Lunedì, 23 Ottobre 2017
Giovedì 16 Dicembre 2010 11:55

Le case di Gesù. Gesù ama le case ma, soprattutto, coloro che le abitano

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di Franco Rosada

La casa, le case fanno parte dell'esperienza terrena del Cristo.

Betlemme
Gesù nasce a Betlemme, secondo Luca in una stalla, probabilmente all'interno di un caravanserraglio, un luogo anonimo, di passaggio, aperto a tutti i viandanti. La sua vita inizia come quella di uno straniero, di un senza tetto, e il primo annuncio della sua nascita è fatta a dei poveracci, i pastori. Altro che fiocco azzurro sul portone!
Le nostre preoccupazioni, quando ci nasce un figlio, a volte sono molto contingenti: la culla e il corredino devono essere pronti e poi: Sta bene? Mangia? E la mamma come sta?…
E il cuore come sta? "Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore".

Nazareth
La sua prima casa è Nazareth, qui trascorre le sua infanzia e la sua adolescenza. Un tempo segnato dal nascondimento, dalla sobrietà: quello che conta è che "cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui".
I nostri figli crescono a omogeneizzati, merendine, succhi di frutta, devono imparare a nuotare, avere il fisico in forma… Chi li aiuta a fortificarsi nello spirito, a crescere in sapienza e grazia?
Il Tempio di Gerusalemme
La seconda casa di Gesù è il Tempio di Gerusalemme. Per Luca inizia a frequentarlo ancora in fasce, per il rito della purificazione. E qui lui e i suoi genitori incontrano due anziani, Simeone e Anna, due persone piene di Spirito santo.
I vecchi sono solo un peso, da sistemare al ricovero, o, se più giovani, da usare come baby sitter? Non hanno anche loro qualcosa da insegnare, da testimoniare ai nipoti?
Ma per Gesù adolescente il Tempio diventa un luogo privilegiato, in cui rimanere anche all'insaputa dei genitori. Penso ai nostri adolescenti, così strani, così scorbutici e così fragili, che fanno scelte impreviste, che ci sconcertano… E se stessero cercando a tentoni la loro strada? E se stessero cercando qualcosa, Qualcuno che noi non siamo capaci di offrir loro, di testimoniare con coerenza?
Durante la vita pubblica di Gesù il Tempio diventerà luogo di una sua azione clamorosa: la cacciata dei mercanti dal cortile dei Gentili. Quella che doveva essere "casa di preghiera" è diventata "un luogo di mercato". È il rischio di ogni religione: quello di "cosificare" il trascendente, di legare la salvezza al denaro.
È il rischio che corriamo anche nella nostra famiglia, il barattare con "cose" l'affetto che non riusciamo dare all'altro/a, ai nostri figli, ai nostri anziani: "Ha tutto, mi spacco la schiena per dargli il meglio! Di che si lamenta?".
La casa di Pietro
Ma ci sono anche altre case che vedono la presenza di Gesù. Una di queste, almeno per Marco, è la casa di Pietro a Cafarnao, che è un po' il centro della sua attività in Galilea.
Qui Gesù guarisce la suocera di Pietro, il paralitico che viene calato di fronte a lui dal tetto, qui ha l'incontro/scontro con i suoi parenti.
La casa di Pietro è il luogo dove ci si ritrova, dove si serve e si è serviti, dove si insegna e si "guarisce", si manifesta la fede, dove la porta - e persino il tetto - sono aperti per accogliere.
Ma la casa, la nostra casa, può anche diventare "ghetto", luogo in cui contano solo i legami di sangue e dove tutti gli altri sono esclusi.
Una casa così non può che generare isolamento e solitudine, l'illusione di essere i migliori, e chi nella famiglia si comporta diversamente è considerato matto, "fuori di sé".
La casa di Marta e Maria
Un'altra casa, che conosciamo tramite Luca e Giovanni, è quella dei tre amici di Gesù: Marta, Maria e Lazzaro, È una casa che definirei la "casa della fede".
Abbiamo tutti presente l'episodio di Marta e Maria. Fede e opere sono i poli impersonati dalle due sorelle, ma è solo riconoscendo in Gesù la Parola che le opere acquistano un senso compiuto. La nostra giornata è piena di "cose da fare": che spazio ha Gesù, la sua Parola?
Il secondo episodio è quello della "rianimazione" di Lazzaro. Lazzaro è ammalato e le sorelle mandano a chiamare Gesù. Ma egli prende tempo, e quando giunge a Betania Lazzaro è morto da quattro giorni, ormai puzza! "Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto!" esclama Maria.
E noi, con lei, potremmo dire: mio figlio non si sarebbe drogato, mia figlia non sarebbe scappata di casa, mio marito non mi avrebbe lasciata, mia moglie non avrebbe questo brutto male. Adesso è troppo tardi! Dov'eri, Signore, quando avevamo bisogno di te?
La nostra è una fede dal fiato corto, che ha bisogno di risposte immediate per non appassire, che non riesce a cogliere il "respiro" di Dio.
Abbiamo invece bisogno di "risorgere", di rinascere in Cristo, di diventare davvero suoi fratelli e figli dello stesso Padre. Allora ameremo come Egli ci ha amato e ha dato la sua vita per noi. Ameremo "nonostante tutto".
Che la nostra casa, prima che di opere, sia ricolma dello Spirito di Dio!

Ultima modifica Lunedì 03 Gennaio 2011 14:38
Elettra Pepe

Elettra Pepe

Pensionata Scienze Biologiche

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