Domenica, 31 Agosto 2014
Venerdì 07 Marzo 2008 17:48

Sappiamo ascoltare Dio?.. ed il nostro prossimo?

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Capitolo 1

 

INDICE: 

1.0.0   Premessa per l’Animatore
            GRAFICI E TAVOLE

1.1.0   Accoglienza

1.2.0   Esercitazione su: Ascoltiamo gli altri quando parlano?

1.3.0   La Bibbia ci propone: Ascoltiamo DIO ed il prossimo?

            Lettura della Bibbia in solitudine

1.4.0   Conclusioni dell’incontro

1.5.0   Da Partecipanti ad Animatori

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 1.0.0   Premessa per l’Animatore

Partecipanti
 
Importante capire chi “sono” i partecipanti e le motivazioni della loro presenza.

1.0.1 Finalità

Dimostrare ai partecipanti con quanta poca attenzione ascoltiamo e di come distorciamo il messaggio nell’esporlo.

1.0.2 Problema

Siamo distratti dai condizionamenti socio/culturali e dai nostri pensieri, o chiudiamo “l’audio” perché quanto viene detto ci disturba/ mette in “crisi”!, o riteniamo l’interlocutore non degno della nostra attenzione, o troppo difficile da capire. 

1.0.3 Messaggio di fondo

Solo riconoscendo a chi ci parla l’”autorevolezza” d’essere di Dio o la dignità d’essere umano, di fratello in Cristo saremo in grado di capire che anche la persona più umile che incontreremo, nella nostra vita, sarà in grado di farci vedere e/o vivere qualcosa che da soli non avremmo mai saputo cogliere.

1.0.4 Tempo     2 ore + 5 min. (x partecipante )

1. Accoglienza + finalità dell’incontro 30 min.
2. “Esercitazione su:” e conclusioni 15 min. + 5 min. x partecipante
3. “La Bibbia ci propone” 60 min.
4. Conclusioni 15 min.

1.0.5 Materiale di supporto L’Animatore deve:

Nel caso in cui i partecipanti non si conoscono bene è necessario che ognuno abbia di fronte a se un cartellino con il proprio nome, affinché gli altri lo possano identificare. Ciò aiuta la conoscenza tra i presenti e potersi chiamare per nome facilita i rapporti interpersonali.

per “esercitazione su:” :
- Procurarsi uno scritto, per esempio un articolo di giornale, che riguarda un fatto di vita comune, redatto in forma comprensibile e che non duri più di 5 minuti (circa 1 pagina).
- Prepararsi la scheda “all. 1/A” indicando le frasi salienti del racconto nella prima colonna, mentre quelle successive devono essere almeno pari al numero dei partecipanti. L’Animatore ha a disposizione una colonna di caselle per ogni persona e quindi , nel corso dell’esercitazione, barra le caselle delle frasi dimenticate, oppure segna “M” in quelle ove il significato è stato modificato. ( se è disponibile una lavagna luminosa si può riprodurre l'”all.1/A” su lucido e la sua proiezione, al termine dell’esercitazione, ne facilita la comprensione).

per la “Bibbia ci propone”:
- Selezionare dei passi dalla Bibbia che, in linea con il tema, siano vicini alla sensibilità e ai problemi dei partecipanti (sono ragazzi, coppie, ecc.?); vedi le proposte dell’all. 1/B
- Fare in modo che tutti abbiano a disposizione le letture selezionate
- Dare delle indicazioni sintetiche, a livello didattico, su come si deve “leggere la Bibbia in solitudine”, e farne notare i vantaggi durante la Lettura.

1.0.6 Spunti per la conclusione

Posto che i partecipanti non sono abituati a parlare in pubblico e a mettere in comune i propri pensieri in questo primo incontro si procede con cautela e per gradi.

