Giovedì, 18 Luglio 2019
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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Lunedì 12 Luglio 2004 19:50

Icona sulla via del ritorno

ORTODOSSI RUSSI

Giovanni Paolo II ha confermato l’intenzione di restituire alla Russia una delle icone più venerate dalla Chiesa ortodossa, quella della Madonna di Kazan. A dare la notizia è stato il presidente del Senato della Federazione rissa, Sergey Mironov, al termine dell’udienza concessagli dal Papa il 28 marzo 2003. La storia dell’immagine sacra è misteriosa e a tratti rocambolesca. Prodotta probabilmente a Costantinopoli e conservata nel monastero russo di Kazan, l’icona scomparve nel 1209 durante l’invasione dei Tartari, per poi ricomparire miracolosamente quasi quattro secoli dopo, nel 1579. Da quel momento gli zar – da Ivan il Terribile a Caterina II, a Pietro il Grande – e la popolazione cominciarono a venerarla, ad innalzarle chiese e a invocarla prima delle battaglie. A lei fu attribuita anche la disfatta di Napoleone. Rubata nel 1904, l’immagine sparì di nuovo fino al 1960, quando venne acquistata da un americano, che la trasferì nel santuario di Fatima. Da qui, successivamente, è arrivata in Vaticano.

Nel linguaggio comune la "crisi" è avvertita come un momento oscuro da superare al più presto, talvolta solo passivamente, aspettando che passi. In realtà essa può costituire un momento fecondo e costruttivo, il tempo forte per generare comprensioni e cambiamenti che un piatto scorrere sulla superficie dell'esistenza non permetterebbe mai di attuare.

Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo (Rm 14,17).

Il tema della missione non è mai mancato nella storia millenaria del cristianesimo, ma solo con il concilio è stato reso ufficiale, sentendo il bisogno di dedicargli un documento ufficiale ed esplicito.

La nostra fede afferma che la creazione non è un prodotto del caso. Essa è frutto della bontà e della sapienza di Dio.

In un documento dell’Episcopato italiano "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia", è scritto che "comunicare il vangelo è compito fondamentale della Chiesa" e che "la missione ad gentes non è soltanto il punto conclusivo dell’impegno pastorale ma il suo costante orizzonte e il suo paradigma per eccellenza".

"Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui... Andate, dite ai suoi discepoli...". Si legge sconcerto in questo chiaro annuncio di Marco.

La Congregazione per il culto divino, nel Documento Lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali (nn. 16-38) afferma che "questo spazio di tempo è ben chiamato il "Triduo del crocifisso, del sepolto e del risorto" e anche triduo pasquale, perché con la sua celebrazione è reso presente e si compie il mistero della pasqua, cioè il passaggio del Signore da questo mondo al Padre".

Vivere per servire: ecco un ideale davvero bello per un cristiano! Ogni autentico servizio, infatti, ha la sua radice nel mistero di Cristo che per salvarci "pur essendo di natura divina..., spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo" (Fil 2, 6-7). Gesù è venuto sulla terra per insegnarci a servire.

Quoist ci invita alla lotta non accettando supinamente il dolore. Dio piange con i sofferenti, e non è una vergogna; come Dio porta il lutto per i morti. Il peggio è soffrire per niente, disperdendo un tesoro che è inestimabile.

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