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Venerdì 01 Febbraio 2008 00:20

Rito del matrimonio: i testi biblici (Giovanni Giavini)

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Il rituale offre un'ampia scelta di letture bibliche


Rito del matrimonio: i testi biblici

di Giovanni Giavini



Nel nuovo rituale i testi biblici proposti sono moltissimi, più o meno ampi, completi o ridotti, scelti con criteri presentati in modo sintetico (troppo) nelle premesse, senza indicazioni sul modo di accorparli in una specifica celebrazione (lasciato alla libertà del celebrante o dei nubendi); i testi si aprono a diversi utilizzi e a varie interpretazioni (magari sfruttando solo una frase).



La guida che presento qui è solo una proposta, frutto di queste domande: che cosa direi ai preti così da orientarli nelle scelte concrete? Come io, da biblista, leggo questi testi e quale messaggio ritengo principale da mettere in rilievo per l’occasione, pur senza escluderne altri? Di qui la sistemazione seguente dei testi secondo il loro messaggio principale in vista del rito; la presento sperando di dare qualche contributo pastorale. La pagina indicata è quella del rituale ufficiale: Rito del matrimonio (Libreria ed. Vaticana 2004).


I commenti ai testi biblici sono molto sintetici, anche per ragioni tipografiche; alcuni sono solo allusivi, altri un po’ più diffusi, ma si spera siano tutti utili per un primo orientamento.


Il matrimonio è voluto da Dio creatore e ha avuto la sua piena rivelazione in Gesù Cristo:


- Gen 1 pag. 116: brano sulla creazione della coppia umana come immagine e somiglianza di Dio; da inserire nel contesto di quella splendida pag.ina, dove tutto appare come desacralizzato (in contrasto con altre religioni antiche e moderne), ma anche come eco bella e buona del «disse» e dello «spirito» del Creatore; tutto è orientato alla signoria della coppia umana, simile a quella a Dio, e alla meta finale della festa eterna di Dio e con Dio, di un sabato senza sera né mattina.


- Gen 2 pag. 118: anche questo brano va collocato nel suo contesto letterario e tematico; linguaggio più popolare di quello del cap. 1, ma messaggio quasi identico; caratteristico il racconto sull’origine e la natura della donna (che Adamo riconosce diversa dagli animali, ma che qualifica con gioia mista a un po’ di orgoglio maschilista «uoma»!) e sull’origine del matrimonio.


- Mt 19 pag. 215 (incompleto, censurato a causa della problematica eccezione per il divorzio?) e Mc 10 pag. 218: il divorzio, tollerato ma anche già regolato e limitato dalla legge di Mosè, per gente “sclerocardica” come i farisei era diventato un diritto divino e sociale; per Gesù invece era contrario alla vera volontà del Creatore, era per società “malate di cuore”, bisognose di lui come medico e maestro. Per Mc ciò è chiaro e senza eccezioni; per Mt è sostanzialmente lo stesso, quale che sia il senso della problematica eccezione; forse Mt volle ricordare che, almeno per farisei e per gli stessi scandalizzati discepoli, quella guarigione del cuore doveva essere progressiva; l’eccezione potrebbe aprire qualche tolleranza anche per il cammino dei discepoli del Discorso della montagna: Mt 5,31s (che il rituale non cita). Quella tolleranza, accolta da altre chiese cristiane, è, almeno per ora, esclusa dalla linea ufficiale di quella cattolica.


Interessante notare in Mc e Mt, dopo lo scandalo degli apostoli, la gioia dei bambini per Gesù e per le sue parole sull’amore tra papà e mamma.


Dio provvidente dietro e dentro le vicende di una coppia:


- Gen 24 pag. 120: la ricerca di una sposa per Isacco: sia il servo di Abramo, sia Labano, pur per motivi diversi, riconoscono un disegno divino nel matrimonio tra Isacco e Rebecca.


