Giovedì, 24 Luglio 2014
Sabato 19 Giugno 2004 12:09

13. Attività della Chiesa e liturgia (Ildebrando Scicolone)

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La Costituzione liturgica del Concilio Vaticano II, che il 4 dicembre pr. v. compie i suoi primi 40 anni, nell’art. 7 conclude un’esposizione della storia della salvezza, dando una definizione-descrizione della Liturgia, e affermando:

"Perciò ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa, allo stesso titolo e allo stesso grado, ne uguaglia l’efficacia". Qualche vescovo fece osservare che così dicendo, si viene ad affermare che la Chiesa deve solo celebrare liturgia, mentre deve fare tanto altro.

In buona sostanza, che cosa deve fare la Chiesa, in quanto comunità dei discepoli di Cristo? Deve continuare l’opera sua. Egli è venuto per "salvare" l’uomo. Lo ha fatto morendo e risorgendo (ne abbiamo già parlato). Ma Gesù ha anche annunziato questo progetto di Dio, ci ha rivelato il mistero di Dio (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo), non solo come è in sé (per quanto ne possiamo intuire!), ma per quanto ha voluto per noi.

I teologi hanno sintetizzato l’opera di Cristo in tre attributi, dicendo che Gesù è Sacerdote, Re e Profeta. La Chiesa, a sua volta, è un popolo regale, sacerdotale e profetico. Che significa?

In quanto Sacerdote, Cristo ha offerto il suo corpo, come sacrificio in riscatto per tutti gli uomini, ed ha, come mediatore o pontefice, ristabilito il contatto vitale (si tratta della vita divina) tra Dio e l’uomo. La Chiesa, popolo sacerdotale, continua quest’opera con la liturgia, perché essa è l’esercizio della funzione sacerdotale di Cristo.

In quanto profeta, egli ha parlato in nome e per conto di Dio, anzi presentandosi come la Parola di Dio stesso. Ha difatti predicato la natura e le esigenze del Regno (cioè della Signoria) di Dio, nel tempo e nella eternità. La Chiesa continua quest’opera, annunziando il vangelo, cioè predicando, per fare discepole di Cristo tutte le genti. Si tratta del "servizio della Parola", che comprende sia l’evangelizzazione ai non credenti, sia la catechesi ai cristiani.

In quanto Re, Gesù riprende la posizione che Dio aveva dato all’uomo nella creazione: "facciamo l’uomo…perché domini su…". La Chiesa è popolo regale, perché è il popolo di Dio, e ha il compito di pascere questo popolo. La funzione regale si fonde e s’identifica con quella "pastorale". A questo proposito, figura di Cristo Re-Pastore è David, il pastorello divenuto re. Vedi pure il testo di Matteo 25, dove il "Re" siederà sul trono per giudicare e metterà i buoni a destra e i cattivi a sinistra, come fa un "pastore" con le pecore e i capri. La funzione pastorale nella Chiesa è molteplice: possiamo dire che ciò che non è strettamente liturgia o servizio della Parola, lo chiamiamo con il termine "pastorale", per quanto anche le due altre attività sono parte, e preponderante dell’azione pastorale della Chiesa.

Come si armonizzano queste tre attività della Chiesa? Lo vedremo in seguito.

Ildebrando Scicolone

 

Ultima modifica Martedì 15 Novembre 2011 18:44