Lunedì, 11 Dicembre 2017
Sabato 25 Settembre 2004 16:37

Dio mi conosce, ... ma io mi conosco?

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Capitolo 2

 

INDICE:

1.0.0     Premessa per l’Animatore
            GRAFICI E TAVOLE
2.1.0     Accoglienza
2.2.0     Esercitazione su: noi ci conosciamo?
2.3.0     La Bibbia ci propone: DIO mi conosce. Leggere la Bibbia in piccoli gruppi.
2.4.0     Conclusioni dell’incontro
2.5.0     Da Partecipanti ad Animatori

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2.0.0     Premessa per l’Animatore


2.0.1 Finalità

    Dimostrare, tangibilmente, che tra quello che pensiamo d’essere, quello che vorremmo essere e di come ci vedono gli altri vi sono delle differenze. Solo Dio ci conosce a fondo, da sempre e può aiutarci a conoscerci, se lo vogliamo.

2.0.2 Problema

    Conoscere se stessi, accettarsi e accettare il giudizio degli altri è un problema che va affrontato con molta delicatezza (non dimentichiamo mai che questi incontri non hanno finalità psicoterapeutiche!). Ciascuno di noi si è fatta, anche in buona fede, un’immagine di se che può essere positiva o negativa. E’ una realtà.
    Come conseguenza ognuno si crea una “facciata” che serve a proteggerlo o ad aggredire gli altri o, dietro di lei, si trincera. Tale meccanismo mentale spesso c’impedisce di scoprire i “talenti”, che non sappiamo d’avere o non vogliamo accettare.

2.0.3 Messaggio di fondo

E’ normale che ciascuno cerchi di dare di sé un’immagine più positiva, o più negativa, di quella che pensa di avere realmente. Ma superare certi limiti significa provocare tensioni interne e/o esterne alla persona; è uno squilibrio che provoca sofferenza a se e agli altri.
    Bisogna cercare di accettare i propri limiti, ponendoci però sempre delle mete di miglioramento che siano raggiungibili, e non d’immagine, ma di “sostanza” .
    Proprio con Dio, che siamo certi ci ami, nonostante le nostre debolezze ed incoerenze, dovremmo cominciare a fare questo tipo di cammino.

2.0.4 Tempo         2 ore e 30 min

1. Finalità dell’incontro 10 min.
2. “Esercitazione su:” e conclusioni 60 min.
3. “La Bibbia ci propone” 60 min.
4. Conclusioni 20 min. .

2.0.5 Materiale di supporto

L’Animatore deve

- continuare a predisporre il “segnaposto”

- per “esercitazione su:

    ” : Procurarsi per ogni partecipante: 
“Il triangolo” (all. 2/A); 
“Descrizione” (all. 2/B); bisogna chiaramente dire ai partecipanti che le tre “figure” proposte dal triangolo non sono da considerare positive o negative secondo gli stereotipi culturali dei artecipanti. Ciascuno di noi le vive tutte e tre, in misura diversa a seconda della situazione in cui si trova. (es. un duro a casa, un debole sul lavoro)  un foglio con la lista dei nomi di tutti partecipanti prevedendo alla loro destra lo spazio per scrivere un numero (all. 2/C) una biro 

- per la “Bibbia ci propone”: 
Selezionare dei passi della Bibbia che in linea con il tema siano vicini alla sensibilità e ai problemi dei partecipanti (sono ragazzi, coppie, ecc.); vedi le proposte dell’all. 2/D. 
Indicare su un foglio, a scopo didattico, il percorso fatto da chi ha preparato il commento ai passi selezionati. Ossia come partendo dall’argomento in oggetto si possa attraverso gli indici analitici della Bibbia, e delle bibliografie disponibili, estrarre degli spunti di riflessione da proporre ai fratelli. 
Fare in modo che tutti abbiano a disposizione le letture selezionate. Dare delle indicazioni sintetiche, a livello didattico, su come si deve “leggere la Bibbia in piccoli gruppi”(vedi rubrica). 