- Tb 7 pag. 126: Sara riservata da Dio al giovane Tobia: ecco il motivo dei drammi precedenti.


- Sal 144 pagg. 165 e 204: Dio provvede a tutte le creature, che però attendono e devono attendere il tempo opportuno.


- Gv 2 pag. 230: a Cana la presenza provvidente di Gesù e Maria salva tutti da una grave mancanza e annuncia, in un contesto di nozze, la trasformazione dell’acqua rituale giudaica in un vino da ultima ora. Allusioni all’“ora” della croce e al dono escatologico-messianico (con «acqua e sangue») dello Spirito Santo (Gv 20). Anche per gli sposi può avvenire un’analoga trasformazione del loro amore.


Maternità e paternità luogo, occasione, strumento di un’opera di Dio:


- Sal 138 pag. 143 «Sei Tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre, mi hai fatto come un prodigio».


- Sal 126 pag. 123 «Se il Signore non costruisce la casa… dono del Signore sono i figli, sua grazia il frutto del grembo…».


- Sal 130 pag. 163 un «bimbo svezzato in braccio a sua madre» ricorda la premura amorosa di Dio con chi confida in lui.


- Sal 102 pagg. 175 e 184: «Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore…»


- Ef 3 pag. 181 «ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome dal Padre».


- Ef 4 pag. 183 «Padre che agisce in tutti ed è presente in tutti», di qui l’esortazione all’unità nella chiesa (e nella famiglia).


- Lc 1 pag. 221: la maternità di Elisabetta e l’influsso dello Spirito Santo nel suo grembo sul figlio Giovanni; indirettamente si scorge quella di Maria santissima, abitacolo della potenza dello Spirito di Dio nel suo grembo.


- Lc 11 pag. 225: «voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a quanti glielo chiedono…»: ossia lo Spirito d’amore, di perdono, di risurrezione.


Dietro un matrimonio un «mistero grande»:


- Ef 5 pag. 185: nella cultura di allora (maschilista e padronale) la moglie era quasi solo cosa e strumento del marito, anche perché le donne di solito erano senza istruzione; s. Paolo (pur inserito in tale cultura) ne parla invece come di “carne” e altro “se stesso” dello sposo. Ma, soprattutto, parla dell’unione tra i due come espressione della vita di «canto, lode, eucaristia, carità e reciproca sottomissione nello Spirito» propria della chiesa (cf. contesto e testo greco). Questa infatti ha come sposo il Signore Gesù, cui è sottomessa, «ma» che la ama di un amore straordinario, creativo di una bellezza che la chiesa non possiede ancora del tutto e alla quale però è chiamata. La sottomissione della moglie al marito ne esce quindi illuminata da quel «ma come la chiesa…» (purtroppo la traduzione della Cei rende quel «ma» con una semplice «e»).


In un mondo in cui si erano diffuse le religioni «misteriche» con i loro riti iniziatici a una «salvezza» dal fato della morte, Paolo afferma: l’unione d’amore Cristo-chiesa è «il mistero» deciso non in seguito al peccato ma dall’eternità, nel segreto della Trinità, ora però rivelato (v. cap. 1 e Col 1); da quel mistero dipende tutta la creazione e la redenzione-salvezza e in particolare il matrimonio tra un uomo e una donna; questo allora, visto e vissuto in tale luce e chiamato a tale cammino, è anch’esso un «mistero grande», partecipa in “grande” all’unione e alla forza salvifica de “il mistero”! Dentro quindi quella cultura antica s. Paolo immetteva uno spirito nuovo, un germe rivoluzionario, che si svilupperà fino alla sacramentalità del matrimonio tra cristiani.


- Mt 18 pag. 214: Gesù è presente quando «due o tre sono riuniti nel mio nome» e sanno anche perdonare fino a 77 volte.


