Lunedì, 22 Dicembre 2014
Giovedì 30 Dicembre 2004 19:09

Dal Welfare State alla Welfare Community

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Dallo Stato sociale alla comunità solidale: è questo il modello di politica sociale da perseguire. In quest’ottica si inserisce il Progetto Mentore.

Guido Lazzarini, sociologo, insegna all'Università di Torino e fa parte di "Gruppi Famiglia", un gruppo laicale con forti finalità pastorali nei confronti della famiglia stessa.

L’Italia è arrivata tardi e male allo Statosociale: solo dalla metà degli anni ’60 si è universalizzata l’assistenza sanitaria, il sistema pensionistico, si sono estesi gli obblighi scolastici, si sono aperte le Università, si sono affrontate le situazioni di handicap. Ma ora lo Stato sociale è ansimante, sia perché è troppo costoso, sia perché è troppo burocratico, sia perché è poco amichevole. Inoltre l’ottica del welfare è sempre stata orientata al benessere materiale, ma ora la gente aspira ad un benessere in senso totale, profondo, che vuol dire condurre una buona vita, un buon stile di vita, in armonia con la natura, le altre persone, la società, la propria esistenza. Lo Stato sociale va quindi ripensato e vanno modificati i rapporti tra le istituzioni e i cittadini, in modo da garantire una maggiore partecipazione della società civile, secondo i valori della solidarietà, della coesione sociale e del bene comune.

Questo nuovo modello, la welfare community, si realizza solo valorizzando il principio della sussidiarietà, in modo da operare a livello di rete, in cui tutti i soggetti collaborano e interagiscono tra loro. Ma è indispensabile anche la solidarietà, cioè la ricostruzione di un tessuto di comunità in cui tutti si danno una mano. Solo se tutti, stato e cittadini, ci sentiamo coinvolti, può svilupparsi l’idea di una società che funziona come rete di sostegno. Ogni rete è fatta da fili e nodi, e ciascuno di noi è un filo che si annoda ad altri fili, se mancano questi legami la rete è spezzata, manca la comunità. La nuova comunità solidale si regge sul principio del ricevere e del restituire: oggi sono io che aiuto te, perché lavoro e con i miei contributi ti garantisco la pensione, domani sei tu che aiuti me, dando il tuo tempo libero di pensionato per una delle tante forme di volontariato.

E’ in quest’ottica che si sono sempre mossi i Gruppi Famiglia: un servizio fatto da coppie per altre coppie, giovani e meno giovani, per renderle più consapevoli del valore permanente del sacramento del matrimonio. E’ in quest’ottica che si muove il Progetto Mentore: un servizio fatto dalle coppie sposate verso quelle che non sono ancora, verso quelli che potrebbero essere i nostri figli, per accompagnarli alla scoperta dell’affettività e del mistero d’Amore di Dio che si cela dietro ogni storia d’amore dell’uomo.

E come per i Gruppi Famiglia, così anche per il Progetto Mentore vale il principio del prendere e del restituire. Se per i Gruppi Famiglia questa regola trova applicazione nel partecipare oggi come coppia ad una scuola e fra qualche anno magari nell’animarla, così per il Progetto Mentore i fidanzatini, i giovani che le coppie seguono possono essere figli di quelle coppie che hanno insegnato loro a fare Gruppo.

Guido Lazzarini

"Gruppi Famiglia" N° 41

Ultima modifica Sabato 19 Maggio 2012 18:20