Lunedì, 21 Agosto 2017
Sabato 21 Maggio 2005 21:05

CENTRO GIOVANI COPPIE SAN FEDELE – MILANO

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CENTRO GIOVANI COPPIE SAN FEDELE MILANO

 

 

Dal novembre 1994 opera in San Fe­dele, a Milano, il Centro Giovani Coppie che dal febbraio 1999 si è costituito in Associazione di volontariato.

Il Centro è nato grazie all'intuizione e all'iniziativa di un gruppo di laici ani­mato da padre Giovanni Ballis, allora parroco di San Fedele.

 

Le premesse culturali

In un periodo in cui l'interesse nei confronti della famiglia si focalizzava su adolescenti e anziani, il gruppo indivi­duava nella coppia, e in particolare nella giovane coppia, l'anello fragile delle tra­sformazioni socio-culturali emergenti. È iniziato così un lavoro di riflessione, di ricerca e progettazione da parte dell'é­quipe dei volontari del Centro per cono­scere, comprendere e analizzare la realtà e i bisogni delle giovani coppie in un pe­riodo di cambiamento sociale che per definizione sconvolge equilibri preesi­stenti.

La spinta all'individualismo, alla competizione e alla produttività insita nel cambiamento socio-culturale intac­ca alle radici ogni tipo di relazione in­terpersonale, minando ne il senso ulti­mo, la «relazione con l'altro». D'altro lato, assistiamo all'emergere di un biso­gno sempre più cosciente di «soggetti­vità», del dovere-diritto di scelte perso­nali soprattutto nell' esperienza dell' a­more.

In questa situazione di incertezza, di crisi e quindi di ricerca, il Centro Giova­ni Coppie ritiene che la prima esigenza consista nel distinguere gli aspetti essen­ziali dell' essere coppia e del matrimonio da quelli legati ad una particolare cultura e tradizione. Si tratta di una riscoperta dell'essenziale nell'incontro tra uomo e donna, cioè di ciò che rende la relazione intima autentica e progettuale.

Nel costruire il proprio progetto di vi­ta, le giovani coppie dovrebbero trovare il modo di coniugare ciò che è essenziale e significativo con quei valori culturali e religiosi presenti in questa nostra società complessa, ma ricca di stimoli positivi per vivere in modo nuovo, più consape­vole e creativo la propria vita di coppia e di famiglia.

All'interno di questa riflessione cul­turale, con attenzione ecumenica alle va­rie culture e religioni, il Centro Giovani Coppie offre a tutti coloro che lo deside­rano un luogo di riflessione, di confron­to, di ricerca, di incontro e di amicizia.

 

Le nostre proposte

Siamo convinti che non sia possibile vivere da persone consapevoli nell'attua­le società complessa, plurali sta e in con­tinua trasformazione, senza una seria ri­flessione culturale: per questo ci impe­gniamo ad accompagnare le coppie in una lettura critica della storia attuale.

Per capire quali sono le idee, i valori e i problemi che muovono tanti uomini e donne impegnati nel costruire una cop­pia e una famiglia proponiamo ogni an­no un ciclo di conferenze su tematiche significative (la comunicazione, i rap­porti con la famiglia d'origine, il conflit­to...), conferenze che vedono la parteci­pazione costante e vivace di circa 150 persone.

Le relazioni più significative degli ul­timi anni sono state raccolte in due qua­derni (dal titolo: Matrimonio: rifugio o progetto?) e in una pubblicazione: Cam­minarti accanto dalla spontaneità al progetto, edita dalla casa editrice Anco­ra, Milano, nel 1997 , così da poter essere opportunità e momento di riflessione per tutti coloro che lo desiderano.

 

I gruppi giovani coppie

Le nuove famiglie sono caratterizza­te da una particolare e crediamo dannosa tendenza all'isolamento e alla chiusura che riteniamo sia una delle cause princi­pali di disagio e crisi familiare. Quando una giovane coppia affronta i primi pro­blemi della sua vita insieme, i primi con­flitti importanti, i rapporti non sempre semplici con la famiglia d'origine, l'or­ganizzazione dei tempi e dei ruoli di ognuno, si ritrova sola e impreparata. Spesso l'isolamento, la mancanza di confronto e di condivisione fanno sì che i problemi si «incancreniscano» e venga­no vissuti in modo drammatico diventan­do fonte di grosso disagio. Per questo promuoviamo la formazione di piccoli gruppi di giovani coppie che si incontra­no periodicamente con la guida di un conduttore (sacerdote o laico) che ne fa­cilita il confronto e la condivisione.

Riteniamo inoltre importante che i gruppi mantengano, ove possibile, un rapporto con la propria Comunità di abi­tazione o di elezione in modo da non iso­larsi e da trovare una realtà più vasta nel­la quale inserirsi.

I gruppi possono perciò avere caratte­ristiche e metodi diversi: alcuni privile­giano la riflessione sul rapporto di cop­pia e l'educazione dei figli, altri temi di carattere culturale con riferimento ad un libro o ad articoli di riviste e giornali, al­tri ancora temi di carattere spirituale con riferimento ai testi sacri, sempre però in ordine alle esperienze di vita personale, familiare e sociale.