2.0.6 Spunti per la conclusione
   
    Nel primo incontro i partecipanti sono intervenuti solo se lo desideravano. In questo incontro devono, nella prima parte, nuovamente esprimere giudizi in forma anonima, mentre nella seconda, verbalmente di fronte a tutti, vi è un graduale coinvolgimento: 
Le conclusioni dell’”esercitazione su” non devono essere fatte sulle schede dei singoli partecipanti, perché bisogna rispettare la riservatezza dei singoli. L’Animatore dovrà limitarsi a spiegare a tutti come ciascuno può interpretare i risultati della propria scheda. Solo su richiesta, e solo all’interessato che lo richiede, commenterà la propria scheda. 
In “La Bibbia ci propone” si chiede a tutti i partecipanti di esprimere qualcosa di sé. A propria scelta: un breve pensiero, oppure la rilettura di un passo che lo ha particolarmente toccato 
Le “Conclusioni dell’incontro” sono nuovamente fatte dall’Animatore.


GRAFICI E TAVOLE

All. 2/A



All. 2/B
                                                                             
DESCRIZIONE DEL SOGGETTO
Il diverso carattere usato (normale, neretto, inclinato) aiuta a ricordare le tipologie di soggetti nei punti che seguono:
                               
AMICHEVOLE 
PENSATORE, RAZIONALE 
DURO, BATTAGLIERO
                                
come vive le emozioni?

accetta l’affettività e respinge l’aggressività 
respinge sia l'aggressività sia l'affettività 
accetta l’aggressività e respinge l’affettività 

quali i suoi obiettivi? 
accettare 
essere esatti 
dominare
 
influenza gli altri tramite:
offrendo comprensione, lodi, favori, amicizia. 
dati oggettivi, argomentazioni logiche 
il dirigere, l’intimidazione, il controllo 

nel gruppo:
sostiene, armonizza, alleggerisce le tensioni 
definisce, chiarifica, raccoglie informazioni, critica, sperimenta. 
da inizio, chiede, mette ordine 

eccede nell’uso di:
gentilezza 
analisi 
aggressività 
 
diventa: 
sciropposo, sentimentale 
pedante, pignolo 
combattivo, puntiglioso

ha paura: 
della diserzione e del conflitto 
delle emozioni e degli atti irrazionalidi 
diventare condiscendente o morbido 

ha bisogno di:
forza, integrità, fermezza, autoaffermazione 
prendere coscienza del sentimento di capacità, d’amore e di battersi 
calore, considerazione, obiettività, umiltà 

  
 ------------------------------------------------------------------------------- 
All.2/C                                                                                                                                  
Scheda 

 NOME  PARTECIPANTI            N°  del  triangolo
------------------------------------------------------------------
 aaaaaaaa                                                            3
------------------------------------------------------------------
 bbbbaaabb                                                         1       
------------------------------------------------------------------
 cccccbbbaac                                                       7
‘-----------------------------------------------------------------
                                                                                    
‘-----------------------------------------------------------------

‘----------------------------------------------------------------
  
‘-----------------------------------------------------------------
    
‘-----------------------------------------------------------------

‘-----------------------------------------------------------------

‘-----------------------------------------------------------------

‘-----------------------------------------------------------------



(tagliare sulla linea tratteggiata) 
-----------------------------------------------------------------------

 
  All. 2/D
  Esempio possibili Letture:                                             
       
  1°   - Gesù pare abbia scoperto con gradualità il Suo essere figlio di Dio 
  2°   - Gesù ha sempre manifestato se stesso, non ha mai pensato alla "odience" 
  3°   - Mt 16,13-20 ("Voi chi dite che io sia?") 
  4°   - Sl 111 (lode a Dio) 
  5°   - Sp 1,3-11 (Dio conosce gli uomini) 
  6°   - Sp 12,15-18 (Dio è tollerante) 
  7°   - Sp 12, 18-22 (La tolleranza di Dio) 
  8°   - Sr 3, 17-24 ( Abbi il senso dei tuoi limiti ) 
  9°   - Mt 6,1-4 (elemosina ed ipocrisia) 
  10° - Mt 6,19-21 ( le vere ricchezze) 
  11° - Mt 6,22-23 ( gli occhi e la luce) 
  12° - Mt 6,24 (Dio e i soldi) 
  13° - Mt 6,25-34 (la vita e le vere preoccupazioni)

 


2.1.0     Accoglienza

2.1.1 I partecipanti si presentano

Se vi sono dei nuovi partecipanti è bene rifare la presentazione (vedi primo incontro).

