Domenica, 19 Novembre 2017
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Bibbia (340)

Venerdì 18 Giugno 2004 13:14

Gruppi etnici e religiosi

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Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico


Gruppi etnici e religiosi



  • Israeliti: i discendenti di Isarele, cioè Giacobbe. Con questo nome si auto-identificano gli appartenenti al popolo di Dio nell’AT, sia che parlino ebraico, greco o altre lingue. Sono "figli di Abramo", circoncisi, fedeli alla Torah, in attesa del Messia.


  • Giudei: significa "abitanti della Giudea", ma è sinonimo di Israeliti, perché dopo la caduta di Samaria (722 a.C.) gli unici Israeliti superstiti furono quelli di Giuda. In tal senso si contrappongono a proseliti, a samaritani, a greci o gentili.


  • Ebrei: è il nome con cui gli israeliti sono chiamati dagli altri popoli. Nel NT designa invece gli Israeliti che (perlopiù abitando in Palestina) parlavano l’ebraico o l’aramaico, in contrapposizione agli ellenisti.


  • Ellenisti: gli Israeliti nati nella diaspora, cioè nelle comunità ebraiche sparse per l’impero, che avevano come lingua comune il greco. Avevano sinagoghe loro proprie, leggevano la Bibbia nella versione LXX; se tornavano a Gerusalemme, erano considerati stranieri.


  • Proseliti: erano gli "aggiunti", gli stranieri di altra razza che aderivano completamente alla religione ebraica (circoncisione, osservanza della Torah ecc.).


  • Timorati di Dio: erano i pagani simpatizzanti per il monoteismo ebraico, che però non volevano vincolarsi alla legge e non erano circoncisi.


  • Samaritani: discendenti delle tribù del nord, che avevano un loro Pentateuco e offrivano sacrifici sul monte Garizim. Erano considerati eretici e come tali allontanati.


  • Gentili: cioè appartenenti alle "genti", ossia "i non israeliti", perciò non eletti ed impuri. Nel NT sono i pagani, ma talvolta anche i cristiani provenienti dal paganesimo.


  • Greci: nel NT sono tutte le persone di cultura ellenistica.

Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico


La tesi di M. Hengel sull’affidabilità di Lc storiografo


Ci si può fidare delle opere di storiografia antica? Nell’antichità si trovano da sempre tendenze a ridurre la materia raccolta dalle fonti di prima mano in compendi storiografici più sintetici: è il modo di agire proprio dello storiografo, a differenza del "piacere di fabulare" caratteristico di chi scrive romanzi e tende ad ampliare un nucleo narrativo con l’aiuto della fantasia (cfr il romanzo aretologico). I vangeli e gli atti non sono certo romanzi religiosi: dunque si tratta di racconti storicamente affidabili, che rivelano un nucleo storico difficile da ricostruire non per la scarsa fedeltà dell’autore ai dati oggettivi, bensì per la loro compendiosità. Sono la classica "punta di iceberg": dai pochi dati riferiti occorre ricostruire scenari più ampi, ben chiari all’autore ma sconosciuti a noi. "Perciò non è possibile affermare senz’altro, come oggi accade sovente che del periodo iniziale de cristianesimo Luca sapeva solo ciò che riferì. Egli sapeva senza dubbio assai di più di quanto mise per iscritto e se non disse certe cose, ciò fu per motivi ben precisi" (M. Hengel, La storiografia protocristiana, Paideia 1985, 59).


Per la ricostruzione storica sono forse più importanti delle narrazioni lucane i documenti di prima mano come le lettere di Paolo; ma At offrono il contesto ermeneutico necessario per inquadrare i dati, contesto senza il quale gli elementi riferiti da Paolo non sarebbero neppure recepiti come significativi. Del resto Pl e At si integrano abbastanza bene e non si contraddicono mai. Né si registrano conflitti con altre fonti storiografiche coeve (Flavio Giuseppe) o con i reperti archeologici.


Il tentativo di negare l’affidabilità agli scritti di Luca è sorto in nome della rivalutazione teologico-letteraria dei vangeli: se gli evangelisti hanno scritto dei vangeli con una ben definita chiave teologica (e non racconti storiografici neutri ideologicamente) non sono da ritenersi "storia". Ma il concetto di "storia" che avevano gli antichi è diverso dal nostro: di nessun personaggio dell’antichità si può ricostruire la storia come la vorremmo oggi. Le narrazioni evangeliche prendono a modello quelle dell’AT (storie dei patriarchi ecc.) nella chiara consapevolezza che la storia di Gesù è storia di salvezza per tutti: storia, appunto, non fantasia. L’interesse teologico e quello storico sono una sola cosa, se si parte dall’assunto dell’incarnazione: storia e kerygma non si oppongono ma si coappartengono, perché da un lato la salvezza si compie nella storia, dall’altro la narrazione storica è un invito ad un consenso di fede e non si ferma al resoconto di cronaca.