- Nelle conclusioni dell’”esercitazione su” i partecipanti vengono lasciati liberi di commentare, anche scherzosamente, l’esito del lavoro per metterli a loro agio e per rompere il ghiaccio. L’Animatore ha così modo di individuare i partecipanti più loquaci , quelli che vorrebbero parlare ma non osano, quelli indifferenti. La conclusione è fatta solo dall’Animatore che deve Lui testimoniare di aver ben ascoltato citando alcune considerazioni particolarmente arricchenti dei partecipanti. Inoltre deve smorzare eventuali tensioni nate durante il lavoro o viceversa “provocare” una platea abulica. Deve anche tener conto del tipo di persone cui si rivolge (ragazzi, anziani, coppie, ecc.).


- In quelle della “La Bibbia ci propone” si chiede ai partecipanti, che lo desiderano, di esprimere qualcosa di sé; è come schiudere il proprio”cuore” agli altri ed arricchirli.Chi ha condotto deve nel suo commento finale valorizzare/ citare i passi riletti dai partecipanti che sono pertinenti all’argomento dell’incontro. Ciò per incoraggiare la partecipazione attiva; a tal fine, in questo primo incontro, sulle stonature di poco conto è bene sorvolare mentre su quelle importanti basta una frase tipo: “su questo pensiero sono necessari degli approfondimenti che potremo sviluppare in seguito o a quattr’occhi”. In tal modo non si da per accettata una posizione “problematica”, ma nemmeno la si ignora. Si rinvia la sua trattazione a quando tutti saranno in grado di affrontare positivamente un contrasto d’opinioni.

- Le “Conclusioni dell’incontro” vengono fatte interamente dall’Animatore che sottolinea il valore dei contributi dati dai partecipanti e quindi cerca di incastonarne alcuni nel commento finale.

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GRAFICI E TAVOLE

 

All. 1/A

Scheda per il TESTO

NOME PARTECIPANTI ----> aaaa    bbbb    cccc    dddd    ------>
FRASI DEL RACCONTO
1a- .............................. . . . .
2a- .............................. . . . .
3a- .............................. . . . .
............................................
............................................
............................................

All. 1/B

Esempio possibili Letture:

  1. Dalla nube una voce disse “Questo è mio Figlio, che io amo, ascoltatelo!” (Mc 9,7)
  2. Tutto quello che ho udito, l’ho fatto conoscere a Voi” (Gv. 17,8)
  3. Lo trovarono nel tempio: era là, seduto in mezzo ai maestri della legge: li ascoltava e discuteva con loro (Lc 2,4-6)
  4. Ascolta gli ultimi: “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,13-16)Ascolta i sofferenti, ricchi o poveri che siano (Mt 8, 1-3))
  5. Gesù ascolta i farisei che condannano l’adultera (Gv. 8,1-11)
  6. Guardano e non vedono, ascoltano e non capiscono (Is 6,9-10)
  7. Beato chi ascolta la sapienza (Sp 8,32-36)

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1.1.0                        Accoglienza

1.1.1 I partecipanti si presentano

[Il primo impatto tra le persone è importantissimo]

L’Animatore si presenta brevemente dicendo qualcosa di se: nome, cognome, com’è composta la propria famiglia, in che settore lavora [evitare titoli prestigiosi condizionerebbero i presenti], hobby.
Si invitano tutti i presenti a fare altrettanto.

1.1.2 Spiegare le finalità dell’incontro

Gli incontri vogliono essere un contemporaneo momento di crescita nella Fede, con la lettura della Parola, e umano, con l’aiuto della dinamica di gruppo I
Partecipanti non sono qui solo per ascoltare; il loro coinvolgimento diventerà sempre più attivo nel corso degli incontri

1.1.3 Momento comunitario

Ringraziare Dio per essere qui nel suo Nome, e certi che Lui è in mezzo a noi
Ricordare che Animatori e Partecipanti, con umiltà e carità, devono spogliare sè stessi sino a:

- lasciar parlare Dio tramite loro
- riuscire ad ascoltare Lui ed i fratelli


Breve momento di lode (preghiera, canto)

 

Il nostro tema oggi è:

Sappiamo ascoltare e parlare con Dio e con il prossimo?

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1.2.0          Esercitazione su:


Ascoltiamo gli altri quando parlano?