2.1.2 Spiegare le finalità dell’incontro

Dio ha detto di amare gli altri come noi stessi. Ma per amarci dobbiamo conoscerci e accettarci, comunque almeno rispettarci!

Ma noi, ci conosciamo?


Questo incontro ha la finalità di darci degli spunti per verificare questa problematica.  
2.1.3 Momento comunitario
Ringraziare Dio per essere qui nel suo Nome, e certi che Lui è in mezzo a noi
Ricordare che Animatori e Partecipanti, con umiltà e carità, devono spogliare sè stessi sino a:
lasciar parlare Dio tramite loro  
riuscire ad ascoltare Lui ed i fratelli
 
Breve momento di lode (preghiera, canto)  


Il nostro tema è:  
Dio mi conosce;  
ma io:  
come penso d’essere, come vorrei essere e,
gli altri, come pensano che io sia?

oooooooooo


2.2.0     Esercitazione su:

Come penso d’essere, come vorrei essere

e, gli altri, come pensano che io sia?



2.2.1 Svolgimento

A) “IL TRIANGOLO”  
Distribuire, ai partecipanti, le schede 2/A, 2/B, 2/C  
Il lavoro deve essere strettamente riservato. Ognuno deve lavorare da solo. Spiegare la scheda 2/A, con il supporto della 2/B, ove sono proposte tre “figure” estreme: a) il duro battagliero, b) il pensatore obiettivo e razionevole e c) l’amichevole. Ricordare che le tre “figure” non devono dare origine ad un auto giudizio positivo o negativo, anche perché ciascuno manifesta la prevalenza di una delle tre a seconda della situazione/ambiente in cui si trova.  
I partecipanti dovranno indicare in quale posizione del triangolo pensano d’essere e dove vorrebbero essere; quindi dove, secondo loro, si collocano gli altri partecipanti. (anche se non c’è una conoscenza tra i presenti il giudizio ha un senso: indicherà l’impressione che ciascuno da di se stesso a chi lo vede per la prima volta).  
Sulla scheda con il “triangolo” (2/A), che indica delle possibili posizioni tra le figure proposte, ciascuno faccia un cerchio sul numero che corrisponde al triangolo che meglio che lo rappresenta; faccia invece una croce su quello che indica come vorrebbe essere.  
Sulla “Lista dei partecipanti” (2/C) ciascuno dovrà scrivere, accanto ai nomi di tutti gli altri, il numero del triangolo che, per lui, meglio li rappresenta. (ciascuno deve avere davanti se il cartellino con il proprio nome)  
Le “Lista dei partecipanti” sono raccolte dall’Animatore, tagliate in strisce e raggruppate per singola persona e consegnate a ciascuno chiarendo che solo il destinatario può vederle.  
Ciascuno provvederà a trascrivere i numeri sulla propria scheda “triangolo” indicandoli con un puntino.  
La maggior o minor concentrazione dei puntini e la loro collocazione indicano come, a torto o a ragione, siamo percepiti dagli altri. Cerchiare con la biro la massima concentrazione dei puntini.  

2.2.2  Dibattito

Momento di riflessione individuale  
Breve dibattito (solo ove esiste una buona conoscenza ed un affiatamento, tra i partecipanti, l’interessato può chiedere di motivare un numero attribuitogli)  

2.2.3 Conclusioni sull’ “esercitazione”


E’ auspicabile che ciascuno si accetti per quello che è.