 

I corsi per animatori di gruppi

Abbiamo constatato che la crescita numerica dei gruppi di giovani coppie è ritardata, in varie situazioni locali, dalla carenza di sacerdoti disponibili ad occu­parsi della conduzione di gruppi e dalle difficoltà dei laici disponibili che vorreb­bero passare da una conduzione di tipo istintivo, guidata dal buon senso, ad una conduzione più consapevole ed intenzio­nale.

Il Centro ha proposto perciò corsi di formazione rivolti a quanti, sacerdoti o laici, hanno responsabilità di animazione e conduzione di gruppi, consci che la conduzione (intesa come facilitazione dei processi di comunicazione, elabora­zione, apprendimento che nei gruppi si realizzano) riveste un' importanza cen­trale per il successo di iniziative di que­sto tipo, perché aiuta i gruppi a focaliz­zarsi più rapidamente e a conseguire in modo più consapevole i propri obiettivi.

Obiettivo di tali percorsi è stato di fornire gli strumenti necessari per facili­tare consapevolmente la comunicazione, lo scambio, la riflessione e l'apprendi­mento.

I corsi, tenuti da un formatore e da una psicologa, entrambi collaboratori del Centro, sono ormai giunti alla quarta edi­zione, dal 1999 al 2002, e sono circa ot­tanta le persone che hanno terminato il training. Queste persone provengono da differenti ambiti della realtà ecclesiale milanese.

 

«Aiutarsi ad aiutare». Un lavoro di rete

Nell'anno 1998/1999 il Centro ha or­ganizzato, in collaborazione con la coo­perativa COMIN (Comunità minori) una serie di incontri con l'intento di realizza­re una rete di famiglie disposte ad «aiu­tarsi ad aiutare» le famiglie in difficoltà.

Questo gruppo ha seguito un proces­so di formazione con esperti, psicologi, assistenti sociali e famiglie affidatarie per capire se e come donare parti di se stessi a bambini che hanno bisogno di aiuto al fine di realizzare una «rete» tra famiglie interessate all' affido.

Dall'esperienza è nata la rete Pàzol, autonoma associazione di volontariato dal 1992.

 

«Una strada per la coppia»

Nell'esperienza dei piccoli gruppi di giovani coppie, che il Centro sviluppa da anni, emerge con chiarezza che il tema della relazione di coppia è fondante per la crescita e l'equilibrato sviluppo dei fi­gli e, più in generale, per una vita fami­liare e sociale armonica.

La qualità della relazione di coppia è cioè in realtà il fattore critico e decisivo per il «successo» del sistema famiglia: spesso si fa strada la tentazione di liqui­dare superficialmente il problema con un approccio «volontaristico» (“Basta voler andare d'accordo...”) o falsamente «con­creto» (“Quel che conta è fare ogni gior­no quello che va fatto... In fondo, l'im­portante è il benessere dei figli...”)... sal­vo esprimere meraviglia o costernazione di fronte alla breve durata di molti rap­porti di coppia.

Esiste però un' esigenza, minoritaria ma ben avvertibile, di sviluppare un la­voro più «mirato» sulla relazione di cop­pia e sulle sue componenti comunicative, allo scopo esplicito di migliorare inten­zionalmente la qualità della relazione stessa.

A quest' esigenza abbiamo voluto da­re una risposta proponendo un progetto pilota, denominato «Dna strada per la coppia»: un itinerario strutturato su dieci incontri di tre ore, integrati da momenti di riflessione autonoma da parte delle coppie, guidata da appositi strumenti. La proposta (realizzata nel 2002 grazie alla sovvenzione della Regione Lombardia) è stata rivolta a una decina di coppie che avevano necessità/interesse a migliorare la qualità della loro relazione, attraverso attività di condivisione, ricerca, speri­mentazione, riflessione, apprendimento.

La positività di questa esperienza for­mativa ci ha ulteriormente convinti del­l'importanza del «gruppo» come stru­mento di crescita per la coppia e di pre­venzione al disagio familiare.

 

Uno sportello di ascolto

Inoltre il nostro Centro riceve un nu­mero sempre maggiore di richieste di ascolto da parte di coppie che, pur senza essere portatrici di vere e proprie patolo­gie della relazione, vivono la necessità di confrontarsi con un «terzo esterno» sui loro specifici disagi. Per questo intendia­mo rispondere a queste esigenze creando uno «sportello di ascolto»: uno spazio neutro che consenta alle coppie una pri­ma elaborazione del loro vissuto proble­matico e che sia in grado di indirizzarle verso una tipologia articolata di gruppi di «auto-aiuto». Prevediamo cioè gruppi «tematici» (sulla comunicazione, sul conflitto, sulle tematiche educative) al­l'interno dei quali le coppie approfondi­scano l'analisi del loro problema, lo con­frontino con problematiche analoghe vissute da altre coppie e ne condividano le speranze, le difficoltà, la fatica e i suc­cessi nella ricerca delle soluzioni.

Per realizzare questo progetto è in at­to un percorso formativo interno.

 

Per concludere...

Le iniziative e i progetti che l'équipe del Centro elabora e custodisce sono l'e­spressione e la testimonianza della no­stra personale e comune esperienza di come la relazione con l'altro sia la sola strada, difficile e meravigliosa insieme, verso la scoperta di sé e dell' altro. Stra­da che apre all'intuizione del mistero di un ALTRO da noi che ci dà senso e fidu­cia.

Paola Bassani

Da “Famiglia Domani” 4/2003
Ultima modifica Mercoledì 28 Settembre 2005 09:23

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