1.2.1 Svolgimento

L’Animatore spiega la meccanica dell’esercizio [per non creare ansie nei partecipanti]

  • Tutti i partecipanti, salvo uno, sono invitati ad uscire
  • A chi rimane viene letto un documento
  • Un altro partecipante è fatto rientrare, a Lui il precedente racconta quanto ricorda
  • Si prosegue così fino a quando sono rientrati tutti. L’ultimo, ormai di fronte a tutti i partecipanti, racconta quanto ricorda
  • Ora il documento originale è letto di fronte a tutti (la differenza è enorme !
  • ’Animatore, che progressivamente ha compilato la scheda (all. A/1), ora la propone ai partecipanti, evidenziando cosa e quanto rimane del testo iniziale e le modifiche

1.2.2  Dibattito

Ai partecipanti viene lasciato uno spazio per verbalizzare, in piena libertà, le loro considerazioni sull’esercitazione.

1.2.3 Conclusioni sull’ “esercitazione”

L’Animatore propone una conclusione, sulla base delle considerazioni dei partecipanti, su come si è svolto e sui contenuti emersi.

n.b. Spesso succede che passi importanti di una comunicazione sono dimenticati; mentre quelli emotivamente coinvolgenti sono ricordati; attenzione su questo meccanismo fanno leva i potenti per condizionare la gente (politica, pubblicità, ecc).

 

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1.3.0           La Bibbia ci propone:


Ascoltiamo DIO ed il prossimo?

1.3.1 Lettura della Parola

Le Letture selezionate (all. 1/B) vengono lette dall’animatore. Egli spiega le tecniche  e quindi propone ai presenti di rileggere i passi appena ascoltati secondo questa tecnica.

A - LETTURA DELLA BIBBIA - IN SOLITUDINE

 



Il nostro gruppo famiglie prese subito, per dare un senso al proprio “essere”, una decisione “programmatica”:

pregare, operare e per entrambi pianificare una formazione permanente.

    Ma cosa significa pregare? Come dobbiamo pregare? La decisione presa di comune accordo fu:

per noi il primo modo di pregare sarà leggere la Bibbia.

    Così, per più di dieci anni, abbiamo letto, studiato, meditato la Bibbia.
  
Dopo esserci creati una conoscenza di base comune a tutti, abbiamo aperto la Bibbia alla prima pagina:

Genesi, capitolo 1, versetto 1 ….
ed è cominciato il nostro cammino di fede!

    Ma come si può leggere, come si può pregare la Bibbia?

   
”E quando pregate, non fate come gli ipocriti che si mettono a pregare nelle sinagoghe o agli angoli delle piazze per farsi vedere dalla gente. Vi assicuro che questa è l’unica loro ricompensa. Tu invece, quando vuoi pregare, entra in camera tua e chiudi la porta. Poi, prega Dio, presente anche in quel luogo nascosto. E Dio tuo Padre, che vede anche in ciò che è nascosto, ti darà la ricompensa” (Mt 6, 5-6)

   
Vi proponiamo di fare l’esperienza di una lettura che potrà essere
realizzata in momenti di silenzio: in gruppo o in solitudine. (Perché non abbiamo l’abitudine di portare sempre con noi la Bibbia, in modo da poterci rigenerare con la sua lettura?)

    La lettura in solitudine della Bibbia.

   
Di certo l’approccio non è quello con il quale si legge: “Topolino”, un giallo, un libro di scuola, una relazione di lavoro.
    Si!, qualche differenza deve esserci: certo non è una lettura di svago; come giallo la trama è avvincente, ma si sa già chi è il “morto”, sconosciuti sono solo i morti nella fede!; non è un libro scolastico perché ci vuole coinvolgere troppo a livello personale; come relazione di lavoro non funziona perché non ci sprona a primeggiare, ma a pensare agli altri; e poi ragiona così in “grande” che noi, abituati alle “mission” strategico-finanziarie con prospettive a sei mesi, ci sentiamo a disagio!

    No, leggere la Bibbia è un’altra cosa!