Se le tre valutazioni coincidono siamo di fronte ad un caso ideale, o fingiamo in modo sfacciato !!
Se esistono delle differenze può essere utile stabilire il perché: siamo troppo severi con noi stessi?, siamo troppo indulgenti?, dagli altri siamo percepiti come pensiamo di essere, come vorremmo essere, oppure come siamo?
Per una persona essere molto diversa da come vorrebbe essere, e/o da come è vista dagli altri, è molto “faticoso”
Nei confronti degli altri aspirare ad essere e quindi proporci con un certo stile, senza esserlo, ci fa correre il rischio di disorientare chi ci sta attorno a causa delle inevitabili contraddizioni che ne deriverebbero. Svilupperemo questo aspetto nel prossimo incontro.
Abbiamo iniziato un cammino assieme, tenete i risultati di oggi (la scheda “il Triangolo”) se rifaremo questo lavoro al termine degli incontri Vi stupirete delle differenze!

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2.3.0     La Bibbia ci propone:

DIO mi conosce !



2.3.1 Lettura della Parola in piccoli gruppi


Nel precedente capitolo abbiamo ricordato che il nostro gruppo famiglie prese avvio dalla lettura della Bibbia.

La lettura in solitudine della Bibbia fu solo una tappa del cammino, perché presto scoprimmo la bellezza di leggere, meditare e pregare con il contributo della comunità cristiana, ossia con e nella Chiesa.


Ma da chi è composta la comunità dei credenti? Da tutti noi che siamo
un “popolo regale e sacerdotale”. Questo popolo guidato da Dio (Padre, Figlio e Spirito Santo) è composto da tutti i battezzati, ma vi è anche una dimensione non trascurabile, quella temporale. Infatti sono fratelli in Cristo quelli che vivono accanto a noi, ma anche quelli defunti giorni, anni o secoli fa! Essi ci hanno lasciato dei ricordi, degli scritti che ci “parlano”.

I nostri limiti personali, culturali, sociali ci impediscono di cogliere appieno la Verità. Con umiltà dobbiamo essere convinti che con l’aiuto dei fratelli possiamo avvicinarci maggiormente ad essa.

Essere cristiani non vuol dire accettare supinamente ciò che gli altri ci dicono/impongono.
Essere cristiani significa assumersi le proprie responsabilità, dopo essersi con “cuore puro” confrontati con la Parola e con i fratelli.
Quindi attenzione a non interpretare la Bibbia ai nostri fini! Esempi devastanti, a livello personale e collettivo, non mancano ed arrivarono ed arrivano ancor oggi a giustificare: la schiavitù, la presunta inferiorità delle donne, la guerre sante, la sopraffazione dei potenti, ecc.

Questi pochi spunti sono sufficienti per farci capire la bellezza, i rischi e di come ci si deve avvicinare alla Parola di Dio. Se volete una prova pratica della sua efficacia, meditate in solitudine la Bibbia, poi fatelo in un piccolo gruppo e vi accorgere quanto lo Spirito Santo amplifica attraverso i fratelli la Parola di Dio.

Tutto il progetto è stato fatto sotto la guida di un sacerdote e fortunatamente l’abbiamo sempre avuto a nostra disposizione. Concretamente questo cammino l’abbiamo percorso, con
incontri quindicinali (la sera, dalle 21 alla 23), nell’arco di 15
anni.

Chi aveva figli piccoli si organizzava con l’aiuto di nonni o baby sitter.


A rotazione ogni famiglia preparava l’incontro assegnatole (un libro o parte di esso) documentandosi su alcuni testi segnalati dal sacerdote e, quindi, con lui produceva uno scritto che normalmente era composto da:

  • ambientazione storica
  • descrizione del testo
  • messaggio spirituale
  • conclusione
  • bibliografia


Col tempo la funzione del sacerdote assunse sempre più la preziosa connotazione di una supervisione; egli stimolò parecchi membri del gruppo a frequentare corsi biennali di teologia.

