Giovedì, 21 Novembre 2019
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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La chiamata di Paolo ad essere apostolo ebbe un particolare significato per lo sviluppo della missione cristiana tra le "genti". Cresciuto a Tarso, luogo di confine tra il mondo orientale semitico e quello occidentale-greco, membro a pieno titolo dell'impero romano in quanto civis romanus, egli era aperto al mondo ellenistico: si recò in Asia Minore, in Macedonia, in Grecia e a Roma, per proclamare Gesù soprattutto nei grandi centri. Paolo evangelizzò in tutto il bacino orientale del Mediterraneo e, anche se nei suoi grandi viaggi missionari poté creare solo dei capisaldi, fu il più importante missionario tra i pagani, perché il veloce sviluppo del cristianesimo come Chiesa di popoli lo si deve soprattutto al suo pensiero teologico e all'instancabile impegno della sua persona

Testi di S. Paolo

1Cor 15,3-8

[3] A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, [4] fu sepolto ed è risorto il terzo giorno secondo le Scritture, [5] e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. [6] In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. [7] Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. [8] Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

Gal 1, 10-24

[13] Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, [14] superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com'ero nel sostenere le tradizioni dei padri. [15] Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque [16] di rivelare in me suo Figlio perché lo annunciassi in mezzo ai pagani, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, [17] senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. [18] In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; [19] degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. [20] In ciò che vi scrivo - lo dico davanti a Dio - non mentisco. [21] Poi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia. [22] Ma non ero personalmente conosciuto dalle Chiese della Giudea che sono in Cristo; [23] avevano soltanto sentito dire: "Colui che una volta ci perseguitava, ora va annunciando la fede che un tempo voleva distruggere". [24] E glorificavano Dio a causa mia.

Gal 2,1-14

[1] Quattordici anni dopo, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: [2] vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io annuncio tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. [3] Ora neppure Tito, che era con me, sebbene fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere.

[4] E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi. [5] Ma a loro non cedemmo, non sottomettendoci neppure per un istante, perché la verità del Vangelo continuasse a rimanere salda tra di voi. [6] Da parte dunque delle persone più autorevoli - quali fossero allora non m'interessa, perché Dio non guarda in faccia ad alcuno - a quelle persone autorevoli a me non imposero nulla. [7] Anzi, visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi [8] - poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani - [9] e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni,. ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. [10] Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri; ed è quello che mi sono preoccupato di fare.

[11] Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. [12] Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. [13] E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. [14] Ora, quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?

Atti 15, 11-21

[1] Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete esser salvati". [2] Poiché Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. [3] Essi dunque, provveduti del necessario dalla comunità, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

[4] Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quelle .grandi cose che Dio aveva compiuto per mezzo loro. [5] Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: "E' necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè". [6] Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

[7] Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: "Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia. i pagani ascoltassero la parola del Vangelo e venissero alla fede. [8] E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; [9] e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. [10] Ora dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? [11] Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati così come loro".

[12] Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Barnaba e Paolo che riferivano quanti grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro.

[13] Quand'essi ebbero finito. di parlare, Giacomo prese la parola e disse: [14] "Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per il suo nome. [15] Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:

[16] Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide che era caduta; ne riparerò le rovine e la rialzerò, [17] perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, [18] dice il Signore che fa queste cose, note da sempre.

[19] Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani, [20] ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. [21] Mosè infatti, fin dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe".

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Episodi e modelli in At

I RICOSTRUZIONE STORICA

Abbiamo, a questa Enciclica, dedicato un doveroso spazio e ci permettiamo pertanto di segnalarvi una iniziativa per un' approfondimento e una riflessione che a

Roma in San Giovanni in Laterano

inizierà

lunedì 11 novembre alle ore 19.

dà il via al ciclo “Insieme per la nostra casa comune"

Il dialogo sull’ambiente nella politica internazionale”

Per maggiori dettagli vi invitiamo ad andare sul sito :

https://it.zenit.org

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Anno C

Omelia di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: 2mac 7,1-2.9-14

1 Ci fu anche il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. 2Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri».

9Giunto all'ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell'universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
10Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, 11dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». 12Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
13Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. 14Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

Salmo: 16

Rit.: Dal tuo volto venga per me il giudizio.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno.
Rit.

5 Tieni saldi i miei passi sulle tue vie

e i miei piedi non vacilleranno.

6 Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole, Rit.

8 Custodiscimi come pupilla degli occhi,

all'ombra delle tue ali nascondimi,

io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. Rit.