Quando lo facciamo in solitudine è perché vogliamo ascoltarLo!
   
Potremmo dirgli tutte le nostre paure, angosce, dubbi, insicurezze , …., gioie, felicità; ma Lui le conosce già, e se gliele diciamo è più un promemoria per noi, che per Lui.
    Non bisogna usare le tecniche per la “lettura veloce”; perché non c’è fretta, non c’è quella smania di arrivare per primi! alla fine del “passo” per prevalere sugli altri, per imporre il proprio punto di vista.

    Noi siamo qui per ascoltarLo, per parlare con Lui!
    Senza farci distrarre dal “rumore” che ci circonda.

    E’ un’esperienza da fare!!

   
V’invitiamo a visitare "leggere la Bibbia in solitudine", all’interno
della Rubrica “La Bibbia”, ove troverete le indicazioni per realizzare quest’esperienza nel migliore dei modi.

Le Letture selezionate (all. 1/B) vengono lette dall’animatore. Egli spiega le tecniche su come leggere la Bibbia in solitudine e quindi propone ai presenti di rileggere i passi appena ascoltati secondo questa tecnica.

1.3.2 Commento alle letture/ Lettura “silenzio

- “silenzio” per 5/10 minuti
- Il commento è fatto da un Sacerdote/ Diacono/ Laico o dall’Animatore
- L’Animatore propone un “giro di tavolo” durante il quale chi lo desidera può rileggere il passo delle letture fatte che più lo hanno colpito (lo stesso passo può essere riletto da più persone).

1.3.3 Conclusioni su “ la Bibbia ci propone”

Chi ha fatto il commento delle Letture aggiunge un breve pensiero, attingendo da quanto emerso dal “giro di tavolo”.

Invitare 2/3 persone a partecipare alla preparazione di "la Bibbia ci propone" dell'incontro successivo.

 

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1.4.0      Conclusioni dell’incontro


Spunti :

Nella società attuale l’attenzione del “consumatore globale” viene catturata con la contemporanea stimolazione di più sensi.
Noi invece dobbiamo imparare ad ascoltare con il “cuore”.

Noi ascoltiamo la Parola perché vogliamo ascoltarLa.

Gli interventi dei partecipanti, con molta probabilità ruotano attorno a questi tre aspetti:

- in chi ascolta deve esserci un reale sentimento di disponibilità, d’attenzione, di partecipazione.

- in chi parla c’è il bisogno, l’attesa di sentirsi ascoltato, compreso;

- il messaggio che passa tra chi parla e chi ascolta deve essere semplice, chiaro, non deve tendere alla sopraffazione dell’altro, ma alla reciproca comprensione e fiducia (= Fede!).

La Parola di Dio ci conferma che l’amore e la carità vissute nella propria realtà (di coppia, di genitori, di figli, di gruppo parrocchiale o di famiglie, sul lavoro, ecc.) trovano nell’ascolto e nella manifestazione del proprio pensiero all’altro/a/i il miglior strumento per rafforzare e migliorare i rapporti tra le persone, tra i fratelli in Cristo.

Dopo questo incontro, riguardando criticamente la nostra realtà di coppia (di genitori, di figli, di gruppo parrocchiale o di famiglie, sul lavoro, ecc.)

cosa vorremmo modificare?

Questa domanda meriterebbe un dibattito tra i presenti; si sente il bisogno di prendere l’impegno di affrontarlo in futuro?

 

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1.5.0         Da Partecipanti ad Animatori

 

Per la preparazione dell’incontro successivo tre partecipanti, o famiglie, sono invitate a rendersi disponibili ad affiancare l’Animatore per i seguenti compiti:

- aspetti logistici ed accoglienza (es. locali, cibo, baby sitter, ecc)

- scelta delle Letture e lettura delle stesse

- raccogliere, durante l’incontro, gli spunti degli interventi (leggibili!) da fornire all’Animatore per la conclusione di “la Bibbia ci propone”.

Ultima modifica Mercoledì 08 Settembre 2010 21:35
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini