Lunedì, 10 Agosto 2020
Lunedì 30 Marzo 2020 17:40

Toccare e non toccare (Faustino Ferrari) In evidenza

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Mentre il toccare i corpi (compreso il nostro – o, almeno, una parte di esso) sta diventando un tabù, si è significativamente accentuato il nostro toccare gli oggetti. Possiamo anche toccare gli animali, ma non gli esseri umani...

Le misure prese per contrastare la diffusione dell'epidemia da coronavirus presentano un aspetto per certi versi paradossale. Al lavaggio frequente delle mani si accompagna l'indicazione di evitare ogni forma di contatto. In primo luogo, il contatto delle mani cogli occhi, la bocca ed il naso. Uno dei nostri gesti più abituali e comuni va assolutamente evitato. Il viso è una delle parti più sensibili del nostro corpo, mentre le mani sono tra gli strumenti che più utilizziamo per entrare in relazione. Quest'epidemia comporta un profondo cambiamento non solo di ciò che abitualmente agiamo, ma del nostro modo di essere.

C'è forse più facile evitare il contatto con gli altri. Mantenere le dovute distanze. In queste ultime settimane l'altro viene visto sempre più come fonte di contagio, veicolo di trasmissione. Paure e timori si coagulano. Ci stiamo trasformando in bozzoli… Sarà difficile – possibile – liberarsene?

In questi ultimi anni, un modo di interagire con gli strumenti elettronici, in particolare con lo smartphone, è stato quello del touch screen. Attraverso il tatto, le dita della mano, si comanda il funzionamento dello strumento. Ciò avviene con un'estrema frequenza. Si calcola che, in media, una persona attivi l'uso dello smartphone oltre 160 volte ogni giorno. Vale a dire almeno una volta ogni sei minuti. Naturalmente, per chi ha a riguardo un comportamento compulsivo, le cifre sono ben altre. La rivoluzione digitale, almeno in questi ultimi anni, ci ha portato ad un continuo rapporto tattile con gli oggetti. Per poter interagire, continuiamo a toccare. Molto più che nella società industriale. Non è più un toccare legato alla produzione, ma alla comunicazione e all'interazione – con il mondo intero.

Il paradosso sta proprio qui. Mentre il toccare i corpi (compreso il nostro – o, almeno, una parte di esso) sta diventando un tabù, si è significativamente accentuato il nostro toccare gli oggetti. Possiamo anche toccare gli animali, ma non gli esseri umani. Anzi, gli animali possono diventare sempre più un riempitivo, una compensazione all'odierna, accentuata carenza di contatti interpersonali. Questo è un bene per noi o ci apre la prospettiva di un impoverimento?

Il toccare ha una gran parte nella nostra sfera affettiva: baciare, accarezzare, sfiorare, coccolare… Ma il toccare può essere ambiguo. Non possiamo dimenticarlo. Basti pensare a quando esso possa diventare un'interferenza – o una violenza – nella sfera privata e personale dell'altro. Non solo quando si trasforma in una limitazione della libertà altrui, ma si rivela vera aggressione, come nei casi del bullismo, della violenza sessuale, della pedofilia e della sopraffazione delle persone vulnerabili.

Non tutte le società hanno elaborato le stesse modalità circa la prossimità interpersonale, il toccare ed il lasciarsi toccare. L'Oriente, in diverse culture, forse anche a causa di più frequenti fenomeni epidemici, conosce una prossimità diversa rispetto all'Occidente. Nell'ambito pubblico e sociale, infatti, si mantiene una maggiore distanza tra le persone ed il contatto fisico può essere ridotto al minimo oppure del tutto assente. Prossimità e contatti fisici sono invece giocati in ambito familiare e domestico. Sarà così anche per le società occidentali, dopo quest'esperienza epidemica?

C'è da chiedersi anche se l'accentuata virulenza dell'epidemia che si sta sviluppando in alcuni Paesi (quali l'Italia e la Spagna) dipenda, tra tanti altri fattori, in parte anche dal diverso vissuto sociale della prossimità. L'estrema vicinanza ed il contatto fisico, infatti, sono riconosciuti come tipiche modalità del vivere sociale di questi Paesi. Passata l'emergenza si tornerà ad interagire come prima o prevarrà il permanere di una cautela che aumenterà le distanze?

Complessa è la modulazione dell'uso del tatto in relazione col mondo divino. Si sono moltiplicate, ad esempio, le proibizioni riguardo al toccare, ma al pari il tatto diventa mezzo fondamentale per instaurare una relazione religiosa. Pensiamo al terrore che accompagnava l’avvicinarsi e l’entrare in contatto diretto con il sacro e, al tempo stesso, alla consunzione d’oggetti sacri, causata dal continuo sfregamento dei fedeli. Legati al tatto sono i concetti religiosi di contaminazione e tabù, accompagnati dai limiti posti dal puro e dall'impuro ed il pericolo che essi comportano (1). Il sacro non può essere toccato da mani umane – neppure sfiorato – se non in particolari circostanze e da parte di specifiche persone, le sole autorizzate a ciò. La Bibbia ricorda l'intoccabilità dell'Arca dell'Alleanza (2) e la sua inaccessibilità anche per i leviti, se prima non fosse stata coperta dai sacerdoti (3). Nei vangeli, invece, l'episodio della donna che aveva perdite di sangue (4) rivela che la fede supera le barriere imposte dal sacro e apre il credente ad una liberante vicinanza divina. E, tuttavia, la beatitudine è per quanti credono senza la necessità di vedere (e di toccare) (5).

Quanto le vicende di quest'epidemia rimoduleranno la nostra esperienza spirituale? Si svilupperà un nuovo approccio con la dimensione del sacro? Oppure si coglierà con maggiore profondità cosa voglia dire adorare il Padre in spirito e verità? (6) Insomma, gli scenari aperti dalla presente vicenda sono ampi ed interessanti. C'è solo da chiederci se si avrà la voglia e la capacità di percorrere – sia da un punto di vista umano, sia dal punto di vista spirituale – questo nuovo cammino che c'è dato in dono.

Faustino Ferrari

Note

1) Mary Douglas, Purezza e pericolo. Un'analisi dei concetti di contaminazione e tabù, Bologna 2014.

2) 2Sam 6,6-7.

3) Cfr Nm 4,5.15.20.

4) Mt 9,20-22; Mc 5,25-34; Lc 8,40-49.

5) Gv 20,24-29.

6) Cfr Gv 4,23.

Ultima modifica Lunedì 30 Marzo 2020 17:58
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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