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Domenica 27 Marzo 2005 17:49

3. Ispirazione della Bibbia (Rinaldo Fabris)

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3. Ispirazione della Bibbia (Rinaldo Fabris)

Dio mediante il suo Spirito interviene nell'intero processo di produzione di un testo biblico perché in esso si incarni la verità che egli vuole comunicare agli esseri umani per la loro salvezza.

In alcuni testi della Bibbia si dice che la parola di Dio rivolta ai patriarchi, a Mosè, ai profeti e sapienti, è efficace come la parola con la quale egli crea il mondo e guida la storia umana. Alla fine del libro della consolazione di Isaia si afferma che la parola di Dio è «come la pioggia e la neve che scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra» per  dare pane a chi lavora, così sarà della parola che Dio dia invia sulla terra come fedele esecutrice dei suoi ordini (Is 55,10-11; cf. Sap 18,15). La parola di Dio opera in modo efficace come le parole di benedizione e di maledizione (Gen 27,27-40; Nm 22,6; Dt 27,2).

Da questa consapevolezza circa l'efficacia della parola di Dio si passa a quella della forza operativa della parola scritta. Anche se i profeti sono gli uomini della parola, in alcuni casi essi ricorrono al documento scritto perché sono convinti che il loro messaggio è irrevocabile. In questo caso il documento scritto è un garanzia che la parola di Dio si compirà (Ez 2,8; 3,1.10-11; Ab 2,2). Per ordine di Dio il profeta Geremia detta al suo segretario Baruc tutte le parole che il Signore gli ha detto, per farle leggere nel tempio. Quando il re Ioiakim fa requisire il rotolo scritto con le parole del profeta e lo brucia, il Signore ordina a Geremia di far scrive su un nuovo rotolo tutte le parole di prima e di aggiungerne altre (Ger 36,28.32).

Gesù e i suoi discepoli rimandano ai libri dell'Antico Testamento come alla parola di Dio autorevole e efficace. Gli autori del NT sono convinti che la rivelazione di Dio, che ha parlato ai padri per mezzo dei profeti, si compie e concentra in Gesù, il Figlio di Dio, parola viva e efficace (Eb 1,1-2; 4,12; Gv 1,1-18). Nel Vangelo di Matteo per undici volte si introduce un testo biblico dell'AT con la formula di compimento: «Tutto questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta… » (Mt 1,22). Nelle sue lettere Paolo cita una sessantina di volte i testi del primo Testamento a sostegno del suo discorso sull'agire di Dio che salva gratuitamente quelli che credono.

In alcuni testi del canone cristiano si dice espressamente che i libri sacri per gli ebrei sono ispirati da Dio. L'autore della seconda Lettera a Timoteo, che scrive a nome di Paolo, riconosce che le sacre Scritture sono fonte di salvezza per mezzo della fede in Gesù Cristo, perché sono ispirate da Dio e perciò sono utili per la formazione spirituale di tutti i cristiani (2Tm 3,16-17). Nella seconda Lettera di Pietro si afferma che i profeti sono uomini di Dio, che parlano sotto l'impulso dello Spirito di Dio (2Pt 1,20-21). Perciò la sacra Scrittura non può essere interpretata in modo privato e arbitrario. Lo stesso autore dice che Paolo ha scritto le sue lettere grazie alla “sapienza” datagli da Dio. Perciò esse sono “sacre Scritture” come i libri dell'AT ( 2Pt 3,16; cf. Rm l,1-2).

Nella storia successiva del cristianesimo si tenta di precisare in che cosa consista l'ispirazione della Bibbia. Nell'epoca antica si fa ricorso alle categorie di ”strumento”, “dettatura” e “autore” per esprimere il rapporto tra Dio e lo scrittore umano. Nel periodo medievale l'ispirazione viene accostata al carisma della profezia (Tommaso d'Aquino). Nell'epoca moderna, in polemica con il razionalismo, si tende a sottolineare il ruolo di Dio come “autore” della Bibbia lasciando in ombra il ruolo degli autori umani. Con il Concilio Vaticano II  - Dei Verbum 11-12 - si precisa che  Dio per la composizione dei libi sacri si serve degli scrittori come veri autori nel pieno possesso delle loro facoltà.

Negli ultimi decenni per descrivere l'ispirazione della Bibbia si fa un confronto con il fenomeno del linguaggio umano che nasce dall'esperienza e utilizza, secondo le diverse situazioni, diversi registri di comunicazione: crea ed esprime relazioni, informa, fa conoscere, ordina, suscita emozioni. L'elemento specifico dell'ispirazione è il fatto che è finalizzata alla stesura di un testo. Come Dio con il suo Spirito sceglie e abilita il profeta per comunicare la sua parola, così mediante l'ispirazione egli abilita lo scrittore alla stesura di un testo che conservi e trasmetta integralmente la sua parola. In breve Dio mediante il suo Spirito interviene nell'intero processo di produzione di un testo biblico perché in esso si incarni la verità che egli vuole comunicare agli esseri umani per la loro salvezza.

Rinaldo Fabris

Ultima modifica Domenica 22 Aprile 2012 19:42
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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