Sabato, 21 Ottobre 2017
Giovedì 30 Dicembre 2004 19:23

L'innovazione religiosa nella società secolare: il "religioso non di chiesa" - Luigi Berzano -

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L’INNOVAZIONE RELIGIOSA NELLA SOCIETA’ SECOLARE. IL RELIGIOSO "NON DI CHIESA"

·Un processo di innovazione religiosa si avvia a trasformare le forme diappartenenza religiosa o Se l’80% degli italiani si dichiara ancora"cattolico" che cosa è questo "religioso" che si sta formando fuoridalla chiesa cattolica? · Nuove visioni soggettive per "credere senza appartenere" · Un contributo della sociologia della religione per porre le basi di una riflessione pastorale ancora da avviare.

Prima parte

L'esperienza quotidiana di questa fine secolo portacon sé l'idea che stiamo vivendo in un mondo nuovo per le acquisizionidella tecnologia, della scienza, della cultura e anche per la presenzadi nuove forme religiose. Parte di queste innovazioni nel camporeligioso riguarda l'arrivo anche in Europa delle grandi tradizionireligiose dell'Oriente e dell'estremo Oriente, dei nuovi movimentireligiosi, di nuove credenze e di quel fenomeno ancora più esteso epoco organizzato che è la New Age. In Italia questo processod'innovazione religiosa sta silenziosamente trasformando interi settoridi credenze, di pratiche, di esperienze e dì interessi spirituali. Fraqualche tempo, forse, trasformerà anche le forme di appartenenzareligiosa.

L'"inerzia" dell'appartenenza

Per ora non si può non constatare lasostanziale continuità dell'identità cattolica, la sua relativa tenuta,quasi per inerzia, a confronto del trasformarsi molto più veloce dellecredenze e delle altre dimensioni della religiosità. Si può concludereche l'individuo vada incontro a molti più problemi e difficoltà quandoabbandona la sua identità-appartenenza cattolica, a confrontodell'abbandono di alcune credenze o pratiche religiose. Inoltre questoprincipio dell'inerzia dell'appartenenza è anche confermato dal fattoche un'identità sociale ha tendenza a scomparire solo quando vienesostituita da un'altra. Ma nell'attuale contesto italiano l'individuoche si dichiari appartenente ad un'altra religione non cattolica vaancora incontro, perlopiù, a molte più difficoltà, e a maggiordissonanza cognitiva, di un altro che incorpori in modo sincretisticoaltre credenze e pratiche tra quelle cattoliche. E’ da considerareinoltre che l'inerzia dell'appartenenza religiosa dipende anche dallanatura specifica dei beni religiosi, i quali consistono anche in uninsieme di conoscenze, esperienze ed emozioni che possono essereconsiderati come una forma di "capitale umano". Poiché ogni cambiamentodi religione rende inutile gran parte del precedente "capitale umano",l'individuo è molto riluttante a cambiare la propria affiliazionereligiosa. Ma l'attuale livello di autonomia delle credenze, delleesperienze e delle pratiche religiose, oltre che delle convinzionietico-morali, potrebbe ormai preludere anche a una trasformazione delleappartenenze. É' la previsione che preoccupa sempre più le chiesestoriche.

Il "religioso non di chiesa"

