Giovedì, 14 Dicembre 2017
Martedì 14 Febbraio 2012 13:21

A misura di famiglia, subito!

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Sono dieci punti. Efficaci, chiari e inequivocabili. Fanno parte del documento che, lo scorso giugno, il Forum delle Associazioni Familiari ha composto e diffuso per ricordare a tutti, Stato compreso, le ragioni di una vera riforma fiscale a misura di famiglia. Che tenga conto di un carico di tassazione proporzionato e rispettoso delle condizioni di vita e del numero dei membri di ogni singolo nucleo familiare.

 

Per questo motivo, lo scorso giugno il "Forum delle Associazioni Familiari" ha redatto e poi diffuso un documento (che qui di seguito riproduciamo nella sua versione integrale), che puntualizza con grande chiarezza ed efficacia le ragioni e le modalità con le quali una vera riforma fiscale potrebbe e dovrebbe tener conto della situazione delle famiglie italiane. Ci immergiamo nella sua lettura.

 

Spazio al documento

1 La riforma del sistema fiscale è tornata prepotentemente alla ribalta dell'agenda politica; finalmente, perché da molto tempo è evidente che una radicale riorganizzazione del prelievo fiscale commisurato ai carichi familiari è un' esigenza imprescindibile delle famiglie italiane, per consentire loro di costruire con serenità il proprio progetto familiare, per evitare che l'arrivo dei figli desiderati coincida con la caduta nella povertà, per sanare una decennale ingiustizia nei confronti delle famiglie, visto che attualmente "chi ha più carichi più paga".

2 Riconosciamo peraltro che il rigore nella gestione dei conti pubblici, il rientro dal deficit e la decisa diminuzione del debito pubblico sono priorità irrinunciabili per il sistema Paese, come è stato sottolineato anche dalle recenti "Raccomandazioni dell'Unione Europea". Condividiamo poi anche l'esigenza di ridurre il peso delle fiscalità sulle imprese, rendendole più competitive, per un più efficace rilancio della nostra economia, per la crescita complessiva del sistema Italia, per consentire al nostro Paese di far fronte agli impegni di risanamento del deficit. Le "Raccomandazioni", inoltre, insieme alla urgente richiesta di rientro dal deficit e dal debito pubblico per l'Italia, riconoscono l'opportunità di un intervento di riforma del sistema fiscale, orientato a generare maggiore occupazione.

3 Insieme a queste priorità, tuttavia, riteniamo altrettanto fondamentale, prioritario e urgente restituire alle famiglie italiane la possibilità di guardare al futuro in modo più positivo, consentendo loro di adempiere il proprio compito unico e insostituibile, quello di far nascere, crescere ed educare i figli desiderati, cioè i cittadini di domani, senza dei quali è chiaro che non ci sarebbe nessun sistema produttivo, nessun Paese da far crescere o rilanciare. È ora di affermare con forza che le esigenze delle imprese e delle famiglie non sono e non devono essere poste in competizione, bensì concorrono entrambe al benessere collettivo e allo sviluppo della nostra società.

4 Occorre quindi che ogni intervento di riforma sul sistema fiscale agisca in modo da ridare equità e respiro alle famiglie italiane, soprattutto a quelle con carichi familiari. Per questo il "Forum delle Associazioni Familiari" ha elaborato da tempo una proposta, denominata FattoreFamiglia, riconosciuta trasversalmente da numerose forze politiche e sindacali come uno strumento semplice, fattibile, dotato della necessaria flessibilità e soprattutto sostenibile anche nell'attuale difficile congiuntura economica. La graduale introduzione del FattoreFamiglia consentirebbe - finalmente! - di riconoscere dignità ai carichi che gravano su ogni famiglia.

5 Nello specifico, il FattoreFamiglia prevede di individuare una base di reddito non tassabile, perché coincidente con il minimo vitale (la cosiddetta no tax area), cui applicare un coefficiente di carico familiare (appunto il FattoreFamiglia), parametrato sulla numerosità e sulla tipologia dei carichi familiari che gravano sul percettore di reddito. In questo modo, il livello minimo di reddito non tassabile del contribuente viene calcolato tenendo effettivamente conto del suo carico familiare. Si individua così una no tax area a misura di famiglia, che quindi è sottratta all'imposizione fiscale; ai redditi disponibili al di sopra di tale area si applicano poi le normali aliquote progressive previste dal sistema fiscale.

6 Se il reddito risulta inferiore alla no tax area familiare si applica una tassazione negativa, cioè un assegno erogato alla famiglia incapiente, pari alla detrazione non goduta. Questa sarebbe un 'innovazione di assoluto rilievo, che sana una situazione inaccettabile, che oggi, nel sistema attuale, impedisce ai cosiddetti "incapienti" (i redditi più bassi, in genere) di percepire i benefici legati alle detrazioni d'imposta. In questo modo, si verrebbe incontro alle famiglie più vulnerabili, che più soffrono per la crisi in atto, e che vedono con grave preoccupazione aprirsi sotto di sé il baratro della povertà.

