Venerdì, 01 Agosto 2014
Sabato 19 Giugno 2004 12:03

7. Gesù è il tempio vero (Ildebrando Scicolone)

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Dicevamo che Gesù "compie" il culto ebraico. Lo abbiamo visto rispetto alla Pasqua, la festa principale degli Ebrei, che - con altro significato - diventa il centro della storia e il centro della liturgia cristiana.

Gesù infatti ha compiuto, anzi è stato il vero "Agnello pasquale".

Altro elemento del culto ebraico era il Tempio. Lo vediamo costruito da Salomone, figlio di Davide, a Gerusalemme, e precisamente sul colle di Sion, luogo che Dio "aveva scelto come sua dimora". Prima di tale data, non c'era tempio, ma dal tempo di Mosé si parla dell'arca dell'alleanza. L'arca era un’urna di legno, rivestita d'oro, che conteneva le tavole della legge, la manna e il bastone di Mosè, le cose più preziose per la storia del popolo di Israele. Ma più importante era il fatto che sull'arca, in mezzo alle ali spiegate di due cherubini raffigurati, era la shekinah, ossia la "presenza" di Iahvé. L'arca, al tempo del nomadismo di Israele, era il segno che Dio abitava in mezzo al suo popolo, e camminava con esso. Una volta che il popolo è diventato sedentario, nella Palestina, si costruisce un edificio, il tempio appunto, dove, nella parte più santa - detta il Santo dei Santi - viene collocata l'arca. Questo santuario era chiuso da una grande tenda o coltre: non vi entrava mai nessuno se non il sommo sacerdote, una volta l'anno, nel grande giorno dell'espiazione, in mezzo ad una nuvola di incenso e con il sangue dell'animale offerto in riparazione delle colpe del popolo.

"Ma è proprio vero che Dio abita in un luogo?", si domandava già Salomone nel giorno della dedicazione del tempio. Isaia fa dire a Dio: "Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello dei miei piedi". Il tempio era un simbolo della presenza invisibile e ineffabile di Dio in mezzo agli uomini.

I cristiani sanno che Dio abita realmente nella persona di Gesù di Nazaret. Allora si può dire che Gesù è il vero tempio di Dio. S. Paolo lo afferma chiaramente, quando dice che in lui "abita la pienezza della divinità corporalmente". Se il tempio di Gerusalemme è il segno, Cristo è in realtà la presenza di Dio nel mondo.

Lo sanno anche i sinottici, quando notano che alla morte di Cristo in croce, tra i segni della teofania (= manifestazione di Dio) "il velo del tempio si squarciò in due parti da cima a fondo", quel velo che ormai non nascondeva più la presenza.

Ancor quando Gesù era "nel grembo della madre" era la presenza di Dio nel mondo. Pensate alla visita di Maria ad Elisabetta, nel cap. l° di Luca. La descrizione segue quella che nel 2° libro di Samuele, cap. 6°, viene fatta del trasporto dell'arca di Dio: a) Davide danza davanti all'arca; b) Davide dice: "come potrà venire da me l'arca del mio Signore?"; c) l'arca rimase in casa di Obed-Edom circa tre mesi. Questi tre particolari li troviamo in Luca: a) Giovanni sussulta nel seno materno; b) Elisabetta dice le parole di Davide a proposito di Maria (arca della nuova alleanza); c) Maria rimane in casa di Zaccaria circa tre mesi.

Ildebrando Scicolone

 

Ultima modifica Martedì 15 Novembre 2011 17:16