 

All. 7/B

Esempio di possibili letture

|___| Mt 19, 16-30 ( Gesù incontra un giovane ricco)
|___| Mt 7, 24-27 (Le due case)
|___| Mt 13,18-23 (Il seminatore)
|___| Gv 4,46-54 (Gesù guarisce il figlio di un funzionario)
|___|

oooooooooo

7.1.0 Accoglienza
[ conduce un Partecipante non più affiancato dall'Animatore]

Arrivo dei partecipanti

Ad accoglierli sarà un Partecipante.
Si tratta come sempre di vivacizzare “fraternamente” questo momento dell'incontro (10-15 minuti).
Se vi sono dei nuovi partecipanti è necessario fare la presentazione (vedi primo incontro).

- Spiegare le finalità dell’incontro

Stiamo ormai affrontando gli ultimi incontri di questo nostro cammino ed è quindi venuto il momento di “tirare le somme”!

Abbiamo affrontato il problema della nostra capacità di ascolto, della conoscenza di sé, del comportamento, dell'interpretazione dei messaggi e della capacità di decodificarli e quindi della necessità di andare al cuore di chi interagisce con noi.

Ora, con il settimo capitolo, dobbiamo iniziare a verificare se questo cammino ci ha aiutato a crescere.

Oggi ciascuno di noi dovrà guardare dentro di sé per vedere:

- se i propri valori sono frutto di una scelta matura e responsabile,

  • se ha avuto la capacità in questi incontri di mettersi in discussione e di modificarli, annullarli e/o sostituirli

A questo punto ciascuno di noi potrebbe chiedersi:

- ho coscienza dei miei valori?

- credo veramente in essi?

Non è facile rispondere a queste domande, ma esiste un'elementare e banale verifica:

- Si!, se ci accorgiamo di non avere difficoltà a proporre e motivare i nostri valori alle persone con le quali ci relazioniamo. (non parliamo ancora di viverli e testimoniarli!; ciò farà parte di un'altro incontro)

 

7.1.1 Momento comunitario

Il cammino fatto dovrebbe consentirci di dialogare sempre più “pienamente” con Dio.

Abituiamoci a chiedere la sua presenza come Spirito Santo.

- Breve invocazione dello Spirito Santo (ad esempio):

Vieni , Santo Spirito,

manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.

Amen

- Breve lettura (vedi All. 7/B)

 

Il nostro tema è:

Dio ci parla, ma ...

quanto “rimane” in noi?

... e quando “parlano” i fratelli?

 

7.2.0 Esercitazione su:

 

Quando i fratelli ci parlano

quanto “rimane” in noi?

 

7.2.1 Svolgimento
[conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

 

Ormai siamo abituati a riflettere e a meditare, quindi non sono necessari impegnativi tecnicismi per raggiungere gli scopi che ci prefiggiamo.

Qui di seguito vi proponiamo uno spunto che è molto lontano dai valori sui quali abitualmente ci siamo soffermati nei nostri incontri, ma ci farà riflettere!

 

- Distribuire, ai partecipanti, le schede 7/A

- Spiegare la scheda 7/A.

In questa scheda sono riportati i risultati di un'indagine sul comportamento che, mediamente, hanno le persone difronte ad una comunicazione pubblicitaria.

 

“MESSAGGIO TRASMESSO”

= è una comunicazione pubblicitaria proposta dai media (essa verrà guardata, sentita)

“VIENE PERCEPITO”

= il messaggio viene visto, ascoltato (.. parla di ...)

“VIENE COMPRESO”

= il messaggio viene capito (si! Ho capito cosa vuole dirmi)

“VIENE ACCETTATO”

= il messaggio viene accettato (si! Ha proprio ragione)

“VIENE RICORDATO dopo 15 min”

= dopo 15 minuti il messaggio è ancora ricordato

“VIENE RICORDATO dopo 1 gg”

= dopo 1 giorno il messaggio è ancora ricordato

 

Invitare i patecipanti a riflettere su questo comportamento umano e a fare gli opportuni parallelismi e distinguo rispetto ad una situazione nella quale entriamo in relazione con le altre persone (colleghi, amici, coniuge, figli, genitori, ecc.).

 

7.2.2 Dibattito

[ conduce un Partecipante da solo]

 

- Lasciare circa 10 minuti di riflessione individuale.

