Venerdì, 20 Ottobre 2017
Mercoledì 16 Giugno 2010 13:43

Il Costo dei figli. Le domande della società, le risposte della politica

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Presentazione del rapporto CISF 2009

Roma, martedì 15 giugno 2010. Senato della Repubblica, Sala Capitolare, Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, piazza della Minerva 38

Con questo volume è iniziata la nuova serie del Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia, che presenta i risultati della prima edizione di una propria indagine originale, che verrà ripetuta ogni due anni, con 4.000 interviste su un campione statisticamente rappresentativo delle famiglie italiane. Il tema di questo Rapporto è il costo dei figli affrontato come costo della famiglia, non concepito in termini meramente economici ma in un quadro di scelte culturali, sociali e politiche.

 

Ecco le implicazioni politiche strategiche del Rapporto Cisf 2009:

I figli sono il “bene comune” del futuro del nostro Paese, ma il loro costo è oggi in gran parte responsabilità privata delle famiglie, anziché essere un investimento pubblico. Di conseguenza il costo privato sostenuto dalle famiglie è troppo elevato; il “rischio economico” dell’investimento sulle nuove generazioni è distribuito in modo non equo, a scapito delle famiglie, né coerente con l’obiettivo sociale di uno sviluppo sostenibile e dell’equilibrio demografico tra le generazioni.

Per questo, è assolutamente centrale il tema dell’equità fiscale verso la famiglia, che sostiene da sola i costi della riproduzione della popolazione, ossia del ricambio fra le generazioni, e dovrebbe essere riconosciuta in questo suo ruolo sociale. Lo Stato italiano, invece, non solo non riconosce questo ruolo alla famiglia, ma penalizza la famiglia che ha figli, e la penalizza quanti più figli ha.

Si spiega anche così il fatto che le famiglie con figli in Italia siano diventate meno del 50% delle famiglie. Il peso della riproduzione della popolazione cade su delle minoranze: cioè sul 21,9% delle famiglie che hanno un figlio, il 19,5% che ne ha due, il 4,4% che ne ha tre, mentre le famiglie con quattro figli o più rappresentano lo 0,7%. E ci si chiede: possibile che, con questi numeri, non si riesca a fare di più per sostenere le famiglie che hanno dei figli o che ne desiderano uno in più?

Anche per questo le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese. Dall’inedita indagine Cisf 2009 emerge che il 16,4% delle famiglie arriva “con grande difficoltà” a fine mese (area della povertà), e il 18,0% “con una certa difficoltà” (area a rischio di povertà). La distribuzione dei redditi familiari assomiglia più a quella di un Paese del Terzo Mondo: il 60,2% della popolazione vive con un reddito familiare inferiore a 1.500 euro al mese. Ciò induce a pensare che la popolazione italiana sopravvive decentemente proprio perché rinuncia ad avere figli.

Anche dai dati Istat emerge che il rischio di collocarsi sotto uno standard di vita ritenuto “accettabile” aumenta al crescere del numero di figli. In particolare si osserva un evidente aumento del rischio per le famiglie numerose: quando nella famiglia sono presenti almeno tre figli l’incidenza di povertà assoluta è doppia (8,0%) rispetto a quella calcolata per il complesso delle famiglie italiane (4,1%) e tripla rispetto a quella stimata per le coppie con un solo figlio (2,6%).

Questi temi, i dati che li documentano e le loro implicazioni per la politica economica, fiscale e sociale del nostro Paese sono stati discussi martedì 15 giugno 2010, a Roma, presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, con la presenza del Presidente del Senato, sen. Renato Schifani, del Direttore del Cisf, Francesco Belletti, del curatore del volume e sociologo, Prof. Pierpaolo Donati, di rappresentanti del mondo politico, sindacale, imprenditoriale e dell’associazionismo familiare (vedi programma allegato). Per informazioni scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonare a 0248072703

Ultima modifica Lunedì 26 Luglio 2010 14:07
Elettra Pepe

Elettra Pepe

Pensionata Scienze Biologiche

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