Seconda lettura: 2Ts 2,16-17.3,1-5

16E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

1 Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, 2e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. 3Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
4Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. 5Il Signore guidi i vostri cuori all'amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

Canto del Vangelo: Ap 1,5a.6b

Alleluia, alleluia!

Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti ,

a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Alleluia!

Vangelo: Lc 20,27-38

Gli si avvicinarono alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». 34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

OMELIA

 

Stando al testo appena letto, pare che l’idea di risurrezione di questa setta religiosa del tempo di Gesù, i sadducei – e di molti cristiani oggi – fosse quella di una semplice rianimazione di cadavere, poter vivere, dopo la morte, una seconda chance. La grande novità apportata da Gesù, è l’invito a pensare invece la risurrezione non come qualcosa che riguarderà l’aldilà della vita, ma l’aldiquà della morte.
Gesù di Nazareth, ha narrato che il suo Dio è quello del roveto ardente del Sinai, che non volendo rivelare a Mosè il suo nome (cfr. Es 3, 14), lo invita piuttosto ad andare a liberare i propri fratelli dall’oppressione egiziana. In quell’atto farà esperienza dell’essenza di Dio. L’autentico nome di Dio infatti è quello di ‘liberatore’. Gesù ribadisce in questo modo che Dio non è il Dio che si preoccupa dei morti, ma dei vivi e soprattutto dei disgraziati, dei prigionieri, dei poveri, degli ultimi. Il nostro Dio è solo il Dio della vita e dei viventi, tra i quali Abramo, Isacco e Giacobbe, che sicuramente son morti ma che Gesù considera viventi, e quindi già risorti!
«Quelli che sono giudicati degni della vita futura… non possono più morire» (vv. 35s.). Interessante, Gesù sta prospettando una possibilità, una modalità di vita che permetterà di non morire più. E qual è concretamente? Vivere già ora da risorti, e dal Vangelo sappiamo che vive da risorto chi fa coincidere la propria vita (il proprio nome) con l’azione di liberazione (risurrezione) dei fratelli oppressi da una vita diminuita. Chi vive ‘risuscitando a vita piena’ i fratelli, è già risorto!
«Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni» (Mt 10, 8): è questo il grande invito missionario di Gesù ai suoi, che se vissuto fa sperimentare una vita che non conoscerà la morte. «Noi sappiamo che siamo passati – già ora, adesso, in questa vita – dalla morte alla vita [quindi risorti], perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte» (1Gv 3, 14).
Dunque ai sadducei di ieri e di oggi, i quali immaginano la risurrezione come un qualcosa che verrà dopo la morte, egli ripete «voi siete in grave errore» (Mc 12, 27).
I cristiani delle prime comunità, non si ponevano affatto il problema se e come sarebbero risorti, ma come poter vivere da viventi in questa vita, qui ed ora. Chi vive adesso da amante della fecondità dell’altro, da liberatore, la morte biologica non lo toccherà se non nel corpo che si dissolverà in polvere, ma per il resto la sua persona, la via, continuerà per sempre.
«Gesù disse: “Sapete perché quel viaggiatore porta con sé un agnello? Tra l’altro non lo può cavalcare e ad ogni dogana deve pagare il dazio. Lo porta, perché, quando sarà affamato, lo ucciderà e se lo mangerà”. Gesù sorrise e aggiunse: “Certo non potrà mangiarlo quando è vivo. Prima lo ucciderà e poi lo mangerà. Anche voi potete essere come quell’agnello, che può essere mangiato soltanto quando è già cadavere. Vincete la paura per non diventare cadaveri. Finché sarete vivi, la morte non vi potrà toccare. Nessuno potrà mangiarvi. Se la morte vi trova vivi, non vi toccherà”» (Vangelo di Tommaso).

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

  • Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri

  • "quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, .... sono figli di Dio."

Buon cammino!!

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Giovedì 07 Novembre 2019 15:48

''FAMIGLIE" DI TESTO - "Errori"

Il progresso della ricerca su questi antichi "testimoni" ha messo in luce dei fenomeni molto particolari che segnano la storia del testo per NT.

Mercoledì 30 Ottobre 2019 10:05

Bibbia: "I TESTIMONI" PIÙ ANTICHI


PAPIRI

I reperti scritti più antichi del NT gggi noti sono frammenti di papiri, a volte anche molto piccoli, contenenti poche lettere spesso danneggiate. Sono stati ritrovati tutti in Palestina o in Egitto, luoghi caratterizzati da un clima molto secco, ideale per la conservazione dei papiri anche dopo duemila anni. Inoltre sono tutti scritti in greco, la lingua "ufficiale" del Nuovo Testamento.

da "Andare alle genti" delle Missionarie della Consolata

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