- Aprire il dibattito tra i partecipanti

Il Moderatore, ove necessario, stimolerà il dibattito evidenziando che i primi dati proposti dalla scheda quantificano i comportamenti analizzati nei capitoli precedenti: sentiamo e/o ascoltiamo gli altri, come interpretiamo e/o capiamo “la comunicazione”, quanto rimane in noi di essa.

Essi come avevamo visto sono dovuti a diversi tipi di condizionamenti: sociali, consuetudini, valori, come consideriamo gli altri, ecc.

Le “contromisure” che possiamo adottare sono: un nostro diverso metodo di “ricezione”, rispettare l'altro come persona, ecc.

Ma non dimenticate che l'attenzione di questo incontro deve essere puntato sulla capacità di valutare criticamente i propri valori e quelli proposti dagli altri, quindi di saperli far propri o di rifiutarli.

 

7.2.3 Conclusioni sull’“esercitazione”
[ conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

Le conclusioni, come sempre, devono in primo luogo prendere spunto dagli interventi dei partecipanti.

Essi possono evidenziare che:

L'allegato propone la misura dell'efficacia di un messaggio pubblicitario, al quale realisticamente non si presta molta attenzione (ma siamo proprio sicuri che nei rapporti interpersonali non facciamo una cosa simile?!)

La pubblicità commerciale e personale (uomini politici, di potere) tende a coinvolgere quanti più sensi possibile e l'emotività del destinatario al fine di migliorarne l'efficacia. Qualche volta anche noi nel nostro piccolo riusciamo a fare delle recitazioni superbe! Comunque noi qui vogliamo parlare di una comunicazione “vera”, “costruttiva” e perciò la differenza con quella commerciale stà nel fatto che noi ascoltiamo e vediamo l'altro, perché vogliamo farlo, ed anzi, per poterlo fare meglio cerchiamo di “spegnere” alcuni dei nostri sensi concentrandoci su uno solo per non essere distratti (i fidanzati, gli sposi per comunicarsi cose importanti cercano situazioni tranquille, ovattate; spengono la radio e la televisione).

Qualcuno potrebbe giustamente dire: “I messaggi” (consumistici, personali, ecc.) che ricevo nel corso della giornata sono talmente tanti che mi è impossibile raccogliere ulteriori informazioni per poterle valutare, accettare, farle mie”. Proprio per questo motivo dobbiamo avere delle priorità e dei valori ben “acquisiti” che ci consentano una rapida selezione delle proposte che ci giungono continuamente dall'esterno.

Le proposte viste ed accettate possono, col tempo, essere dimenticate formalmente. Ma ciò non deve diventare un problema, esse possono inconsciamente essere comunque andate ad arricchire le nostre priorità, i nostri valori.

La verifica avviene quando ci accorgiamo di affrontare le situazioni in un modo diverso dal solito, e indagando in noi stessi ci accorgiamo di aver agito sulla base di nuovi valori di riferimento.

Dobbiamo preoccuparci quando a fronte di ogni nuova proposta, cambiamo idea!!

 

 

7.3.0 La Bibbia ci propone:

Dio ci Parla, ma ...

quanto “rimane” in noi?

 

Il deserto


Continuiamo questo incontro ricordando gli aspetti umani sviluppati nella prima parte, ci saranno di grande aiuto perché testimoniano l'esperienza quotidiana, i valori che ci vengono proposti.

 

 Viviamo in una società che pare privilegiare coloro che vogliono farsi sentire, così si tende ad aumentare il volume della voce, con il risultato che alla fine tutti gridano e il rumore generale soffoca il singolo parlare. Diventa difficile ascoltare! E allora si studiano metodologie spesso subdole per conquistare l'attenzione dell'uditorio e per condizionarlo ai propri interessi. Manca il rispetto e la fiducia vicendevole.

Il metodo didattico usato da Dio nei nostri confronti è diametralmente opposto: ci sussurra la verità, ma noi siamo “addirittura” liberi di neanche sentirlo, se decidiamo di ascoltarlo ci lascia liberi di non accettare la Sua proposta, se vogliamo parlargli Lui risponde sempre e non sentiamo il messaggio registrato “l'utente desiderato è momentaneamente irraggiungibile”. Lui ha fiducia nell'uomo!

 

Ora noi dobbiamo verificare se abbiamo fiducia in Lui. Fin dove arriva la nostra fede.