Un matrimonio specialissimo tra un «dio» e una splendida regina:


- Sal 44 pag. 155: il testo cantava con straordinarie immagini e gloriosi titoli le nozze tra un re d’Israele, benedetto e consacrato da Dio, e una donna mirabile proveniente da lontano. Facile l’analogia con quello Cristo-chiesa e anche con quello tra due sposi benedetti nella e dalla comunità cristiana.


Il matrimonio resta sempre realtà penultima:


- (Gen 1 e il sabato-riposo-festa eterna di Dio e con Dio: meta delle opere dei 6 giorni: questo testo non è citato dal rituale, ma si può collegare con quello di Gen 1, ricordato sopra).


- Lc 14 pag. 226: «ho preso moglie e non posso venire…», perdendo così la festa delle nozze del Figlio del re.


- Lc 20 pag. 228: i 7 mariti di una donna e la vita nell’aldilà, che rimane diversa da quella terrena e ultimo fine di tutto il piano del Dio «dei viventi», ignorato dai potenti sadducei.


- Gv 3 pag. 232: il Battista stesso si riconosceva solo «amico dello Sposo», che era Gesù.


- cf. i testi del n. 10 di questa serie.


L’amore vero viene da Dio, che lo infonde come legge nuova nel cuore, come forza vitale più della vecchia legge (comandamenti compresi):


- Ger 31 pag. 140: la legge della nuova alleanza sarà scritta sui cuori e permetterà l’autentica vita da popolo di Dio, amato e fedele.


- Ez 36 pag. 144: vi darò un cuore nuovo, uno spirito nuovo dentro di voi, per favorire l’adempimento delle mie leggi.


- Rom 5 pag. 160: lo Spirito nei cuori dei credenti reca l’amore del Padre e supplisce le debolezze della legge (cf. Rom 7).


- Rom 8 pag. 164: l’amore di Dio in Cristo Gesù e nel suo Spirito ci fa vincere ogni difficoltà e infonde una fortissima speranza, anche davanti alla morte e ai peccati.


- Ef 1 pag. 176: la carità-amore è disegno, dono e vocazione fin dall’eternità in Cristo per noi.


- Ef 3 pag. 181: lo Spirito del Padre diventi forza nell’uomo interiore, ossia nel cuore dei credenti in Cristo e nel suo amore.


- Gv 4 pag. 203: l’amore è dal Dio-amore!


- Gv 14 pag. 233: chiedere lo Spirito di Verità (che è Gesù) e d’amore per osservare i comandamenti di Cristo («amatevi come e perché io ho amato voi»).


- Gv 15 pagg. 234-238: l’allegoria della vite e dei tralci esplicita la fonte e la necessità dello Spirito per la vita e l’amore nuovo.


- Gv 17 pag. 239: l’amore del Padre e di Cristo in noi nasce addirittura da una preghiera di Gesù per i suoi primi discepoli e per tutti i futuri credenti in lui.


L’amore dà forza e gioia:


- Gen 29 pag. 122: Giacobbe per Rachele si sente fortissimo e trasporta un macigno!


- Ctc pag. 132: nel contesto di un amore globale (cuore, sentimenti, corpo), fortissimo e reciproco tra un pastorello e la sua amata contro le tentazioni e gli allettanti inviti di un ricco re e le critiche dei parenti, risplende la tesi dell’«amore più forte della morte e fiamma di Dio».


L’amore-carità supera i carismi e sostiene le altre virtù, anche quelle matrimoniali:


- 1Cor 12-13 pag. 173: inno alla carità, sullo sfondo di quella di Cristo (cf. inno cristologico di Fil 2); la carità produce e vive di pazienza, magnanimità, rispetto e disponibilità anche a umili servizi (Gesù lavò i piedi sporchi anche a Giuda!) ecc.


- Lc 6 pag. 223: l’amore anima del Discorso dei campi (o Discorso della montagna di Mt 5-7) e porta anche a una misericordia come quella di Dio, anche verso i nemici.