Venerdì 18 Giugno 2004 13:06

Teologia degli Atti - Storia dell’interpretazione

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Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico


Teologia degli Atti


L’approfondiremo nel prossimo capitolo. In sintesi estrema: scopo di At è dimostrare la tesi dell’apertura universalistica della salvezza, secondo il messaggio di Paolo: "non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso [Gesù] è il Signore di tutti" (Rm 10,12). Dunque la storia della salvezza iniziatasi con le promesse fatte ad Abramo per il bene di tutta l’umanità si compiono in Gesù e si realizzano nella sua Chiesa, in piena continuità.


Storia dell’interpretazione



  • La Scuola di Tübingen del secolo XIX (F.C. BAUR): At sono un’opera di riconciliazione tra le tendenze opposte del cristianesimo delle origini: paolinismo (libertà dalla Torah, universalismo) e petrinismo (legalismo conservatore e giudaizzante) trovano un accordo irenico intorno alla metà del II secolo, di cui At sono la testimonianza. Dunque: valore storico nullo.


  • L’indagine storico-critica (von Harnack) inizia a lavorare sulle fonti di At, cercandone di giudaico-palestinesi per Pietro e di greco-romane per Paolo, legate soprattutto alle comunità di origine (Gerusalemme, Antiochia, Cesarea).


  • L’indagine redazionale (Dibelius) sottolinea l’intento teologico di Lc, svalutandone l’affidabilità della testimonianza storica, formulando l’ipotesi che Luca si sia servito come fonte di un diario di viaggio scritto da un compagno di Paolo. In ambito francese e inglese lo studio redazionale si dimostra assai più fiducioso nei confronti di Lc storico rispetto all’ambito tedesco, piuttosto scettico (con la lodevole eccezione di M. Hengel).
Venerdì 18 Giugno 2004 13:02

I "brani noi"

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Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico


I "brani noi"


Atti è l’unico libro del NT che ci sia giunto in due forme provenienti da famiglie di codici sensibilmente diverse. Si distingue una recensione orientale (codici Vaticano [B], Sinaitico [S], Alessandrino [A] ed altri), più breve, ed una recensione occidentale (codice Beza [D] e le citazioni dei padri occidentali), più lunga di circa l’8% rispetto alla orientale. Il testo breve sembra sia quello più originale.


Sui circa 1000 versetti di At nella recensione più accreditata, poco più di 90 sono espressi in prima persona plurale (quasi il 10%): sono le cosiddette "sezioni noi": 16,10-17 (inizio del viaggio in Macedonia); 20,5-8.13-15 (viaggio da Filippi a Mileto); 21,1-18 (viaggio a Cesarea e poi a Gerusalemme); 27,1-28,16 (il viaggio fino a Roma). Espediente letterario o realtà storica? Se ne discute ancora. L’analisi linguistica rivela l’omogeneità delle "sezioni noi" con il resto di At, nonché con Lc, secondo quanto afferma la tradizione.

Venerdì 18 Giugno 2004 12:55

Composizione di Atti

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Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico


Composizione di Atti



  • Parallelismi di personaggi e situazioni: Pietro e Paolo pronunciano due discorsi programmatici (3,12-26 e 13,16-41); compiono molti miracoli analoghi, come lo storpio al tempio (3,1ss) e quello a Listra (14,8ss), la risurrezione di Tabità (9,36ss) e quella di Éutico (20,8ss); Cornelio adora Pietro suscitando le proteste di lui (10,25s) come i Licaoni scambiano Paolo per il dio Ermes inducendolo ad uguali proteste (14,11ss); ambedue sono liberati miracolosamente dalla prigione, l’uno a Gerusalemme (12,7) e l’altro a Filippi (16,26) e altri ancora.

 



  • Duplicati o ripetizioni: tre conversioni di Paolo (9,1ss; 22,1ss; 26,9ss); i discorsi missionari ed apologetici di Paolo si ripetono in molte parti. Lo scopo è quello di sottolineare l’importanza dell’avvenimento narrato, un po’ come un replay televisivo.

 



  • I sommari: presentano un breve bilancio di cosa si sta compiendo, come una pausa per vedere il cammino percorso e prevedere gli sviluppi futuri. I temi sono ricorrenti: la crescita della comunità, la parresìa nel proclamare la parola, la perseveranza degli evangelizzatori, la gioia di chi abbraccia al fede…: sono delle volute idealizzazioni che presentano la situazione della Chiesa madre di Gerusalemme. I sommari maggiori sono nei primi 5 capitoli (2,42-47; 4,32-25; 5,11-16), nei quali probabilmente l’informazione di Luca era più frammentaria; quelli minori, perlopiù di un solo versetto, sono sparsi in tutto At.

 



  • Stile a episodi drammatici: Luca si sofferma a raccontare alcuni episodi apparentemente minori, e questo ha fatto dubitare della sua affidabilità nella ricostruzione storica; ma si tratta di episodi che egli ha scelto e strutturato ciascuno "come veicolo per un importante teorema della teologia lucana della storia, il cui significato va ben oltre la scena in sé" (R. Dillon, Atti degli apostoli, in Nuovo grande commentario biblico, 44:6).