Il dato più singolare della situazione italiana è,dunque, che oggi, nonostante le trasformazioni religiose in atto, oltrel'8O% degli italiani si dichiara ancora cattolico. Di qui nascel'interesse, non solo dei sociologi della religione, di capire checos'è questo "religioso" che si sta formando fuori della chiesacattolica. Si può definire questo "religioso non di chiesa" l'insiemedi credenze, esperienze, rituali e conoscenze religiose che individui opiccoli gruppi coltivano in libertà nei confronti delle religionistoriche. Si tratta di un effetto della secolarizzazione, la quale nonha solo prodotto i segni dell'oblio e della perdita del sacro, ma anchequelli dell'innovazione e della emancipazione del sacro dalle religionidi chiesa. Quanti intendono riferirsi alla secolarizzazione non comeprocesso dissolutivo, ma come fenomeno positivo ed emancipativo,analizzano, infatti, la nuova disponibilità alla ricerca, all'ascolto,all'esperienza religiosa o a quanto teorizzava, paradossalmente,Nietzsche nella Gaia Scienza, parlando della necessità di "continuare asognare" sapendo di sognare. La secolarizzazione ha prodotto lasoggettività delle esperienze, la frammentazione dei "racconti" e dellecredenze religiose, la pluralizzazione dei messaggi di salvezza e delleforme per realizzarli, il confronto e la competizione tra le tanteproposte religiose. Si direbbe che, dissolti i dogmi e contestati irigidi sistemi dottrinali, si moltiplichino le nuove visionisoggettive. Tutti gli avvenimenti della vita individuale e collettivasi muovono su uno sfondo religioso libero a disposizionedell'individuo. La visione prevalente del cristianesimo quale realtàecclesiale e quella del cristiano quale membro di una istituzione, sidirebbe che viene meno presso una parte del mondo giovanile: Chiesa ecristianesimo non coincidono più. C'è un cristianesimo che va oltre lechiese storiche e ci sono dei cristiani senza rapporti visibili con lacomunità della Chiesa. Si tratta di realtà sicuramente ambigue eteologicamente non precise; ma i dati confermano questi tipi dicredenti nel vangelo, ma che vivono extra muros ecclesiae. Ilfenomeno riguarda tutte le chiese, comprese quelle protestanti.Componendo insieme i molti dati di questa realtà si possono individuarequattro poli principali attorno ai quali si stanno strutturandoaltrettante tendenze religiose: quelle della conciliazione tra tutte lereligioni, della fluttuazione, dell'autorealizzazione, dell'esperienzapersonale.

LUIGI BERZANO

Sociologo - Università di Torino. Parroco di Valleandona (Asti)

Da "famiglia domani" 4/99

L’INNOVAZIONE RELIGIOSA NELLA SOCIETA’ SECOLARE. IL RELIGIOSO "NON DI CHIESA"

L’INNOVAZIONE RELIGIOSA NELLA SOCIETA’ SECOLARE. IL RELIGIOSO "NON DI CHIESA"

Seconda parte

La conciliazione tra tutte le religioni

La tendenza a Conciliare tutte le religioni ha l'effetto di produrre una forma di koinèreligiosa in cui ciascuno trova la sua via, i suoi temi, il suomaestro, le sue devozioni. Huxley definì questo fondo comune di tuttele religioni "filosofia perenne", sostenendo che il fatto che perdefinire la Realtà Ultima il cristiano usi la parola Dio, il buddistala parola sunyata o nirguna, l'islamico sufi la parola AI Haqq,ecc, è dovuto soltanto alla differenziazione culturale. Le religionicontengono in sé tanta più verità, quanto più danno risalto al fondocomune con le altre religioni. Di qui si formano molti modi dirisolvere individualmente i rapporti con le singole religioni storiche.Non manca chi mantiene un rapporto diretto con una specifica religione,ma non lo fa più per ragioni dogmatiche. La propria religione èconsiderata una via tra le tante, ma non è l'unica vera,necessaria o definitiva. Altri rappresentanti ritengono invece che siautile la rinuncia all'appartenenza formale a ogni chiesa o grupporeligioso, pur ispirandosi e attingendo ancora ai patrimoni dellediverse tradizioni cristiane, buddiste, taoiste, sciamaniche, ecc. Nerisultano valorizzati così più i miti e le tradizioni che i dogmi e leteologie. La recente rivalorizzazione dei miti dà modo a ognuno diincontrare in sé il proprio mito, proiettandovi le proprie aspirazioni,le difficoltà, i conflitti. Ognuno coltiva dunque in sé il propriopanteon da cui attingere per arricchire e di versificare il propriovissuto.

La fluttuazione delle esperienze

Nel campo religioso molte delleesperienze, degli interessi, delle pratiche, delle credenze, dellesuggestioni sono fluttuanti. La loro natura è eclettica, sempre menoancorata a una memoria fondatrice e a un'unica istituzione. Lo stessovale anche per coloro che si identificano ancora nella Chiesacattolica, pur autonomizzandosi dalle cure del magistero cattolico. Lecredenze di questi soggetti si individualizzano in molteplici direzionie si alimentano di più tradizioni e culture religiose. Si colgonotendenze di una religiosità non irrigidita in chiese gerarchiche, incaste sacerdotali, in dogmatiche rigide. Jacques Maitre in base ai datidi una ricerca in Francia ritiene che questo allontanamento dallaistituzione lascerà spazio, nella prossima era successiva a quellacristiana, a una "nebulosa di religione deconfessionalizzata". Questatendenza verso la fluttuazione religiosa anche presso i cattolicipotrebbe in futuro aumentare ancora, in concomitanza a processi socialiquali l'economia di mercato e il pluralismo etnico religioso, cheoperano in questa direzione e differenziano bisogni e forme disoddisfacimento.