L’amore sponsale segno di quello di Dio:


- Is 54 pag. 136 «Come una donna abbandonata… ripudiata… ti riprenderò», dice Dio a Israele esiliato e disperato (da ricordare che, per la Toràh, non era lecito ritornare su un divorzio già legalmente contratto! Dt 24); d’altra parte, Is 54 suppone e segue immediatamente il IV carme del Servo di Jhwh.


- Is 62 pag. 138: «Come un giovane sposa una vergine… come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te» dopo tanti peccati, ribellioni, disastri come l’esilio a Babilonia.


- Ez 16 pag. 142 (pag.ina una volta ritenuta al limite dell’osceno!): l’amore creativo e fedele di Dio padre adottivo e sposo di un popolo tutt’altro che bello e fedele! Cf. Ef 5 per l’amore di Cristo per la chiesa. Analogie e differenze rispetto ad ogni amore umano; la vera speranza è quello più unico che raro di Dio (e di Cristo).


- Os 2 pag. 146: «Ti farò mia sposa per sempre…» dopo tante infedeltà, tradimenti, delusioni. Osea ha certamente preceduto e ispirato Geremia ed Ezechiele.


- Apc 19 pag. 154; 21 pag. 156; 22 pag. 158: l’Agnello e la sua sposa. Anche qui analogie e differenze tra l’amore Cristo-chiesa e gli amori umani, compreso quello matrimoniale. L’Apocalisse è un grande libro di speranza, ma, appunto, per l’Agnello «immolato e ritto in piedi» (Apc 5,6).


La vita di una casa benedetta da Dio - in Cristo:


- Sal 127 pagg. 117, 187 e 200: quadretto di una casa dove si teme Dio, si lavora, ci sono moglie e figli, una mensa, l’attenzione alla città: un modellino anche poetico per allora e per sempre.


- Sal 111 pag. 170: la discendenza di un timorato di Dio, giusto e generoso con gli altri, fiducioso nelle avversità della vita.


- At 1 pag. 148: gli Undici, con alcune donne e Maria, si trovano in una casa, in preghiera e in attesa di novità «spirituali», quelle di pentecoste e della loro missione nel mondo. Analogie con la casa-famiglia.


- Ef 5 pag. 185: la vita secondo il «mistero grande» (cf. sopra) (manca però il discorso sui rapporti con figli e servi, che invece si trova in Ef 5-6).


- Eb 13 pag. 195: esortazione anche a un matrimonio immacolato e inserito nella vita fraterna di una chiesa già perseguitata; di qui l’esortazione anche all’ospitalità e alla cura dei carcerati.


- 1Pt 3 pag. 199: in un contesto di vita battesimale e di crescita coerente dentro la chiesa e la società, le mogli vengono esortate ad essere sottomesse ai mariti e ornate di virtù più che di gioielli; i mariti siano però rispettosi delle mogli in quanto partecipi della stessa «grazia» e della stessa preghiera.


Il valore di una donna:


- Pv 31 pag. 130: una donna «perfetta» difficile da trovare? Interessante la descrizione di tale perfezione, collegata con la cultura del tempo ma sempre luminosa.


- Sir 26 pag. 134: una donna saggia e virtuosa è preziosa più delle ricchezze.


Vita cristiana dei «corpi» come liturgia e profezia:


- Rom 12 pag. 166: dopo aver a lungo richiamato l’evangelo della salvezza, Paolo introduce il discorso morale con «offrite i vostri corpi come ostia viva e culto logico-spirituale…», ossia come liturgia in risposta al «logos» evangelico; anche la vita sessuale può essere parte di questo culto. Il brano si dilunga poi sul complesso della vita come culto: carità, lealtà, pazienza, generosità ecc., nel contesto della comunità cristiana e della società.


- Rom 15 pag. 168: unanimi si rende gloria (culto) a Dio Padre, sull’esempio di Cristo.