 



  • Discorsi: molti episodi drammatici hanno al centro un discorso di vario genere (missionario, apologetico, di accusa…) pronunciati da diversi personaggi (uno di Stefano, otto di Pietro, dieci di Paolo, uno di Giacomo): come vanno letti? È possibile risalire, soprattutto nei discorsi di Pietro (prima parte), a tracce di una teologia molto arcaica; ma i discorsi vanno letti considerando che "hanno Luca come autore e i lettori come pubblico" (Dillon, cit., 44:7).

Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico

 

Riassunto

 

Parte prima (Pietro)



    • Prologo; ascensione di Gesù; elezione di Mattia (cap. 1).

 

    • Pentecoste; discorso di Pietro; prime conversioni in Gerusalemme (cap. 2).

 

    • Guarigione dello storpio; discorso di Pietro (cap. 3).

 

    • Pietro e Giovanni deferiti al Sinedrio; assistenza caritatevole ai fedeli (cap. 4).

 

    • Anania e Saffira; miracolo degli apostoli che sono imprigionati e deferiti al Sinedrio (cap. 5).

 

    • Malcontento degli ellenisti ed elezione dei sette diaconi; Stefano è accusato (cap. 6).

 

    • Discorso e lapidazione di Stefano (cap. 7).

 

    • Persecuzione della comunità di Gerusalemme con la cooperazione di Saul (Paolo); conversione dei Samaritani per opera del diacono Filippo, di Pietro e Giovanni; conversione dell’Etiope (cap. 8).

 

    • Conversione di Paolo; Paolo predica a Damasco; fugge a Gerusalemme; si reca a Tarso (9, 1-30).

 

    • Pietro guarisce il paralitico Enea a Lidda; risuscita Tabitha a Joppe (9, 31-43).

 

    • Visione del centurione Cornelio e di Pietro; Pietro a Gerusalemme difende la sua condotta nei riguardi di Cornelio (10,1 – 11,18)

 

    • Inizi della comunità di Antiochia; Barnaba e Paolo, carestia e viaggio delle collette (11, 19-30).

 

  • La comunità di Gerusalemme è perseguitata da Erode Agrippa I; uccisione di Giacomo (il Maggiore) e imprigionamento di Pietro; miracolosa liberazione di Pietro; morte di Erode Agrippa; Barnaba e Paolo tornano ad Antiochia (cap. 12).

 

Parte seconda (Paolo)



    • Primo viaggio missionario di Paolo: il discorso ad Antiochia viene rifiutato e ci si apre ai pagani; Cipro, Attalia, Antiochia di Pisidia, Iconio, Listra, Derbe, (capp. 13-14)

 

    • Concilio di Gerusalemme (15,1-35)

 

    • Secondo viaggio missionario di Paolo: da Gerusalemme ad Antiochia, Tarso, Asia Minore, passaggio in Macedonia, Filippi, Tessalonica, Atene, Corinto, rientro (15, 36-18, 22).

 

    • Terzo viaggio missionario di Paolo: lungo soggiorno ad Efeso, passaggio in tutte le chiese da lui fondate (18, 23-21,16).

 

    • A Gerusalemme Paolo s'incontra con Giacomo (il Minore); è arrestato nel Tempio (21, 17-40).

 

    • Discorso di Paolo al popolo; Paolo in prigione, e poi davanti al Sinedrio (cap. 22).

 

    • Discorso di Paolo, congiura dei Giudei contro di lui; Paolo a Cesarea (cap. 23).

 

    • Paolo davanti al procuratore Felice (cap. 24).

 

    • Paolo davanti al procuratore Festo, ad Agrippa e Berenice (capp. 25-26).

 

  • Navigazione di Paolo verso Roma, naufragio e svernamento a Malta; arrivo e permanenza biennale a Roma (capp. 27-28).
Giovedì 17 Giugno 2004 20:29

Struttura

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Gli Atti degli Apostoli e il loro valore storico


Struttura


A grandi linee si possono trovare due grandi sezioni: il "ciclo di Pietro" e il "ciclo di Paolo", vedendo nell’opera del primo l’annuncio del vangelo agli ebrei e in quella del secondo ai pagani. Oppure tre sezioni, secondo un criterio geografico, desunto da At 1,8: Gerusalemme, Giudea e Samaria (cioè Israele), "fino ai confini della terra" (cioè il mondo pagano). Presento uno schema in 5 sezioni.
















1,1 – 5,42


6,1 – 12,25


13,1 – 15,35


15,36 – 20,38


21,1 – 28,31

Origine della Chiesa: ascensione, ricomposizione dei dodici, pentecoste.

La missione a Gerusalemme

Persecuzione e missione in Israele: Stefano, Filippo, chiamata di Saulo; Cornelio e Pietro.

Da Gerusalemme ad Antiochia

Primo viaggio missionario: rifiuto ad Antiochia e apertura ai pagani; in Cilicia.

Concilio di Gerusalemme

Grandi viaggi missionari: Paolo, Sila e Timoteo attraverso l’Asia minore arrivano in Europa e Grecia; Paolo ad Efeso.Ultimo viaggio da prigioniero: da Gerusalemme a Roma

 


 

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