Domenica, 26 Ottobre 2014
Sabato 19 Giugno 2004 12:06

10. La liturgia nella "Storia della Salvezza" (Ildebrando Scicolone)

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Dopo un prologo che introduce non solo la costituzione liturgica, ma tutta l’opera del Concilio, il suo primo documento, che inizia appunto con le parole Sacrosanctum Concilium, negli articoli 5-6, presenta la liturgia come "momento" nella storia della salvezza.

Il testo conciliare non parte, come a suo tempo aveva fatto l’Enciclica di Pio XII, dal "dovere principale dell’uomo", ma parte da Dio. Il cristianesimo, infatti, non è, propriamente parlando, una "religione". Questa è una virtù umana, in quanto sezione della virtù della giustizia, per cui l’uomo, come singolo o come gruppo, sente il dovere di rendere culto alla divinità. Il Cristianesimo è invece una rivelazione e insieme un dono. E’ Dio che prende l’iniziativa di risollevare l’uomo e di "salvarlo". La Bibbia cristiana ( Antico e Nuovo Testamento) non è altro che la storia, scritta da chi l’ha vissuta, degli interventi di Dio a salvezza dell’uomo. In quanto storia ha un’origine e delle tappe che si svolgono nel tempo.

L’art. 5 inizia col presentare il piano divino: " Dio, il quale <<vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità>> (1 Tim 2,4)". Espresso con parole dell’apostolo Paolo, questo progetto divino comporta due cose: la salvezza dell’uomo nella sua globalità, e la coscienza di una tale salvezza, cioè la "conoscenza della verità". Questo disegno divino è spesso chiamato "mistero" dallo stesso Paolo, anche quando esso è stato rivelato in quanto realizzato. Tale realizzazione si è operata, dicevamo, nella storia dell’umanità. Il Concilio, prima con testi biblici, poi con parole proprie enumera tre momenti di questa storia:

  1. il tempo prima di Cristo. Il testo conciliare dice: "[Dio] dopo aver parlato in molti modi e tempi ai padri per mezzo dei profeti…". Tutto l’Antico Testamento è una preparazione di ciò che si sarebbe compiuto nel Nuovo. Non soltanto le parole dei profeti (in senso lato, non soltanto quelli che hanno scritto), ma anche i grandi avvenimenti della storia sono una preparazione e una prefigurazione del compimento. Anche ciò che succede fuori di Cristo, cioè nel mondo non cristiano è una preparazione e contiene dei germi, che in Cristo si compiono. Tutto ciò è annunzio profetico. E’ la prima tappa della storia della salvezza.

  2. Il tempo di Cristo. "Quando venne la pienezza del tempo Dio mandò il suo Figlio, Verbo fatto carne…per annunziare e per sanare i contriti di cuore". L’opera di Cristo culmina nella Pasqua della sua morte e risurrezione, principio della nostra. Questa è la salvezza dell’uomo: la speranza della risurrezione. In Cristo tutti siamo risorti.

  3. Ma tutto ciò è avvenuto duemila anni fa. Quando io, che vivo oggi, sono salvato? E’ necessario che ci sia un terzo tempo, quello nel quale la salvezza, già operata dal Cristo, raggiunge in effetti tutti gli uomini, e ciascuno di loro. Ciò avviene, quando si stabilisce il contatto con quella morte e risurrezione. Ora questo compiono le azioni liturgiche!

Ildebrando Scicolone

 

Ultima modifica Martedì 24 Aprile 2012 13:28