L'autorealizzazione

Il terzo polo attorno a cui si struttura la nuova religiosità giovanile è quello dell' autorealizzazione. Questa istanza della self-realizationera già presente nel periodo tardo-industriale, ma era contrastata daun assetto sociale che non lasciava "molto spazio alle forme diauto-realizzazione dissonanti rispetto alle finalità generali delsistema". Divenuta legittima nel contesto della post-modernità, taleistanza coinvolge, ora, nuovi campi di esperienze e di espansione nellavoro, nella conoscenza, nelle relazioni sociali, nella vita intima.Anche l'esperienza religiosa individuale è stata coinvolta in questopiù vasto processo di "rivoluzione delle aspettative crescenti" negliambiti della realizzazione personale nel lavoro, nelle relazioni disocievolezza, nell'esperienza dell'intimità, nel corpo e nelleespressioni sensoriali. Molti stimoli creativi per quanto riguarda lanatura, il corpo, la salute e la salvezza sono venuti dall'oriente edalle sue tradizioni religiose. Nella visione della New Age, peresempio, l'auto-realizzazione diventa soprattutto espansione dellapropria coscienza. L’ideale è prendere sempre più coscienza del proprioposto nell'universo e del proprio Sé divino che trascende e unisce traloro tutte le forme personali. Questa coscienza cosmica va ben oltrel'arricchimento psicologico dell'individuo nella conoscenza delleproprie emozioni, sentimenti e comportamenti ripetitivi, spostandosi,piuttosto, verso l'attenzione alle trasformazioni biochimiche degliemisferi del cervello. Le discipline della meditazione (buddismo, zen,yoga, misticismo cristiano, tecniche di concentrazione) sarebberosoprattutto tecniche per la modificazione delle funzioni del cervello.

L'esperienza personale

Il quarto polo attorno a cui sisviluppa la nuova religiosità è quello della esperienza personale. Il"fare esperienza" personale è il primo principio conduttore di tutte leattività spirituali. Il senso dell'esperienza religiosa si costruisce apiccoli passi e attraverso la sperimentazione diretta. Alla esecuzionedi pratiche formalizzate si preferisce la ricerca del vissuto,dell'emozionale, delle pratiche che procurino un contatto diretto conil mistero e la fusione con la coscienza cosmica (channelling ocomunicazione con le identità dell'aldilà, sciamanesimo o viaggiodentro altri piani della coscienza e del reale, astrologia o tecnica diaccordo tra l'esistenza personale e i ritmi del cosmo, ecc.). Ne emergeuna concezione narcisistica e autoreferenziale dell'esperienzareligiosa, cioè propensa a darsi da sola le sue coordinate di salute edi salvezza. Questo soggettivismo riproduce una religiosità ispirata amolteplici religioni e in cui confluiscono credenze e pratiche secondole preferenze di ciascuno, ma non organizzate in istituzioni. Nascecosì una religione personale che il sociologo Robert Bellah ha definitoSheilaismo, dal nome (Sheila) di una donna intervistata:ci sarebbero tante religioni quanti sotto gli abitanti del pianeta.Secondo una tendenza tipica di questa religiosità (believing without belonging:credere senza appartenere), la dimensione esperienzialistica accordasempre meno rilievo alle religioni organizzate con i loro sistemi didogmi, credenze e riti da accettare per autorità. Quanto poi allalibertà di scelta di queste molteplici esperienze personali, non èpossibile assegnarle un'eccessiva connotazione di autonomia. Anchequesti nuovi credenti sono molto più eterodiretti di quanto essi stessipossano pensare. I mercati della società dei consumi indicano a loroquanto devono consumare anche nel campo religioso; ed essi nonresistono sempre con grande convinzione alle lusinghe del mercato.

LUIGI BERZANO

Sociologo - Università di Torino. Parroco di Valleandona (Asti)

Da "famiglia domani" 4/99

Ultima modifica Domenica 20 Febbraio 2005 17:31

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