- 1Cor 6 pag. 171: anche il corpo appartiene a Cristo ed è come un tempio dello Spirito Santo e la vita matrimoniale-sessuale, ben ordinata in un contesto di amore come quello di Cristo che ci ha «comprati a caro prezzo», è culto a gloria di Dio. Di questo culto sarà espressione e alimento quello eucaristico (1Cor 10 e 11).


- 1Pt 2 pag. 197: tutti i battezzati sono «sacerdoti» di un culto «logico (secondo il logos)-spirituale», partecipano alla regalità di Cristo, sono profeti (annunciatori del Logos), figli neonati per il battesimo e in crescita, con la comunità (e quindi anche con i suoi «pastori»: cap. 5) e dentro la società.


La preghiera tra sposi:


- Tb 8 pag. 128: la preghiera di Tobia e Sara prima dell’inizio della vita coniugale.


- Tutti i Salmi riportati dal rituale (e non solo) danno esempi e ispirazioni sia per la vita di fede in genere sia per quella matrimoniale e familiare.


Matrimonio e famiglia luogo di catechesi e di vita cristiana:


- Dt 6 pag. 124: i ricordi delle opere di Dio e i suoi comandi «li ripeterai ai tuoi figli… in casa…» (cf. i riti pasquali, che erano da svolgere nelle proprie case, sia pure in contesto comunitario).


- At 2 pag. 150: i primi cristiani a volte (quando erano in tanti) frequentavano gli ampi spazi del tempio di Gerusalemme, altre volte si trovavano «a casa-di casa in casa» a pregare, spezzare il Pane, ascoltare la Parola, vivere la comunione ecc. Cf. anche Ef 5 e 1Pt 3 (cf. sopra).


Testi generici sulla vita di popolo di Dio e di comunità cristiana applicabili alla casa-famiglia-piccola chiesa:


- Parecchi Salmi riportati nel rituale.


- Fil 4 pag. 188; Col 3 pag. 190; 1Tess 5 pag. 193; 1Gv 3 pag. 201;


- Beatitudini e altri brani del Discorso della montagna pagg. 205-212; e altri ancora.


Testi ignorati:


- Mt 1-2 (matrimonio e famiglia di Nazaret, santa ed eccezionale, più unica che rara, dentro una storia tanto umana ma anche guidata dalla Provvidenza); Mt 5,31s (divorzio no, con eccezione; il cap. 19 c’è solo parzialmente: v. sopra); 1Cor 5 (convivenza con una matrigna e intervento di Paolo a escludere dalla chiesa tale matrimonio: sottinteso che altri matrimoni ricevevano la benedizione della comunità); 1Cor 7 (diversi casi di vita matrimoniale, di matrimoni misti, di nuovi matrimoni, di celibato e verginità ecc).;


- tanti testi dell’AT (Gen 3 ss: nelle coppie il peccato; Abramo e Sara con Agar e altri problemi drammatici di famiglia; Giacobbe con Esaù sotto l’influsso materno ingiusto; le vicende dei 12 figli(acci) di Giacobbe; la famiglia di Mosè; coppie nel libro dei Giudici; Rut con Noemi e Booz; Anna e Samuele; Davide e le sue donne e i suoi figli; il celibato di Geremia e la vedovanza di Ezechiele… Giobbe e la moglie, il pessimismo di Qo…).


In conclusione: i testi presentati sono già tanti; potrebbero addirittura produrre l’idea che la Bibbia si interessi molto del matrimonio e della famiglia, mentre non è vero: altri sono i suoi interessi (anche Gesù puntava assai di più sul «cuore» di ognuno che sulle strutture sociali, politiche ed ecclesiastiche); ma dentro stava anche quello per matrimonio e famiglia. Il rituale si colloca qui, a buon diritto, se usato bene.


La guida proposta sopra potrebbe aiutare a valorizzare quei testi biblici e a combinarli tra loro per le concrete circostanze.


 


(da Settimana, dicembre 2005, 45)

Ultima modifica Giovedì 03 Settembre 2009 17:54
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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