Sabato, 01 Novembre 2014
Giovedì 18 Novembre 2004 13:59

Ricerca nell’altro di ciò che non esiste (Prof. Maurizio Andolfi)

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Ricerca nell’altro di ciò che non esiste: perfezione, soluzione dei problemi, eterna luna di miele, rifugio ideale. Perché?

Conosci te stesso: la celebre frase scritta sull’oracolo di Delphi è sempre stata considerata da molti una delle più belle sintesi alla quale è giunto il pensiero occidentale. L’autore è Socrate, che, nella sua vita e nei suoi pensieri, ha dimostrato di essere arrivato ad una notevole semplicità e profondità nella conoscenza della spiritualità dell’uomo.

Che fine ha fatto nella nostra società odierna questo motto così profondo? Sembra che, soprattutto nella relazione di coppia si ricerchi nell’altro quello che ci si è dimenticati di ricercare al nostro interno.

L’altro viene investito di una serie di responsabilità morali e operative, deve diventare così un modello di perfezione per coprire tutte le nostre incertezze e deve risolvere i problemi per aiutarci a non scegliere il nostro percorso individuale.

Un autore americano L. Wynne parla di pseudo mutualità di coppia proprio per indicare una sorta di reciprocità falsata, dove non si scambia quello che uno ha e quello che uno è, ma si aspetta che dall’esterno vengano sempre le risposte. Questo è il motivo per cui quando e se arriva il momento della verità, l’incastro di coppia non funziona più e ciascuno dei due partner si ritrova solo con un quesito irrisolto: "Chi sono io?"

In un momento come quello attuale, così tragico per l’umanità, si ripetono su larga scala, a livello di macrosistemi, quello che in piccolo avviene spesso nel microcosmo della famiglia: esiste una verità ufficiale come "salviamo il debole", ma al contempo ne esiste un’altra assai più cruda e implicita (anche se spesso taciuta): "voglio fare i miei interessi". Realtà falsate e contraddittorie esistono sia nei momenti drammatici delle guerre ingiuste, come nei momenti altrettanto drammatici, ma più privati, delle guerre di coppia all’interno della famiglia, quando il sopraffare l’altro diventa più importante che trovare dei punti di intesa.

E’ importante conoscere se stessi, apprezzare i propri valori, ma al contempo conoscere e accettare i propri limiti fatti di debolezze, di contraddizioni e di tante paure non completamente risolte. Se si conosce se stessi si riesce ad avere un atteggiamento benevolo e accettante verso gli stessi "doni" che porta l’altro nel rapporto.

Maurizio Andolfi

Ultima modifica Lunedì 24 Gennaio 2005 03:46