Mercoledì, 23 Agosto 2017
Mercoledì 14 Luglio 2010 14:56

Il complesso lavoro di “educare” i figli

Valuta questo articolo
(2 voti)

Senza la famiglia fondata sul matrimonio la società non potrà avere futuro. Non solo la trasmissione della vita e l’educazione dei figli, ma anche l’assistenza agli anziani e ai disabili sarebbero impossibili senza l’apporto della famiglia. Ecco perché sostenere il futuro della famiglia vuol dire sostenere la sussistenza stessa della società.

 

su: Il Cittadino di Lodi. Sab 03/07/2010 estratto da pag.8 (Tema affrontato nella recente settimana promossa dalla CEI …)

“Sostenere il futuro della famiglia è già salvare la nostra società”

«Senza la famiglia fondata sul matrimonio la società non potrà avere futuro. Non solo la trasmissione della vita e l’educazione dei figli, ma anche l’assistenza agli anziani e ai disabili sarebbero impossibili senza l’apporto della famiglia. Ecco perché sostenere il futuro della famiglia vuol dire sostenere la sussistenza stessa della società».

Così don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della famiglia, ha concluso nei giorni scorsi la "Settimana estiva" organizzata in collaborazione con l'Uffìcio per i problemi sociali e del lavoro e con il Forum Famiglie.

 In questa prospettiva occorre che ogni famiglia divenga più consapevole del suo essere soggetto sociale. Cioè, come ha spiegato monsignor Angelo Gasile, direttore dell’Ufficio per problemi sociali e lavoro, sviluppi un'attenzione partecipe «alle diverse esigenze del bene comune: l’impegno per la pace, la custodia del creato, la cura verso le persone, la cooperazione internazionale, il bene dell’intera umanità, anche per le generazioni future».

Voler bene. Volersi bene. Un mistero d'amore che si schiude agli occhi di ogni bambino nel primo abbraccio della mamma, nello sguardo che lo accoglie e lo riconosce figlio, una base sicura che poi cresce, si dilata, si arricchisce nelle "braccia" del padre protese al cielo. Il pianeta dell'amore, l’educazione all’affettività, il lento percorso per passare dall'emotività del cuore all’equilibrio degli affetti sono stati al centro del primo laboratorio alla "Settimana estiva" Cei di Senigallia. Primo in ordine cronologico e per numero di partecipanti, ma anche per l’urgen-za che oggi assume la questione affettività: un'urgenza che non si vuole trasformare in emergenza, ma in occasione di riflessione e crescita. Parlare di emergenza educativa vuoi dire innanzi tutto fare chiarezza in quell’arcipelago intricato delle relazioni interpersonali all’interno della famiglia. Nella consapevolezza che solo un nucleo familiare in cui le dinamiche all’interno della coppia e tra genitori e figli - al di là dei limiti inevitabili e delle difficoltà ordinarie - riescono a scorrere ed evolvere con un minimo di fluidità, diventa davvero risorsa per il bene comune. Per parlare di educazione all’affettività occorre partire dalla coppia, anzi dalla relazione.

«Perché solo questa relazione, intesa come maschio-femmina, uomo-donna, marito-moglie, padre-madre - spiegano i coniugi Rosoni di Lodi, presenti al convegno, - è per noi oggi luogo privilegiato di educazione all'amore».

Ultima modifica Lunedì 13 Dicembre 2010 12:44
Elettra Pepe

Elettra Pepe

Pensionata Scienze Biologiche

Iscriviti alla Newsletter per ricevere i nostri "Percorsi Tematici" e restare aggiornato sui migliori contenuti del nostro sito