Domenica, 20 Agosto 2017
Giovedì 18 Novembre 2004 14:36

Claudio e Margherita (Prof. Maurizio Andolfi)

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Claudio e Margherita 11.01.02
Siamo Claudio e Margherita, sposati da … tempo, dei nostri due figli Alberto è andato a vivere da solo, Elisabetta si è sposata ed ha la sua famiglia. Tutto questo è avvenuto da poco tempo ed ora abbiamo l’impressione che questa nuova realtà stia toccando l’equilibrio della nostra coppia. Come affrontare questo nuovo momento?
Siamo Claudio e Margherita, sposati da … tempo, dei nostri due figli Alberto è andato a vivere da solo, Elisabetta si è sposata ed ha la sua famiglia. Tutto questo è avvenuto da poco tempo ed ora abbiamo l’impressione che questa nuova realtà stia toccando l’equilibrio della nostra coppia. Come affrontare questo nuovo momento?

La situazione presentata da Claudio e Margherita è molto frequente e spesso viene chiamata "sindrome del nido vuoto", per indicare l’uscita dei figli dalla casa dei genitori.

Indubbiamente se una coppia deve modificare profondamente il proprio legame affettivo per dare uno spazio all’arrivo di un figlio, è altrettanto vero che a distanza di molti anni, quando i figli, adolescenti o giovani adulti, escono di casa, deve essere capace di ritrovare un’intimità a due e una rinnovata curiosità nel coltivare il rapporto con l’altro per molti anni "condizionate" dalle esigenze e dai bisogni di cura e di accudimento nei confronti dei figli.

Quindi, i figli rappresentano un indicatore assai potente delle capacità di mantenere un’intesa a livello profondo dei due coniugi. Non è infrequente che crisi e conflitti di coppia possano insorgere e svilupparsi in entrambe queste fasi evolutive.

In particolare è necessario che Claudio e Margherita accettino di perdere la continuità di un rapporto affettivo sia con Alberto che con Elisabetta. L’arte di un genitore è di saper essere presente con i figli al momento opportuno e di sapersi separare da questi quando è necessario.

Inoltre sia Alberto che Elisabetta si sentiranno più forti e avranno la sensazione di aver avuto il "permesso" dai propri genitori nel distaccarsi da casa e nell’iniziare il proprio percorso da adulti, sia sperimentandosi in una vita da soli che con l’arrivo di una nuova famiglia.

Una coppia ormai matura può gioire anche dei risultati educativi e affettivi conseguiti, liberando i propri figli da vincoli di dipendenza.

Nello steso tempo se conoscersi nella prima fase del matrimonio è una parte importante nella costruzione dell’intimità di una coppia, è ancor più vero che ritrovarsi da soli in due può rappresentare un momento assai importante di trasformazione, sia sul piano individuale che su quello duale. E’ un po’ come andare a raccogliere insieme i frutti di ciò che si è seminato.

Se poi dovessero emergere delle difficoltà o delle incomprensioni nel ritrovarsi in due, sarà molto utile utilizzare le risorse disponibili nel proprio contesto sociale: sistema di amici, colleghi di lavoro, attività parrocchiali o altri interessi che facilitino la ripresa di un entusiasmo non più proiettato nella vita dei figli, ma più centrato sulla propria.

Nel caso in cui queste difficoltà dovessero accentuarsi, perché non ricorrere ad una terapia familiare, così da trovare un terzo competente neutrale in grado di riindirizzare le energie e le risorse di una coppia?
 
 

Ultima modifica Venerdì 28 Gennaio 2005 19:05

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