Il suddetto materiale veniva distribuito in occasione dell’incontro precedente, affinché nelle due settimane successive tutte le coppie potessero leggere per intero il testo, possibilmente coinvolgendo i figli.

L’incontro aveva queste cadenze:

  1. lettura, totale o parziale, del testo selezionato,
  2. un “silenzio” di circa 10 minuti,
  3. messa in comune dei propri “pensieri,
  4. contributo del Sacerdote o, in sua assenza, di chi aveva preparato l’incontro,
  5. distribuzione del materiale per l’incontro successivo.


Un esempio di questo tipo di cammino lo puoi trovare visitando "Leggere la Bibbia in piccoli gruppi"


- Chi conduce spiega, passo passo, come partendo dal tema in oggetto si sia arrivati ad individuare, grazie all’indice analitico della Bibbia, ai riferimenti delle Encicliche, ecc., i brani che saranno letti. ( spunti nell’all. 2/D)
- La lettura verrà condotta dai 2/3 partecipanti, scelti durante l’incontro precedente, che hanno contribuito alla loro individuazione.
- Come proposto, in “leggere la Bibbia in piccoli gruppi”, l’ideale è leggere tutta la Bibbia assieme alla propria comunità di credenti. Iniziando dalla Genesi e proseguendo fino all’Apocalisse. Senza fretta!

2.3.2 Commento alle letture

- “silenzio” per 10 minuti
- Ambientazione storica, letterale, teologica (Sacerdote/ Diacono/Religioso/ Laico)
- L’Animatore propone un “giro di tavolo” durante il quale ciascuno deve dare un proprio contributo: un commento, la rilettura di un passo, un silenzio!
- Uno dei Partecipanti collaborerà, con l’Animatore, come moderatore durante il “giro di tavolo”

2.3.3 Conclusioni su “ la Bibbia ci propone”

L’Animatore evidenzierà la ricchezza dei contributi emersi, in spirito fraterno cominciando dagli umili e non dai sapienti come ha detto Gesù; perché a loro si è rivelato per primi.

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2.4.0     Conclusioni dell’incontro



Spunti :

Alla domanda “chi siamo?” neanche gli Psicologi possono rispondere con certezza e/o completezza.
Con questo nostro lavoro ci siamo costretti a fermarci per fare il punto di come ciascuno di noi vede se stesso, come vorrebbe essere e come viene visto dagli altri.

Quanto è emerso potrebbe non essere esatto, potrebbe scostarsi poco o tanto dalla realtà; ma è innegabilmente, a torto o a ragione, che è ciò che noi e gli altri pensiamo di noi stessi. Il risultato può starci bene oppure no! ma sarebbe interessante per ciascuno capire il perché.

In un mondo che spesso corre solo per masochismo, essere riusciti a fermarci per pensare è un successo.

Se la prima parte dell’incontro è stato un tentativo di conoscere se stessi con le proprie forze, nella seconda parte possiamo operare un esame di coscienza assieme a Chi ci conosce nel profondo del cuore.
Ora ci confrontiamo con Dio, e anche se a volte ci sentiamo come Adamo scacciato dal Paradiso Terrestre siamo certi che ci ama!!!!, perché Lui  lo ha detto e lo ha dimostrato! 
Lui conosce le nostre debolezze e i nostri talenti, anche quelli che noi non pensiamo di avere! e se lo ascoltiamo ci aiuterà a scoprirli.

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2.5.0     Da Partecipanti ad Animatori

Per la preparazione dell’incontro successivo tre partecipanti, o famiglie, sono invitate a rendersi disponibili ad affiancare l’Animatore per i seguenti compiti: 
aspetti logistici ed accoglienza (es. locali, cibo, baby sitter, ecc) 
scelta delle Letture e lettura delle stesse raccogliere, durante l’incontro, gli spunti degli interventi (leggibili!) da fornire all’Animatore per la conclusione di “la Bibbia ci propone”.

Ultima modifica Giovedì 09 Settembre 2010 11:17