Ossia, Quanto abbiamo coscientemente e liberamente accettato della sua proposta?

 

Qui vogliamo ancora fermarci a valutare quanto le nostre priorità, i nostri valori, i nostri “progetti” tengono conto della Sua proposta. Della coerenza delle nostre azioni ne parleremo nel prossimo capitolo.

 

A tale scopo vi proponiamo l'esperienza del “deserto”.

Esso è il sinonimo di raccoglimento, silenzio, meditazione, contemplazione, in vista di un ascolto forte e nitido della “voce di Dio”, senza il rischio di confonderla con qualche voce umana.

“Nel deserto, preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”

Il “deserto” come momento privilegiato per confrontare il Suo “progetto d'Amore” con le motivazioni che stanno alla base dei nostri progetti.

E’ nel deserto che le illusioni, che ci impediscono di prendere coscienza di ciò che ingombra il nostro cuore, cadranno gradualmente.

 

Visita la nostra Rubrica cliccando: “Deserto”, ove abbiamo sviluppato questa tematica.

 

7.3.1 Svolgimento

[ conduce un Partecipante]

Trovato un ambiente tranquillo bisogna cercare la solitudine esteriore ed interiore come mezzo che aiuti a rivedere le proprie relazioni con Dio, per mezzo di Gesù, nello Spirito Santo.

 

Tutti assieme i Partecipanti ascoltano l'introduzione al “Deserto”.

 

Il deserto non è chiuderti né è isolarti dagli altri, è piuttosto solitudine dove scopri te stesso, gli altri e l’intimità con Dio.

Crèati dunque uno spazio di solitudine.

Prendi con te una Bibbia ed una matita e se vuoi anche dei fogli di carta.

Trovato questo angolo tranquillo e senza distrazioni…

Siediti e respira per qualche minuto lentamente e profondamente.

Per essere più preciso, inspira dal naso contando lentamente fino a 10, trattieni il respiro un poco, conta fino a 5, e poi espira lentamente.

Alla fine dell’espirazione fermati un poco (conta fino a 3).

Ripeti questo esercizio per 7-8 volte.

Al principio sono necessarie attenzione e controllo, gradualmente potrai farlo senza pensarci.

Durante questo esercizio ricorda: Ora, non c’è né prima né dopo, c’è soltanto il momento presente.

Appena avrai imparato questo modo di respirare, ritma durante la respirazione delle brevi invocazioni, tipo:

- Sei tu Signore la mia vita

- Soltanto tu la mia pace

- Donami la tua luce

O simili.

 

Quando hai terminato questa fase che serve essenzialmente a far scomparire ogni tensione, fai un primo passo in avanti:

- lascia scorrere ansietà, preoccupazioni, frustrazioni

- affinché mente, cuore, volontà, sentimenti diventino sereni e tranquilli

quindi

- ricorda che Egli ti è più intimo del tuo stesso intimo

- Egli è al centro del tuo essere e soltanto questo conta

- Ricorda che tu sei la sua immagine vivente, la sua somiglianza

 

In silenzio rivolgiti a Lui:

 

“Io sono tuo figlio, tua figlia amato/a da Te”

“Tu hai un progetto su di me, mi guidi, mi tieni per mano”

 

Ora siete: tu e il Signore.

Apri a Lui mente e cuore, dì con il tuo cuore:

 

“Guida, Signore, la mia vita”

“Donami un cuore che ti sappia ascoltare”

 

Ora prendi la Bibbia, ricorda che è una lettera di amore di Dio per te, per l’umanità.

 

Ora inizia l'esperienza del Deserto:

I partecipanti sono invitati a cercarsi uno spazio appartato, compatibilmente con l'ambiente che li ospita, per percorrere individualmente alcuni tratti del cammino di un uomo che ha conosciuto il deserto

 

ABRAMO

Leggi Genesi 12 / 1-5

Lentamente, leggilo ancora, calati nella situazione di Abramo.

Leggi ancora Genesi 15 / 1-5

Come poteva realizzarsi la promessa di Dio se Abramo non aveva figli?

Eppure era una promessa su cui giocare la fede.

Leggi ancora: Genesi 21 / 1-7

Dio è fedele alle sue promesse, soltanto che i tempi di Dio non sono i tempi dell’uomo, il modo di agire di Dio non è come quello dell’uomo: Abramo, come è la tua fede?

Infatti: in Genesi 22 / 1-14

anche se per noi può apparire terribile, l’episodio è una prova per Abramo: fino a che punto accetti di essere sbagliato? ed è un annuncio per gli Ebrei; Lui, il Signore non voleva che il suo popolo imitasse i popoli limitrofi con la pratica dei sacrifici umani.

Ancora immergiti in questi brani, il Signore sta parlando a te.

Cosa ti dice della tua fiducia in Lui? Del tuo abbandonarti a Lui?

Che cosa sei disposto a perdere per acquisire l’esperienza di Lui?

Immergiti in questa Parola.

Guardati in questo specchio che è la Parola.

Evita il rischio di divenire triste o di irritarti se vedrai, di te, cose che non ti piacciono.

Comunque ringrazia perché è meglio vedere che non vedere.

Perché un’umiliazione, ben compresa, è un’occasione per crescere.

Un cuore semplice e povero è essenziale per…fare deserto … tienilo presente.


In “deserto on-line” potrai trovare altre proposte, simili a quella appena proposta.

 

7.3.2 Condivisione
[ conduce un Partecipante affiancato dall'Animatore]

- Ascolto dei commenti e delle conclusioni dei partecipanti

 

7.3.3 Conclusioni su “ la Bibbia ci propone”
[l'Animatore affiancato da un Partecipante]

IL “deserto” è un'esperienza che deve essere vissuta individualmente, ma gli effetti positivi di essa coinvolgeranno tutta la comunità.

Vivere questo momento come descritto significa andare contro corrente: al chiasso viene contrapposto il silenzio, al bagno delle folle la solitudine, al consumismo la frugalità, all'essere sempre di corsa il fermarsi a riflettere sul proprio cammino di fede, all'accettare passivamente effimere proposte si contrappone il cercare in se stessi il progetto di Dio, capire che la mia conoscenza di Dio è ferma al catechismo di quando ero bambino e che ciascuno ha bisogno di fare un cammino adulto nella Fede.

È un momento di riflessione, di autocritica, di esame di coscienza. Non di cosa faccio e non faccio , o di come faccio le cose, di questo ne parleremo nel prossimo incontro, ma di come siamo cambiati dentro, di quali nuovi valori abbiamo di riferimento e una nuova eventuale priorità.

Un profondo cammino di fede è qualcosa di gioioso, se ci accorgiamo di diventare musoni, sicuramente stiamo sbagliando qualcosa!

Lo stesso dicasi nel caso in cui notassimo che non aumenta il nostro senso critico e la nostra curiosità nel campo spirituale. Questa ricerca deve diventare un valore, un modo di vivere anche nel quotidiano.

 

7.4.0 Conclusioni dell’incontro

[l'Animatore affiancato da un Partecipante]

Spunti

A quanto emerso dagli interventi dei partecipanti si potrebbe aggiungere:

Abbiamo verificato che vi è una consistente inerzia a recepire nuove proposte.

Sicuramente molte di più a rivedere criticamente i nostri valori e le nostre priorità.

 

Cerchiamoci dei momenti per riflettere (durante un viaggio, in attesa di prendere sonno, ecc).

Invochiamo la presenza di Dio.

Domandiamoci: qual'è la cosa più importante per me? Qual'è il mio valore di riferimento?

Quindi: perché?

Ci siamo dati delle risposte convincenti? Che non siano del filone: si è sempre fatto così!

Queste domande non sono un gioco accademico. In un mondo sempre più incerto ed insicuro ci sentiremo più sereni e sicuri, nel nostro procedere, se avessimo delle certezze radicate, accettate e se fossimo consci di saperci mettere in discussione per affrontare qualsiasi nuova “proposta”.

 

7.5.0 Da Partecipanti ad Animatori

 

 

-Un Partecipante è ormai il solo responsabile di 4 momenti: organizzativo, accoglienza, conduce il dibattito in “esercitazione su:” e introduce “la Bibbia ci propone”.
- Un Partecipante è il responsabile, affiancato dall'Animatore in 3 momenti: introduce e conclude “esercitazione su:”, e il dibattito di “la Bibbia ci propone”.
- Un Partecipante affianca l'Animatore nei seguenti 2 momenti dell’incontro: la conclusione di “la Bibbia ci propone” e della ”Conclusione dell'incontro”.

 

 

Ultima modifica Venerdì 29 Luglio 2011 15:34
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini