Domenica, 22 Ottobre 2017
Martedì 01 Marzo 2005 13:56

EDUCARE, UN PROBLEMA PER TUTTI - 3 Parte

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EDUCARE, UN PROBLEMA PER TUTTI

3) Terza Parte


Un'esperienza educativa emblematica: lo scoutismo


Possiamo
considerare, per riflettere, una realtà di crescita abbastanza
particolare, ma emblematica: lo scoutismo. In esso accade che la
realizzazione di un vissuto misterico, memoriale e simbolicofornisca credibili garanzie di autentica crescita. Da quest'esperienza
potrebbero emergere indicazioni sostanziali anche per l’ambito
familiare:


La struttura misterica


Lo scoutismo è
tale se introduce in un "mondo": il mondo fantastico, il mondo
dell'avventura e del servizio. Questi mondi sono intenzionali, perché
consapevolmente costruiti, al fine di diventare il terreno di un grande
gioco. Non sono la vita "vera"; ma nessuno scout accetterebbe
un’affermazione del genere non perché incapace di distinguere tra la
quotidianità e il mondo dell'avventura, ma per la "serietà", per
l'importanza vitale, per l'assoluta realtà che tali mondi simbolici
possiedono. Anzi, il "ritorno" alla vita quotidiana diventa tanto più
valido, quanto l'altra vita, quella dello scoutismo, è profondamente
vissuta. L'esperienza scout "salva", in tal modo, la vita quotidiana,
o, più semplicemente, la lezione del bosco guida nelle vicende di tutti
giorni. Anche nell'ambito familiare la possibilità di un’iniziazione e
la consapevole esperienza di un universo di significati possono
"salvare" la persona nel suo cammino mondano. Certo, come l’esperienza
sacramentale, anche l'esperienza scout e quella familiare debbono
essere aperte a significati "altri", che le trascendono, ma sempre
attraverso il vissuto, la presenza, la testimonianza, i segni concreti.
Si tratta di vivere una liturgia, una storia, e mai di subire l'effetto
meccanico di una causalità canonica. Nella dimensione misterica ognuno
può trovare il proprio ruolo e l'alimento che gli è più confacente,
perché si cresce in un libero "incontro", tra persone vive, dialogando
con reali presenze, nel cuore di una comunità significativa e
promuovente.


La struttura memoriale


Il mondo
fantastico, l'avventura o il servizio dello scout non sono viaggi
solitari in regioni fittizie, fuori dal tempo e dallo spazio. Entrare
nello scoutismo significa entrare in una tradizione, tra persone vere,
che hanno vissuto e stanno vivendo un'identica avventura. Certo il
campo di Brownsea e Baden-Powell non esistono più, e con loro mille e
mille scout ma non è solo lo "spirito scout" che sopravvive, è il
grande gioco che, in fondo, continua anche oggi, senza soluzione di
continuità. Lo scout si muove in modo personale e autonomo in una
"vicenda", in una tradizione. Egli condivide fatti storicamente
accaduti, che, pur consentendogli di costruire liberamente la sua
progressione personale, garantiscono un senso, propongono una
direzione. Anche nella famiglia l'esistenza di una tradizione, il
collocarsi tra un "già" e un "non ancora", può creare l'humus per la
conquista di un'identità significativa, non imposta, ma originalmente
vissuta.


La struttura simbolica


Il mondo scout,
come tutte le realtà umane che non hanno subito un processo di
"cosificazione", è simbolico, cioè mantiene tutta le complessità di
significati che provengono dalla storia e dall'uso. Questo non vuoi
dire che la schietta natura della realtà venga tradita, ma piuttosto
che la "verità" delle cose non si percepisce come monodimensionale, né
statica. Solo la positivistica decurtazione dei significati e delle
loro tensioni ha fatto sì che il simbolico diventasse sinonimo di vago,
indicativo, semplificante o falso. Ma l'esperienza scout fa toccare con
mano la concreta polisemia della divisa, di un fuoco sotto le stelle,
di una chiacchierata, di una presenza amica. La percezione simbolica
consente di non tradire con astrazioni quanto di vivo ci circonda. La
differenza tra il simbolico e il segno è riconducibile a una perdita, a
un'arbitraria decurtazione di significato e di presenza. Il segno
esiste in funzione di ciò che deve indicare, ed è costretto a ridurre
la propria consistenza per assolvere questo compito. Il simbolo (da s u m b a l l w, "sumballo", metto assieme) unifica le dimensioni più lontane, le
rende presenti e fruibili, mantenendo la propria credibilità. Per
questo una percezione simbolica fa sì che i sacramenti, l'infanzia, la
scuola, la famiglia, lo scoutismo, pur trovando in altro il loro
inveramento, pur formando al domani, pur invitando al trascendente,
promuovano un'esperienza significativa, proponendo un vissuto che non è
mai né fine a se stesso, né puramente strumentale, e mantengano intatta
l'autenticità e la libertà del presente. È in quest'ambito che
l'educando incontra la possibilità e l'invito a una vera crescita
personale, non abbandonata all'arbitrio, ma originale e comunitaria.

Crescere in una realtà misterica, memoriale e simbolica significa crescere liberamente nella complessità, maturando gli strumenti per affrontare il futuro.


GIAN MARIA e FEDERICA ZANINI


Educatori scout. Redattori di "R/S Servire"- Brescia

Da "famiglia domani" 1/99

Ultima modifica Mercoledì 04 Maggio 2005 15:02

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