Sabato, 29 Novembre 2014
Sabato 19 Giugno 2004 11:57

2. Gesù Cristo "compie" il culto ebraico (Ildebrando Scicolone)

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Leggendo i vangeli, sembra che Gesù sia stato contrario al culto ebraico, nelle sue varie forme: non rispetta il sabato, non lo vediamo partecipare ai sacrifici,

anzi scaccia dal tempio quelli che vi commerciavano quanto era necessario a tali sacrifici e alle offerte, non rispetta i giorni di digiuno, dichiara che non ci sono carni immonde, ecc. Eppure tutte queste prescrizioni si trovano nei vari testi della legge ebraica, che Gesù doveva sapere essere stata comandata da Dio a Mosè.

In verità Gesù non è contrario alla legge, ma ad un’interpretazione legalistica, esteriore e materiale della legge stessa. Il senso del riposo sabbatico non era quello di non fare niente, nemmeno un'opera buona, quale quella di guarire un malato; era piuttosto quello di trovare il tempo da dedicare alla contemplazione delle opere di Dio e del suo amore; il senso del sacrificio era di "significare" con un gesto esteriore d'offerta e di donazione, la volontà di riconoscere la signoria di Dio, e non quello di "pagare" una tassa a Dio, offrendogli un animale. Gesù cioè vuole riportare il culto al suo vero significato interiore.

Egli si ricollega a tutta la serie dei profeti, che avevano spesso richiamato i capi e il popolo al culto spirituale. Essi vogliono ripartire sempre dal principio. Quest’inizio del culto d'Israele che coincide con quello del popolo, si trova in Esodo 19,5-6: "Ora - dice il Signore a Mosè - se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza voi sarete..un regno di sacerdoti e una nazione santa". Tutto il popolo sarà sacerdotale non se offrirà dei sacrifici, ma se "ascolterà" la parola del Signore e custodirà il patto.

Quest'insegnamento profetico si ritrova nei salmi:

Salmo 40,7: sacrificio e offerta non gradisci, / gli orecchi mi hai aperto. / Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. / Allora ho detto: ecco io vengo. / Sul rotolo del libro di me è scritto che faccia il tuo volere.

Salmo 50,13-14: Mangerò forse la carne dei tori, / berrò forse il sangue dei capri? Offri a Dio un sacrificio di lode / e sciogli all’Altissimo i tuoi voti; / invocami nel giorno della sventura: / ti salverò e tu mi darai gloria.

Salmo 51,17: Signore, apri le mie labbra / e la mia bocca proclami la tua lode; / poiché non gradisci il sacrificio e se offro olocausti non li accetti: / Uno spirito contrito è sacrificio a Dio...

Gesù è stato colui che ha "ascoltato" sempre il Padre. La lettera agli Ebrei applicherà a lui il testo del salmo 40: "Per questo, entrando nei mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo mi hai dato... Allora ho detto: ecco io vengo...". E l'autore commenta: "con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per istituirne uno nuovo. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Cristo, fatta una volta per sempre" (Ebr 10,5-10).

Ancora una volta, Cristo è il vero liturgo, perché ha "ascoltato", cioè ha obbedito, e con la sua obbedienza ha salvato l'umanità e ha glorificato Dio.

Ildebrando Scicolone

 

Ultima modifica Lunedì 14 Novembre 2011 21:39