7 Si potrà obiettare: e la copertura? Quanto costerebbe una simile misura, e dove trovare le risorse necessarie?

Secondo stime accurate, il FattoreFamiglia a regime potrebbe comportare un costo di 16 miliardi di euro, ma la sua introduzione graduale dovrebbe comportare il reperimento di circa 3-4 miliardi all'anno per i prossimi 5 anni. Una simile operazione non è impossibile! Il Forum ha partecipato attivamente ai tavoli convocati dal ministro dell'Economia in vista della riforma fiscale, e in quella sede ha presentato proposte concrete per il reperimento delle risorse necessarie.

In particolare è assolutamente possibile far fronte all'impegno finanziario richiesto attraverso:

  •  la razionalizzazione della spesa pubblica;
  • l'eliminazione mirata degli sprechi, a cominciare dai costi ormai fuori controllo della macchina politica;
  • la riorganizzazione delle attuali esenzioni fiscali, che ammontano a ben 480;
  • l'aumento, anche limitato, della tassazione sulle rendite finanziarie;
  • i maggiori introiti derivanti dall'aumento dei consumi conseguente all'aumento del reddito delle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti;
  • la minore spesa socio-assistenziale per sostenere le famiglie cadute sotto la soglia di povertà;
  • il progressivo recupero di gettito ottenuto contrastando la piaga dell' evasione fiscale.

8 Per questo, chiediamo al Governo e a tutte le forze politiche, sindacali, e imprenditoriali di confrontarsi con questa proposta. Noi crediamo che non si possa parlare di una riforma fiscale equa ed efficace senza mettere a tema in modo esplicito, diretto e conseguente la famiglia con i suoi carichi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Anzi, riteniamo che parlare genericamente della riduzione delle aliquote vigenti, senza alcun riferimento alla situazione familiare dei percettori di reddito sia fuorviante e incapace di produrre gli effetti positivi desiderati. Per limitarci a un solo esempio, abbassare di qualche punto l'aliquota minima del 23%, nel caso di soggetti incapienti - che sono quasi sempre lavoratori di famiglie monoreddito, con molti carichi familiari e reddito medio basso - non produrrebbe alcun effetto.

9 Siamo altresì contrari all'ipotesi di recuperare risorse spostando la tassazione dalle imposte dirette a quelle indirette in modo indifferenziato (in pratica, dall'Irpef all'Iva); ciò produrrebbe l'effetto perverso - e prevedibile con assoluta certezza - di penalizzare ulteriormente chi è costretto, proprio dalla composizione della sua famiglia, a spendere fino all'ultimo centesimo solo per garantire al suo nucleo i beni basilari per sopravvivere dignitosamente. Oltre al danno la beffa! Riteniamo cioè troppo rischioso, per le famiglie, il semplicistico slogan di spostare le tasse "dalle persone alle cose", se l'Iva verrà aumentata in modo indistinto anche per i beni di prima necessità per i consumi familiari.

10 Lo scorso novembre, a Milano, la Conferenza nazionale sulle politiche familiari ha rilanciato con forza e in modo puntuale la "questione famiglia" nel nostro Paese, con esplicito riferimento al dettato costituzionale (Art. 29, 30 e 31, troppo disattesi finora). Ora è tempo che il Governo, che quella Conferenza ha promosso, passi dalle parole ai fatti. La riforma fiscale è il banco di prova ideale: se ancora una volta si percorrerà la strada di discuterne senza tener conto in modo corretto e rispettoso del soggetto famiglia, o peggio ancora penalizzandolo ulteriormente, sarà l'Italia intera che ne soffrirà, e la sua ripresa si allontanerà ulteriormente. E' tempo di cambiare strada, prima che il declino del nostro Paese - che le statistiche demografiche mostrano in modo inconfutabile - sia irreversibile.

Pertanto:

  • Sì a una riforma fiscale che rilanci l'economia;
  • Sì alla riduzione del carico fiscale per le aziende;
  • Sì alla riduzione del carico fiscale per le famiglie, non indiscriminato, ma modulato con il FattoreFamiglia;
  • Sì al rafforzamento della lotta all'evasione fiscale;
  • No a riduzioni indifferenziate dell'Irpef, senza tenere conto dei carichi familiari;
  • No all'aumento indistinto dell'Iva, che avrebbe pesanti conseguenze sui consumi delle famiglie.

a cura del Forum delle Associazioni Familiari - da Famiglia Oggi anno 2011, n. 5, pag. 76

 

Ultima modifica Sabato 25 Febbraio 2012 15:46
Elettra Pepe

Elettra Pepe

Pensionata Scienze Biologiche

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