Mercoledì, 01 Ottobre 2014
Sabato 19 Giugno 2004 12:11

15. La liturgia, fonte dell'energia della Chiesa (Ildebrando Scicolone)

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Continuiamo a leggere nell’art. 10 della SC: A sua volta, la liturgia spinge i fedeli, nutriti dei " sacramenti pasquali, a vivere "in perfetta unione", prega affinché " esprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede…".

La liturgia che abbiamo visto essere culmine dell’attività della Chiesa, diventa ora fonte da cui promana ogni sua energia. La liturgia quindi non è fine a se stessa, essa è un mezzo. Anche questo significa la parola "sacramento": essere "segno" e "strumento" di salvezza. La celebrazione liturgica partecipata deve portare ad un rinnovamento della vita, sia dei singoli che della collettività; se così non è, si riduce ad un ritualismo sterile, condannato dallo stesso Gesù Cristo.

Molti pensano che il cristianesimo sia una dottrina, un insieme di verità affermate, di "dogmi" (dando a questa parola un senso di "imposizioni"). Altri pensano che sia una morale, un insieme di comandamenti o precetti (forse un insieme di divieti!). Non è essenzialmente né l’una, né l’altra cosa. Il cristianesimo è una vita, la vita divina che Gesù Cristo ha comunicato agli uomini, riportandoli al primigenio progetto del Creatore.

Questa comunicazione della vita divina ad ogni singolo uomo-donna, avviene con quell’azione, simbolica e reale al tempo stesso, che chiamiamo "Battesimo" o meglio "iniziazione cristiana". Si tratta di riti, cioè di liturgia, ma è da queste azioni rituali, che nasce la vita cristiana.

E’ dunque la liturgia la fonte della vita e dell’energia, che anima la Chiesa. Come il corpo prende vita dalla nascita e cresce nutrendosi continuamente di cibo, così la vita cristiana (cioè "di Cristo") nasce dal battesimo e si nutre continuamente di Cristo, presente nella liturgia, specialmente nell’eucaristia. Questa vita produce effetti di apostolato, di carità, di opere buone. Il Concilio si esprime così: la rinnovazione dell’alleanza di Dio con gli uomini nell’eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di Cristo e li infiamma essa. E conclude il discorso sulla liturgia "culmine e fonte" dell’attività della Chiesa, dicendo: Dalla liturgia, dunque, e particolarmente dall’eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia, quella santificazione degli uomini in Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre attività della Chiesa.

Ricordate la triplice funzione di Cristo e le tre attività della Chiesa? L’evangelizzazione ha la priorità, ma tende alla liturgia come a suo scopo. Nella liturgia infatti la Parola "si compie", si fa "carne". A sua volta la liturgia tende alla carità. In altre parole, la funzione profetica tende a quella sacerdotale, e questa a quella regale-pastorale.

Ildebrando Scicolone

 

Ultima modifica Martedì 15 Novembre 2011 18:49