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Martedì 20 Aprile 2010 20:28

La preghiera dei giudei nel Tempio (Mario Masini)

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L'antico Giudaismo possedeva due luoghi per la preghiera pubblica: il tempio di Gerusalemme e le sinagoghe. Le sinagoghe erano molte e servivano al culto festivo, all'insegnamento, ai servizi fraterni e anche al ruolo giudiziale. Il tempio era invece unico per tutto Israele.

La preghiera dei giudei nel Tempio

di Mario Masini

L'antico Giudaismo possedeva due luoghi per la preghiera pubblica: il tempio di Gerusalemme e le sinagoghe. Le sinagoghe erano molte e servivano al culto festivo, all'insegnamento, ai servizi fraterni e anche al ruolo giudiziale. Il tempio era invece unico per tutto Israele. Costruito da Salomone nel sec. X, distrutto dai Babilonesi nel 587, fu ricostruito nel 515, dopo il ritorno dall'esilio. Ingrandito e abbellito da Erode il Grande a partire dal 20 a.C., fu distrutto dal romano Tito nel 70 d.C.

Il tempio mantenne sempre la stessa struttura edilizia, che può essere sintetizzata così. La parte più interiore era costituita dal «Santo dei Santi», locale cieco nel quale era custodita l'arca dell'alleanza e entrava soltanto il sommo sacerdote e una sola volta all'anno. Il «Santo» era curato dai sacerdoti e in esso si trovavano l'altare dei profumi, il candelabro e la tavola dei pani di offerta. L'ampio «Vestibolo» era aperto allo sguardo di tutti. All'esterno del tempio erano disposti quattro spazi recintati chiamati «atri»; l'aggiunta d'una specificazione indicava il tipo delle persone alle quali erano riservati: sacerdoti, israeliti, donne, pagani. La maggior parte del culto si svolgeva nell'«atrio dei sacerdoti», dove si trovava l'altare su cui sacrificare le vittime rituali.

I sacrifici costituivano la parte principale del culto giudaico. Venivano celebrati al mattino e alla sera di ogni giorno; erano numerosi nei giorni di sabato e in quelli festivi. Vi erano vari tipi di sacrificio: di espiazione per i peccati, per sciogliere voti, per ringraziare, ecc. Vi erano anche sacrifici in cui venivano offerti farina, olio, vino, ecc.

La legislazione prescriveva il pellegrinaggio al tempio nelle tre maggiori feste ebraiche: Pasqua, Pentecoste e Capanne. Celebrate con particolare solennità erano le feste di Pasqua, di Pentecoste, dell'Espiazione, della Dedicazione e delle Capanne, delle quali si fa menzione anche nel Vangelo (Gv 18,28; At 2,1; 27,9; Gv 10,22; 7,2).

Nel tempio c'erano anche ore fisse di preghiera, che variarono nel corso dei tempi (cf Sal 55,18; Dn 6,10).

Nel libro degli Atti viene ricordato che la primissima comunità cristiana restò legata al tempio. Dopo l'ascensione di Gesù al cielo, gli apostoli «tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio» (Lc 24,52-53); Pietro e Giovanni si recarono «al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio» (3,19). I cristiani si davano convegno nell' «atrio dei pagani» (5,12) e qui gli apostoli rivolgevano al popolo il loro insegnamento (3,11; 5,20.25.42). Anche se qualche menzione del tempio risulta dal riferimento a Paolo (cf 21,2627; 22,17), la durissima critica di Stefano alle istituzioni giudaiche, la sua lapidazione e la persecuzione che ne seguì (cf 7,1-8,3), nell'anno 34, segnarono la fine della frequentazione del tempio giudaico da parte dei cristiani

 

(da Parole di vita, n.1, 1998)

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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