Venerdì, 15 Dicembre 2017
Martedì 01 Marzo 2005 15:54

Educatori Autorevoli Parte 3-3

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Educatori autorevoli

· L’autorità
è un valore, a patto che lasci uno spazio di libertà a chi è in
situazione educativa per permettergli di prendere decisioni personali e
di crescere anche attraverso i propri errori

· L’educazione è permanente e riguarda anche l’educatore

· Per la qualità dell’autorità, fondamentale è la qualità di che la esercita, la sua passione educativa

· Un modello educativo che ha valore a tutti i livelli, anche ecclesiale.

Terza parte

L'autodisciplina e la maturità

Colui
che sottopone all'ubbidienza nei confronti di una autorità imposta, non
educa ad assumere decisioni e responsabilità, genera solo il desiderio
di essere liberato dalla costrizione e dalla paura di essere punito,
non riesce a trasmettere quella fiducia che è necessaria perché i
giovani si cimentino con loro stessi e si verifichino nella propria
capacità di assumere scelte e decisioni responsabili.

E l'esercizio di una seria autorità combatte anche i
limiti del permissivismo, espresso con lo slogan "vietato vietare" che
è quanto di più antieducativo si possa ipotizzare. Con la cultura del
permissivismo, genitori ed insegnanti hanno stimolato e stimolano il
desiderio di avere tutto e subito, incoraggiando l'impulsività,
l'impazienza, una bassa resistenza alle frustrazioni, l'incapacità alla
perseveranza, il rifiuto dello sforzo e della concentrazione,
opponendosi alla conquista di una vera, responsabile libertà da parte
dei giovani.

Se l'educazione ha spesso dovuto fare i conti con
una autorità fredda e rigida ed una libertà disordinata, è urgente che
oggi i genitori e gli educatori riflettano su come portare alla
conquista dell'autodisciplina e alla maturità nell'itinerario di vita
dei giovani con cui sono in relazione educativa. Non è inessenziale,
forse, il richiamo del pedagogista R. Lambruschini sulla necessità di
far emergere una "educazione ragionevole" come sintesi ben intesa di autorità e di libertà.

La qualità dell'autorità dipende dalla qualità di
colui che la esercita; dall'autoritarismo degli adulti derivano
conseguenze di comportamento dei giovani, e soprattutto i genitori non
devono dimenticare che la base di ogni relazione è nella affettività,
ed il rispetto lo si ottiene offrendolo, e facendo sentire all'altro
che lo si ama, anche quando lo si riprende in alcuni atteggiamenti e lo
si orienta nella condotta. Educare è sempre proporre, mai imporre, ed
in questo senso l'educatore non può nascondere le sue responsabilità
nell'alibi "ho fatto il mio dovere", perché il dovere dell'educatore
non è nella formalità delle procedure, ma nel coinvolgimento
relazionale responsabile, nella testimonianza e nell'esemplarità.

Il significato dell'educazione esige sempre, in
famiglia e fuori, una relazione educativa ricca di passione educativa e
di testimonianza, di partecipazione e di attenzioni, di responsabilità
e di competenze affettive ed emozionali, per alimentare una
comunicazione sostenuta da valori e sentimenti positivi ed
autenticanti, attraverso cui aiutare e scoprire il senso della
personale identità e del soggettivo valore di persona.

Maria Luisa De Natale

Dipartimento di Pedagogia

Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

Da "Famiglia domani" 1/2001

Ultima modifica Venerdì 13 Maggio 2005 00:06

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